103 MDXXV, OTTOBRE. 104 preso ima posta veniva di Pranza con certi capitoli di una lig», qual andava a Roma. Item, manda do lettere Fiatile di Alberto Scolo el Camillo Orsini. Scrive si provedi di danari, eie. Dii conte Alberto Scoto, date a Crema a dì 19, hore 23. Avisa lwver, il marchese di Pescara esser zonlo a Pavia. Di Camillo Orsini, date a Bergamo, a dì 19, hore 21. Manda uno riporlo di uno suo parli a dì 18 da li cesarei, e come il marchese di Pescara si havia fatto condur in letica per non si sentir a Pavia. Dii ditto Camillo, di 19, hore 22, al prefato Proveditor cenerai. Scrive uno suo discorso zerca quelli spagnoli, quali vieneno in Geradada. Dubita di Bergamo, et venirano ad alozar de lì e su quel territorio come amici et dirano bone parole, però è da farne bon riguardo. Di rectori di Bergamo, di 18, al ditto Proveditor generai. Scrivono grisoni esser in arme in Valtolina per difender la valle. Di Crema, dii Podestà et capitanio, di 18. Manda avisi, ut supra, li quali polendo haverli saranno scrilli qui avanti. G4 Riporto di Marco Antonio fradello de Ros-seto cavalaro, qual a di 1G la mallina parlile da Tricà cuin li lanzehinechi,*i quali inlrò in Pavia eri a hore circa 18 el sono bandiere 10 etdiceno esser 3000. Et quelli che erano a Saluzo sono levali anche loro et se «spedavano a Mortara luntan da Pavia 20 mia, nel qual loco era zonlo 5 pezi de artellaria grossa et l’altra menula erano cum li lanzinech ; et le fantarie italiane erano in Pedimonli se andavano ritirando bellamente verso Pavia, et che in Pavia se diceva che i spagnoli voleva far buttar un ponto al porto della Stella per far passar le zenle d’arme da qua da Po el da Tesili. El qual porto de la Stella è de sotto Pavia 5 mia verso Piasenza. Le qual zente d’ arme non sono mosse. Et che beri in Pavia havia fatto far una crida che si podesse vender robe da rumar senza dazio, et che tulle quelle ville sotto Pavia portavano le robe sue in Pavia. Item, che spagnoli, lanzineebi et pavesimi parlavano apertamente che el doveva calar 2000 svizeri pagadi per la Beatitudine dii Pontefice, di la illustrissima Signoria di Venelia, et di el signor Maximiliano fradello dii ducila di Milano sono cum dilli svizari, et die vegnir insieme con loro a Milan. Item, che el signor Moron Luni da mattina se partì da Novara et vene con el signor Antonio da Leva, el qual Moron era su una muleta senza arme, et la séra fo messo in el caslelo de Pavia. Item, per un’ altra lettera pur di 18, scrive uno aviso hauto, che il signor marchese di Pescara va a Milan, et che de li lanzinech vano a Pavia, dicono che parte di loro vanno a Lodi, etc. A dì 22, Domenega. La mattina, non fo al- 65l) cuna lettera di Milan, et manco di le poste. Et in-tralo li Cai di X in Collegio, mandati tutti fuora, vene per caxa dii Serenissimo uno venulo . . . Da Milano, dii duclia Francesco si have lettere, di 19, drizate al suo orator domino Stefano Taverna, qual le mandò a monslrarie al Collegio. Scrive il successo seguilo e quello li ha richiesto T abaie di Nazara per il Viceré, che l’è Ire cose e il castelo di Pizegalon. Li ha risposto eie. voi Trezo per sua habitation. 11 castelan di Cremona era venulo da lui. Il Pescara voi la terra. Li ha scrillo fazi quello el voi. Il Marchese li ha mandi a dir non voi altro che asegurarsi dii sialo, el essendo dificile obslarli li dari il tulio, e avisi la Signoria, eie. Da poi disnar, fo Gran Consejo, fatto 9 vose. Non fu il Serenissimo. Fo fatto tra le altre do Sora-eomiti, sier Lorenzo Sanudo qu. sier Anzolo, qu. sier Francesco, el sier Nicolò Bernardo fo capilanio di le nave, di sier Francesco da le nave, qu. sier Dandolo, et fo tolto sier Piero Vituri qu. sier Re-nier con questo titolo per eror, che è soracomilo, et voleva dir fo soracomito. Per esser error non fu provato; sichè è compito di far lutti 10 sopracomili i qual son questi. Li Sopracomiti electi. Sier Marco Antonio Dolfin qu. sier Piero, fo patron in Barbaria. Sier Hironimo Bernardo di sier Francesco, el XL Zi vii. Sier Daniel Trun qu. sier Andrea, el XL Zivil. Sier Hironimo Bragadin qu. sier Andrea, fo alla iustilia vecbia. Sier Francesco Nani qu. sier Zuane, fo conte e pro-veditor a Liesna. Sier Andrea Grilli qu. sier Francesco, fo Cao di XL. Sier Domenego Bembo qu. sier Hironimo, fo so-pracomito. (1) Le carte 64% 65 sono bianche.