249 MDXXV, NOVEMBRE. 250 leva 25 ducati a la volta come ha auto da altri; sichè si trova in mali termini. Et scrive sopra il suo repatriar longamenle. 161 * Da Udene, di sier Agustín da Mula luogo-tenente,, di 10. Come ha auto lettere da Venzon, qual manda incluse, et le lettere di Yenzon sono di 9, come, per uno mercadante lodesco nominato Cristoforo, vien da Linz et va a Venecia con arzenti, dice che il conte Zorzi Fransperg era venuto a Bol-zan con 2000 fanti, e li ne erano 500 fanti fatti a Prisinon; la qual nova essendo de importantia, avvisano. In questo zorno zonze lo episcopo di Baius olim Tricarico oralor di Pranza, vien di veronese in questa terra, et da mattina vegnirà con l’altro oralor in Collegio. A dì 13, Limi. Vene in Collegio li sopraditti do oratori di Pranza, vìdelicet lo episcopo di Baius et domino Ambrosio da Fiorenza milanese, dotor, et steteno longamente ; quello disseno è di grandissima credenza, et fu ordinato per il Serenissimo che mettesseno in scrittura. Da Milan, di VOralor, di 9, hore 4 di notte Come, havendo ricevuto le nostre di 6 zerca parlar al signor marchese di Pescara, li mandò a dir li voleva parlar; qual li fece risponder, che ’l toleva medicina e l’avesse per excúsalo fino da mattina perché li medici non volevano 1’ avesse impazo per ozi. Scrive, ha inteso il Marchese voi dimandar danari a questi zentilomini, el ha ordinato li guastadori per serar il castello. Dà fama voler etiam fortificar la terra. Scrive, come un capitanio di lanzinech ha-via dillo al cavalier Pusterla che ’1 Marchese voi che li lanzinech siano contra il Duca e loro non voleno, el quando el Duca li mandasseno a dir qualche parola eie., saria gran ben; el cussi esso Pusterla farà intender il lutto. Et per lettere particular di 9, hore 4, scrive ditto Orator. Come hozi lui proprio era stato a la corte del signor Marchese, et ivi ragionando con uno di soi gentilomeni per nome messer Alfonso cremonese, sua signoria li disse che per ozi, per esser il signor Marchese debile e questa mattina li medici li haveano dato una medicina di manna aziò per tal medicina si rinfrescasse et pigliasse spirito, non volevano li fosse dato impazo. Apresso li disse, che per tal debilità se li era infirmato il brazo destro, che difícilmente Io poteva movere, et che non si 162 serviva di andar dii corpo etc. Scrive che, essendo in castello, sentile a dire che ivi erano andati alcuni capi di lanzinechi, quali havevano parlalo con certi dii caslelo, cum dirli che 11 signor Marchese li ha-veva ricercati che volesseno fare serare il castello, ma che loro sempre ge haveano dato bone parole al prefalo signor Marchese, el che non sono mai per contravenir al signor Duca, perchè lo cognoscono imperiale. Apresso li disse, che ’1 signor Duca mandasse alcuno di soi da essi lanzinech con pregarli che non vogliano conlravenire a Sua Excellenlia, perchè facilmente se convertirano tuli a la sua de-vulione. Da poi disnar, fo Pregadi per lezer lettere et metter la tansa, et vene poi nona, iusla il solito, le infrascritte lettere : Da Milan, di V Orator, di 10, hore 20. Come in questa mattina fo a caxa dii signor marchese di Pescara per parlarli. Soa Excellenlia era in consulto con il marchese dii Guasto, signor Antonio da Leva, l’abate di Nazara et Lopes Urlado, dove steteno per doi hore, el poi chiamò esso Orator in camera. Soa Excellenlia era vestido in lello, el li disse s’il voleva che prima el disnase: qual disse esso Oralor era mollo contentissimo el aspelleria; el qual si solevo e si fe’ portar da disnar li in letto. Mostrava debile e doglioso, e sospirava per li dolori di stomaco, pur manzo bene. Et compilo, esso Oralor sentalo apresso il lello, li expose la excusation di la Signoria nostra di quello Soa Excellenlia havia scrito per sue di 2 che ’1 duca di Milan trattava dar il castello di Cremona a la Signoria nostra, accertandola non esser la verità per la observantia ha vento a la Cesarea Maestà eie. Esso Marchese disse non lo credeva; che si P havesse crelo ne haria fallo provisione, et son certo quella Signoria eie. con altre parole mollo amorevole, dicendo ringratiava la illustrissima Signoria di tal fatica eie. Scrive, in quello lui Oralor aspettava di fuora di la camera, ussì domino Lopez Urlado, e li disse era stato in castello a exorlar il Duca voy assentir a le richieste fattoli per il signor Marchese, el qual non voi assentir, dicendo le zente è in Geradada non vien qui, ma si sererà il castello per segurlà di la Cesarea Maestà. Scrive, è sta mandà in scrittura per esso Marchese al Duca tre proposition, et Sua Excellenlia etiam li ha risposto in scrittura, el manda il sumario, qual sarà scripto qui avanti : Primo, che ’1 signor Marchese voi serar il castello et lassar uno addito a venir fuora a fornirsi di quello li bisogna. Secondo, che ’1 voi do obslasi, zoè el signor Zuan Paulo fratello naturai del signor Duca, el il signor Sforzino Sforza.