415 MDXXV, DICEMBRE. 416 quasi non la sente ; ma li medici temeno non entri in etilica mollo de facile o ne habbia principio. El signor duca di Borbon sarà qua fra quadro giorni, et già si comincia dir per corle, che li vole lo Imperatore dar per moglie la Regina germana che fu dii marchexe ili Brandiburg, che tiene 40 rnilia ducati de intrata a l’anno, et mi è stato ditto et con-tìrmalo da un signor grande; tullavulta non la scrivo per cosa mollo autentica. De Toledo, alli 4 Novembre 1525. 278 Ex litteris domini Suardini, datis in Toledo, 27 Octubris 1525 Sequita la lettera et post scripta Vostra Excel-lentia saperà come, a li 18 di questo, in Portogallo per monsignor di Lasao fu pubicamente desp sala la sorella di quello Re in nome di la Cesarea Maestà, et a li 24, essendo gionla la nova qua, fu per Sua Maestà insieme con lo amhassatore de Portogallo fatto alcune altre cerimonie por confìrmation di quanto ditto Lasao havea fatto in Portugallo, et cosi dicese che in Sivilia si faranno le noze, dopo le feste. Vero è che ’1 tempo precise non è slà terminato. Madama di Lanson, per quello se intende, è per partir verso Franza fra. dui o tre giorni senza altra conclusione, non obstante che ’I tutto sarà conira molle ragione se cosi partirà, et per quello se ne conosse fin al giorno di oggi, niuna apparenza de acordo se ne conosse. Vi sono nove di verso l’india del Temislitam, come havendo Ferando Cortese, quello che pigliele Temistitan, qual è tanto richo el de tanta autorità ne la India, de uno povero secretano che era non sono se non pochi anni, che ’1 duca de Begero li ha dato una sua nepote per moglie, e lui li man-dete 40 milia ducati de India qua per la spesa de ponerse in ordine, et poterse comlur de Spagna al Temistitan. Et dicese che tiene più d’un milione d’oro in dinari. Questo tale, havendo mandato una armala per scoprir certo paese cum dui sui capitami, e lui partile per andare per terra ferma per Irovarse a dar aiuto a li soi de l’armata con doi mille fanti et cavalli, et caziatosi dentro nella terra ferma, li mori li haveano tagliato alle spalle di molti ponti sopra quali era passalo. In queslo instante che ’1 ditto Cortese cambiava, par che altri dui capitani pur spagnoli andasevano per far la medesima conquista, et scontratisi quelli dui primi capitani et questi altri dui ultimi, combaterno fra essi, el se ainazorno, et de quatro non ne restò salvo che uno capifanio di quelli dii Cortese, et piglialo da 150 milia pesi d’oro che era nella armata de l’imperator, s’è alzato contra lo Imperatore, el salvatosi pur nel Temisislan, e accordatosi con quelli mori, et dii Cortese qual si era ca-zalo in terra ferma non se ne avea altra nova se non che li ponti li erano stali tagliati a le spalle, el molto 278* dubbio lenevano che non capitasse male. Et in caso che cusi fusse che ’1 Cortese capitiassc male con 2000 fanti et cavalli, polriano quelli mori pigliar lai ardir che sarebbe troppo, atteso che quelli spagnoli usano tante crudeltà in quelle Indie, che hanno posto tal disperatimi in quelle gente, che nascendo li filioli le madri li amazano, dicendo non voler che vivano perchè non habbino a tollerare la servitù de spagnòli. Appresso è occorso questi giorni, che volendo un marchexe de Mondegai, come gubernalor dii paese di questa Maestà recuperare una certa insu-leta che altre volle tolseno spagnoli a mori nel regno de Siesa, et li feceno una forteza chiamala il Pignon, et molto fornita de artellaria, sono da quattro anni che mori aroborno con certi inganni dilla fortezza a spagnoli. Hora queslo Marchexe per via de trillalo tenea pratica di recuperarla, et posta in ordine una armata con 1500 fanti, et con molli homini ila bene et capitanei era andato per assaltar quella insula et inlrar ne la forteza ; ma credesi che ’1 trattato fosse menato doppio perchè trovorno entro tante forze, che senza far ef-fecto hanno combattuto, el vi sono restali morti el feriti quasi tutti quelli principali capi et homeni da bene, fra quali uno nepote del duca d’Alva vi è morto et più di 700 persone vi sono restale de li 1500 fanti et torsi più, de manera che tanto più s’è exlimata questa cosa, quanto che mori have-rano pigliato animo. Quesla ¡soletta è nel mare Mediterraneo, quasi ne l’intrar dii stretto verso Africa. Ne occorrendomi altro, in bona grafia de Vostra Excellenlia me ricomando. Ex litteris domini Jacobi de Cappo, datis 279 Mediolani ultimo Novembris 1525. Che eri a nolle zonse qui il comandator Herrera mandato da la Cesarea Maestà al Pontefice, et parte a questa hora 19 in posta per Roma. Che il signor nuntio e lui è stato a visitarlo, nè altro si ha auto da lui se non che va con bone nove al Pontefice. Che è venuto ancor don Filippo Cerviglione per