59 MDXXV, OTTOBRE. 60 questa cosa. Scrive, esso Proveditor che polria esser, el Signor, inteso il recuperar de la galìa, non armasse, etc. Di Bassan, di sier Hironimo Lippomano podestà et capitanio, di 11. Come heri zonze de li il Pazeo orator anglico, qual fo da lui honorato el acarezato iusta le lettere scrittoli per la Signoria nostra, et liozi è partito, va ad alozar a Premulan loco di quel territorio, et lui Podestà ha mandalo a dir a quel hosto lo onori, el non li loy alcuna cosa, perchè il tutto la Signoria pageria ; siehè si parte mollo satisfato. Scrive haver aviso di Trento, come quelli 4000 fanti col vescovo di Persenon, che andarono per metter dillo episcopo nel suo stalo, erano tornati lì a Trento, et questo per haver haulo conlrasto da villani. Item, che Sabato a dì ... . di questo lì a Trento, quel Vescovo havia fatto taiar la testa a do villani et altri laiar man, altri cavar ochi et che di 120 che di essi villani ha in prexon, li voi far mal capitar, eie. Di TJdene, dii Locotenente, di 9. Con una relation di uno, qual li ha mandalo a lui il capitanio di Venzon, narra molli avisi di le cose di sopra, et che li nobeli erano in arme conira li villani, etc.; la copia di la quid lettera scriverò di solto. Dii ditto, di 10. Come manda una lettera auta di la comunità di Venzon. Li avisa haver nova li nobili, capitanio il conte Nicolò di Salm, haver bru-salo Slavin el li minerali, e villani esser in arme, preparandosi a la guerra. Dii ditto, di 10, hore.....venute liozi. Conferma la nova dii brusardi Slamili qual fo bru-sà Marti, fo a dì 3, di l’instante, sicome più difusa-menle scriverò qui avanti. 35 Copia di una lettera, scritta per il conte Cristoforo Frangipani a sier Zuan Antonio Dandolo, data in castello di Buda a dì 14 Settembrio 1525, et ricevuta a dì 13 de Octubrio. Magnifice vir, amice dilecte. Sapia vostra magnificenlia che senio ben sani, grafia Dei, et questo medemo desideramo sentir vui cum tutti vostri in bona et prospera sanilade. Cusì anche non volemo premeler la antiqua consuetudine, qual si è a comunicar tutti li casi de utriusque fortunae, come acadeno infra li amici, zoè se sono boni che comuniter ambe parte de amici se congratulano, et così anche comuniter condoleno de li adversi. Avendo nui abaudonato la illuslrissima casa de Austria, a la quale havemo servito per 20 anni, cum qual fatiche et fìdeltade in parte è ben note a la magnificenlia vostra, et visto el paterno regno esser .invaso per la potente mano del Signor turcho, qual se diceva questa volta dovesse perseverar andando avanti dapoi presa An-deralba de occupar questo regno ungarico, qual regno anche nostri antecessori liberono da le man de larlari, et remeseno quaedam re Bella iterum, in questo regno con sangue de lor Frangepani aprese le 25 marche de oro et argento, qual deve-no al prefato re Bella. Da li qual sangue essendo nui successi et visto tal bisogno a questo Re et paterno regno, ne parse far el debito del bon subdito, tolesemo licentia da la nostra casa de Austria aban-donando tante nostre servitude et spansion de sangue e presenlade. Ma vedendo, per esser servilude chieder nissune remuneralione, ziochè più liberi possiamo quà servir, et venuti qua senio olirà uno fino e mezo, servendo cum quanto servitio avemo saputo e poseslo, come è de soccorer la città de Jayza con poca zente conira molti turchi et qualche d’altro servitio, pur avemo fatto. L’altro zorno, fino penultimo di Avoslo, uno Mercore lesemo par. lamento con li signori conseieri de la regia Maestà 35 * et chiedendo qualche ordine per lo venire de persona nostra, perchè per fina qua non v’è stalo nulla fallo de condilion nissuna, e ne rispose lo reverendissimo archiepiscopo Slrigonierise alcune parole, sopra quale nui ge dissimo averne lui promesso molto cose, tamen non de haver oblenule, come senio a provarli. Sopra di zio mi rispose da uno villan come 1’ è, zoè che nui militiamo. Qual villania nui inteso ge dissemo el simile, el ge dessemo una budella overo uno schiafo. Per questo ne ha retenuto la Serenissima Regia Maestà, el vole che facemo pace. Nui non intendemo fare per fino che non ne satisfacia de alcune parole diceno haverle lui dille conira el honore mio. Taliter se possemo laudarse alla magnificentia voslra over obtenuta et aquistato lai remuneralion per nostri servitii qua in Hungaria. Dio optimo vi conservi in bona et prospera sanitade. Scritta a Buda, in castello, a dì 14 Settembre del 1525. Cristoforo Frangipani conte de V. S. m. eie. A tergo : Magnifico domino Antonio Dan-dulo patricio veneto, amico nobis honorando.