MDXXV, OTTOBRE. 100 Lion per venir li a Roma, el che era sii fallo indu-siar il noulio dii ducha di Ferrara per il salvocon-dullo, dubitando non andasse per mar. Ilora, par- lilo Barbon, non ge lo concederano. Scrive, il Papa baver dillo di fra’ Francesco Zorzi, il Zeneral di la religion ha fallo in suo favor e li piace per esser homo dolo, e per le lettere li scrisse la Signoria et l’ha ricomandalo etiam al Cardinal Araceli dii suo ordine. * Vene in Colegio l’oralor cesareo Sanzes, scusando quelo ha fililo il marchexe di Pescara era slà di la retenlion dii Moron, perchè il machinava di dar quel Slado, seguila la morte dii signor Ducha ad altri, et che l’lmperador non vuol luorli el Slado, eie. Poi disse zerca l’acordo che la Signoria Introno li Capi di X, et steteno longamenle. Ne scio quid. Da poi disnar, fo Colegio di Savii ad consu-lendum. Da Milan; di 18, di V Orator nostro, a hore24. Come heri sera il signor marchese di Pescara zonse a Vigevano, et dicevasi clic era per andare a Belreguardo. Delle gente sue se dice che passano Tesino et veleno andare in Geradada insieme con esso signor Marchexe. De Alexandria è parlilo el signor marchexe del Guasto per vegnir anche lui verso Lodi et Geradada, el lassalo li 500 fanti in el borgo di Alexandria. Pavia si fortifica, in nome de li signori Cesarei. Qui si slà come missier Domine Dio vote, e come per una sua parlicular vidi che cui provedesse alla roba et persona faria male, et cui non provedesse faria mal et pezo. Manda le lettere dii signor marchese di Pescara mandate a questa cillà cum la risposta facla per essa città al ditto Marchexe. 11 reverendo Verulano è andato ad habitare in caslelo. Nola. In lettere dii prefato Oralor di 18, scrive come uno Zuan Tomaxo Carazolo è venuto da lui, dicendo è parente del Carazolo fo nostro capilunio di le fantarie, il qual è a soldo con li Cesarei. Desidera servir questo Slado et promette condur bon numero di fanti ; li ha promesso scriverla, eie. Noto. Fo maudà a Verona al Provedador zeneral Pexaro ducati 5000. Copia di la lettera dii signor marchexe di 62 Pescara, scritta a la città di Milano. Molto magnifici signori. Alle magnificenlie voslre è ben noto per expe-rientia lo animo cum che la Maestà Cesarea ha sempre sostenuto questo Stalo per lo Illustrissimo signor Ducha, et cum quanto dispendio el risico de soi Stali habbia sempre perseveralo in epso. El frullo che ne desiderava, cum la investitura che mandò cum el magnifico Lopes Urtado se dimon-slrò. Questa medesima voluntà, son cerio che tiene. Ma essendo veramente et per più voce informalo de le pratiche de Italia cum Franza, et come Hi-ronimo Moron traclava liga et unione cum molle polenlie de epsa, non solo a defensione de esso Slado, ma a perdilione et ruma de questo exer-cilo, che tanlo longamenle lo ha sostenuto; el che nel grave male del signor Ducha, non solo hanno pensalo portare Maxirniliano per toglierlo, ma ingerirli altri vicini a chi nulla apparteniva, ha deliberato Sua Maestà assecurarse del Stato et della persona del ditto Morone. Et cosi per ordene de Soa Maestà intendo farlo. Venendo (sic) il signor Ducila el trovandose lui sio di questo, come se deve credere, io certifico che non cautarà (sic) Sua Maestà niuno cum Sua Excellentia morendo o havendo mirato in questo, il che non credo ¡usta cosa (sic) e che Sua Maeslà si assecuri di quello che è principalmente suo, liame parso darne notilia subilo alle magnificenlie voslre, a le quale, se il caso lo havesse comportato, havereamo domandato parere el consiglio prima di farlo. Prego le magnificenlie vostre mireno l’obligo che lenimo a creare, et la fede cum che sempre si sono mostrale el quello medesimo faciano che sempre hanno costumai^ lenendo per certo che Sua Maestà desidera ogni desgravamene et bene loro. Et^ perchè queste sono cose se ragionano meglio che scrivere, piacendoli mandarmi alcuni di loro da me in Vigevene a parlarmi, dove me trovarano. De Novalla alli 14 de Octubrio 1525. 62* Sottoscritta : Al comando de le S. V. el signor marchexe di Pescara. A tergo : Alli excelenli et molto magnifici signori, li signori Regimenlo, Deputali, Genlilomeni et comunità de l’inclita cilà de Milano.