331 MDXXV, NOVEMBRE. 332 a hore 24. Avisa come, per uno venulo da Milan, dice che ogni zorno quelli dii castello enscono ad ogni suo piacer, et che eri da poi disnar insileno alquanti fanti et forno a le man con spagnoli et lanzinech, et ne umaznrno, el molli feriti, et sca-ramuzando vene socorso a li spagnoli, et quelli dii caslelo se convene retirare nel castelo, et forno amazali 4, et alcuni pochi feriti; ma ogni zorno enseno valorosamente fuora et conduseno de ogni sorte vituarie dentro. Et dice che al lavorar di la trincea pochi homeni lavorano, el de queli la ma-zor parie fuzeno. Itcm, le zente di arme erano in Piamonte et verzelese sono venule ad alozare in guarnlson a Caslel Lion di lodesana, verso Piziga-ton, a Chamirago, Cava el a Curia, a Male, a Casa Pusterlengo et a queli contorni, i qual dicono esser venuti li per non ha ver strame dove prima erano alozati. Item, scrive esso Podestà, missier Heelor Phisiraga me ha dillo che è venulo una let- * (era a Lodi dal marchese di Pescara, che comanda che tulli queli che hanno i beni di foraussiti li debbono consigliarli a la camera, perchè sia restituiti a ditti foraussiti. Item, per uno dii conte Alberto Scolo venulo da Cremona, dice, che ogni di el notte queli dii caslelo conduseno victuarie de ogni sorle dentro, et che dentro di la terra non poleno più venir per le cave fatte atorno il caslelo. El che ogni dì lavora 500 homini a dille cave, et Sabato a hore 23 feceno un poco di scaramuza el fo morti due et feriti 5. Et dice haver da uno suo amico, che sta in castelo, che è fornito per do anni de victuarie, et che li sou dentro 200 homini boni et ben disposti. Dice che li soldati el queli di la terra hanno comenzalo a far le guardie atorno le mura,el redopiato le varde a le porte. Et che lì se diceva che le zelile che sono alo-zale in cremonese vanno a la volta do Milano. Le fanlarie e cavali lizieri erano alozate a Zanolo, a Bordolano, et dieno andar ad alozar sie mia apresso Cremona. El homini d’arme 60, che dieno andar a Romanengo, dieno andar a Cremona. Dice etiam * che li lanzinech ogni dì vanno via a 6 et 7 a la volta a caxa sua. Da Milan, di l’ Orator, in lettere di 20, hore 21. Olirà quelo ho sci-ilo, par il marchesa habbi fallo capitanio di iustilia per nome di Cesare uno Hironiino da Verzeli citadin milanese. Et la terra sta quieta con timor assai. Scrive esser ussilo questa notte di castelo uno zenlilhomo milanese, qual è slato a trovar esso Orator, dicendoli da parte dii signor Duella, che poi che si sera il caslelo Soa Exceleulia iudicava esso Orator fusse parlilo per poter dir a la Illustrissima Signoria viva voce quanto Soa Excellentia li havia dillo. Esso Oralor disse haver (allo- questo officio con ledere, et da matina si partiria per Bergamo. El qual disse si poi ben mandar in castelo etc. Dimandato di 1’ esser dii signor Ducila, disse meglio, e dii moto va miorando assai, e sla con hon animo, e cussi li alIri di castelo con animo di lenirsi. E diman.lato se haveano danari il Duella, disse il signor Ducha ne ha più qualche che summa et li zenlilhomeni sono in caslelo ne hanno porlà con loro el anche arzenti, li quali li 223 hanno offerti tulli a beneficio di esso signor Ducha. Item, ha mandato uno in Pranza a suo fratello el ducha Maximilian, dicendoli se ’I voi venir a socco-rerlo li voi dar quel Stailo ; con altre parole ut in litteris. Scrive come hanno nova il signor ducha di Ferrara zonse beri sera a Pavia per ritornar a Ferrara. Prega la Signoria li dagi licentia di poter repatriar. Di Verona, dii Proveditor generai, di 21, horr 4 di notte. Come ha liauto aviso per avisi da Martinengo, che una bandiera de fanti, era alozata a Fornaze, esser levata è andata a Mozanega, si ilice vanno alozar chi dice a Milan chi sul cremonese. Item, per uno vien di Novara, ha nova li fanti italiani erano su quel di Saluzo è venuti de lì et in-trali in la terra, el alendono a fortificar ditta terra. Item, scrive come, per uno suo esploralor venulo di le parte di sopra, refferisse esser stalo fino a Bol-zan e non vi è motion nova alcuna, solum do bandiere de fanti a Trento, una a Boizan et do a Prixi-non, et .che il capitanio Zorzi Fraunsperg era parlilo per andar a Yspruch per esser a la dieta in Augusta, tamen 1’ havea mandalo a dir al conte Lodo-vico da Lodron, che li mandaria fanti, ma non li ha mandato a dir quando voji mandarli. Item, dice che lo episcopo di Trento con tre altri lodeschi de-puladi in la dieta di Boizan erano parlidi per nome dii conia di Tiruol, per esser in Augusla a la dieia imperiai. Dice che conira vilani si fanno gran cosse di amazarli, ponerli in exilio, tuorli il suo eie. El che Venere a Trento fo laiato la lesta a uno capo de dilli vilani. Item, scrive esso Proveditor haver aviso, al Desanzan erano zonti 80 lanzinech parlili di Cremona, quali voleano tornar a caxa loro. Item, scrive se li mandi danari aziò possi dar questa paga zà principiala. Di Bergamo, di sier Nicolò Michiel el do- 223* tor, capitanio, di 20, hore 6 di notte. Scrive lungamente zerca la condition di quela camera, et in fiue avisa alcune nove de spagnoli alozati ìu Ge-