369 MDXXV, NOVEMBRE. 370 mandar a Milan parlono a quel de qual disse è bon servitor, ma non voi cavalaro alcuno con lui; ma che son do cavala ri li bergamaschi, che li polrano operar, perchè bisogna andar caulo, perchè spagnoli sono sospetosi. Esso Capilanio li ha dalo ducali 10, con promission darne di altri, et quello mandato a Milan. Item, scri-veno de una lettera hauta da Milan, ut paiet. Da Milan, di 26, di Simon Taxis maistro di le poste cesaree. Scrive una lettera mollo afec-tada zerca agumentar le cose di Cesare, qual ha bon animo verso la Illustrissima Signoria, et cussi quelli signori. Et che el castello sta al solilo; questi lo serano. Il marchcxe di Pescara migliorava, el altre particularilà da vero amico dii Slado nostro. Et che aspeclano il capilanio Arcon con fanti spagnoli et bon numero di lanzinech. El il populo di Milan sta contento, li offici et Senato sentano, et altro non diee. Per la qual lettera si considera per esser di 6 non esser vero lo aviso di la morte dii marchese di Pescara. Di dicii reofori, di 26, hore .... Come era zonto lì uno nonlio di grisoni con una lettera, qual mandano a la Signoria nostra, al qual noutio li hanno fallo bona ciera, e tenuto a cena et alozar con lui Capilanio, e diloli non esser polvere di darli perchè questa terra era prima aperta nè si leniva monilion, bora che la si fortifica bisognerà lenirne. El qual disse per li soi danari ne compravano, el se li dagi abnen do some. Pertanto aspeclano risposta, come si habbino a governar, da la Signoria nostra di risponder al umilio. 249 ' La lettera dii Capilanio, Consieri et oratori de le tre lige, data a Sondrio, a dì 22, driza-ta a li rectori di Bergamo. Come, haveudo haulo la roca de Chiavena, hanno deliberalo tuor le allre città del Stalo di Milan sul lago di Como, per asse-gurarse et far etiam ben a la illustrissima Signoria. Pertanto mandano il presente nontio pregando soa magnifìcenlia dii Capilanio li vogli (dar) 10 over 20 some di polvere, che le manderano a tuor, el polendo trovar polvere per il loro danaro la comprerano ; et perà per il nontio predillo li mandano risposta, al qual voglino dar do some di polvere, che riporla indrielo con lui; con allre parole ut in litteris. Di Verona, dii proveditor generai Bexaro, di 27, ìiore 4 di notte. Come, liavendo haulo lettere di Bergamo dii signor Camillo Orsini mollo copiose de le cose de Milan, le indriza. El per uno suo tornato di Alemagna,.ha aviso ivi non esser mo-I Diarii di M. Sanuto. — Tom. IL. vesta alcuna, imo sono manco fanti dii solito in quelli lochi scrisse per le allre sue; el che a dì 25 parli di Trento il vescovo con alcuni altri, per andar in Augusta a la dieta. Del signor Camillo Orsini, date a Bergamo, a dì 26, hore 3 di notte, drizate al prove-ditor zeneral Bexaro. Come, per uno suo qual parli da Milan liozi a hore 16, ha inteso che il castello tirava a spagnoli el lanzinech, el se diceva era slà scoperto uno tratato in castello, et il Ducha ha-via fatto squartar a quattro cavalli uno, fo dilto era Maxim il iati Stampa. Item, come lui relalor alozoe dal prior di Servi, e inlese che tra lanzinech e spagnoli erano stale parole assai, perché i lanzinech non voleano star sì propinqui al castello diceudo tulli li danni tocavano a loro, et che spagnoli vo-Iesseno etiam loro esser lì. Et cussi par spagnoli erano mossi di primi alozamenli, e tiratisi più avanti. Et che quelli dii castello escono a scaramuzar. Et per Milan erano slà fatte cride niun milanese possano portar arme, nè andar insieme ne la notte, tamen ehe molli ne andavano e spagnoli li favano di barela. El che lui relator era stalo con dilti milanesi per la terra. El che spagnoli dicono aspectar il capitanio Arcon con .... spugnoli, et li latizi- 250 nech dicono vegnirano 7000 lanzinech, tamen i stanno con paura. Et che li fanti italiani erano in Piamonte, vien overo a Milan o in Cremona. Et che quelli dii castello escono a scaramuzar, e il Ducha ha inteso che milanesi è di bon animo verso di lui. Item, il marchexe di Pescara non sta bene, et ha do done che il latano, et zà 3 zorni vive di dillo late. Ancora scrive dillo signor Camillo, come di Geradada erano slà levà da Caravazo alcune zenle zoè . . . . et vanno alozar di là di Cremona, et par sia slà fata una crida lì in Geradada, lulli li fanti debano liaver venduti li cavalli el mandar via le fernene per slar più lezieri e presti a ogni mandalo. Fu posto, per i Consieri, poi letto una lettera di sier Nicolò Michiel el dottor capilanio di Bergamo, di 16 Seplembrio, zerca uno Chrisloforo de Taxis imputa di certo .liomicidio, et si ¿presentò in pre-xon poi è fuzito, che debbi proclamar, si debbi apre-senlar a le prexon, aliter possi bandirlo di terre e lochi con laia vivo lire 500, morto 300 ut in parte. Ave 105 di sì, 1 di no, 3 non sincere. Fu posto, per i Consieri e Savii ai ordini, una gralia a uno Sante di Zuane ntarangon soleva lavorar in 1’ Arsenal, è venuto orbo, che sia aponlado ogni zorno in vita soa, el babbi soldi 24 al zorno ut in parte. Ave: 131, 8, 2. Fu presa. 24