379 MDXXV, NOVEMBRE. 380 Caxalmazor, ohe le zente d’arme dii Papa comenza-vano ¡1 zonzer a Parma. Dii ditto Podestà et capitanio, di Crema, di 28, hore.. . Manda questo aviso: Riporla uno homo d’arme dii signor Malalesla Baion mandalo per sua signoria a Milano, el hozi ritornalo. Dice che ’I Pescara slava malissimo, et che li medici lo hanno dato per spazalo, perchè è mal incurabile. Et che ha facto purgare doe donne lactante, el de queilo latte se nutrisce el va vivendo, et questo è certo. Circa le cose dii castello de Milano, quelli di fuora hanno serate le bo-che delle strade, el quasi sono stali per abandonar la impresa del ditto caslelo; ma pur sono restali mantenendoli la solila guardia, nè hanno fallo alcuni bastioni nè manco alcuno riparo de imporlanlia. Item, dice che l’è stà richiesti da li capi spagnoli li officiali el ad minisi ra lori de iustilia, et che lieneno il governo de la cura de la republica de Milano et altro in el nome di Cesare, recognoscendo per signor la Cesarea Maestà, non hanno quelli voluto far altro; ma li senatori et quelli a chi aspectano tal cosa hanno risposto che la Cesarea Maestà li da (filo un signor una volta et quello voleno recognoscer, el non altra persona, per insino a lanto che sua Ce- 255 sarea Maeslà non li farà altro intendere. El habuta ditta risposta, hanno spazalo una stafela a l’imperatore. Item, che di cerio forniscono Pavia de viclua-rie, et con grandissima celerilà e in furia, e cusì Lodi, et questo è per certo. Item, si dice per Milano che si aspecta da dilli spagnoli soccorso, e che ha da venire con ditto soccorso il duca di Barbon e 10 Archon in Milano, e il marchese dal Vasto e Antonio da Leva che governano al presente. Di reofori di Bergamo, di 27, hore due di notte. Mandano una deposition overo riporlo, qual è questo : Missier......mercadanle in Milano, dice che partì eri malina a dì 27 da Milano, et dice che Zo-bia, a dì 23, andò voce per Milano, che l’era slà squartato Marco Antonio Borsio capo di fontana dentro dii caslelo, qual era gran favorido dii Duca, per haver voluto brusar la munitimi. Et che erano etiam stà apicati alcuni di soicompagni;et cussi fu ditto dii conte Maximilian Stampa da principio, ma che non c’è cerleza alcuna. Et che lui relalor andò prima da la banda verso la piaza dii castello, nè seppe veder altro. Et volendo andar per fuora de la porta Comasena de la banda verso el zardino, incontrò alcuni soi amici, che lo revocò dicendo non 11 esser niente, et che non si affaticasse, et ritornò dentro. Et questo fu la Zobia, a di 23, et che crede che etiam Venere non fusse altro. E che da poi, per non li haver posto cura non sa dir altro. El che il marchese da Pescara sta in effetto male; ma che la sera passata stette peggio, et che ha qualro bayle in casa certo, con le qual el se governa. Refferisse etiam, che da principio el signor dePrscara cercava che ’I Senato zurasse fidelità a la Cesarea Maeslà, et loro dicevano non esser necessario nè conveniente per questo rispetto, et perchè haveano zurato in man dii signor Duca de voler de la Cesarea Maestà. El lo Marchexe el cesarei dicevano, che ’I Duca ha-vea falilo conira l’Imperator, e li senatori replicavano, che li fusse monslralo el folimento. El il signor Marchexe diceva : « lo l’ho dentro da me, nè acade che vel digi. » Tandem questa setimana passata li fece fare iterum comandamento a li dilli, che li an-dasseno a zurar fidelità. El lolseno dilli senatori predilli termine a consigliarsi, et far certi capitoli S'pra li quali zureriano fidelità; ma che anche lui signor Marchexe zuri de observarli li capitoli che forano. Et cusì se sono posti a consultar. El per via de mercadanti, per bona via, che lui relator è mercadanle, ha inteso de tre capitoli conclusi da loro senatori de proponerli, et che vanno drielo a fare li altri. Li tre falli sono, che tulli li debiti dii signor Duca falli quomodocumque, el quelli che hanno la assegnalione o per impresiedo o per premudo o altro, de tulle la camera sia obbligala pagarli. Secondo, che non possino cessare di mandar danari alcuni, nè in generalità nè in spizialità. Item, che non habhino a tenir exercito alcuno nella città salvo la guarda del caslelo pagandoli il viver loro a sue spese; et che manazano che’1 signor Archon dia venir cum zelile di Spagna, nè però se intende altro di certo. Et dice ancora che in Milano tulli stanno sopra una grandissima speranza, che la Illustrissima Signoria se habbi ad mover, et che quando vedesseno una minima spalla, non sariano salvi la mila di loro a dir poco. Et che tulli li favoriti dii Duca milanesi, che haveano over hanno havulo soldo dal Duca, sono in Milano cum la sua corte medesima, et fame-glia in ordine. Et etiam par che altro non sii, et costoro sariano principaliter di bello, et aspectano occasion, et che tra gli altri li sono il signor Gaspar del Mayno, el conte Filippo Torniello, domino Zuan Paulo da Lonà, el capitanio Moneda, et molli altri Et li sono poi etiam un mondo de zentilhomini bravi, che favorivano la corte, che è gran merave-glia che questi li stiano se non stanno per tal causa. Et che cesarei non fanno tulio quel che voriano per-