439 MDXXV, DICEMBRE. 440 rano a Menda, ch’è una lenzuola piccola, per esser consueto, dove i re di Spagna menano la moglie quella (erra è di la moglie, però vanno in questa che è picola, poi a Sibili» andarano a far le feste e zostre. Madama di Lanson è su la pratica di lo accordo per la liheration dii re Christianissimo, e non partirà di Madril per non lassar il Cristianissimo suo fratello, qual è stalo indisposto e sta meglio, ma il salvocondulo di do mexi che l’ave, compie presto si non sarà prelongato, e tien avanti 15 zorni, zoè che Cesare parte, si ullimarà la pratica si o no. E Cesare ha manda uno cavalier di l’Alcanlara in posta al Papa con le tratation hanno fato con il legalo Sai-viali che è qui, il qual però a Roma col duca di Sessa dieno tratar insieme. L’Orator veneziano non ha lettere di Venelia et mi dimanda di novo. 293* Fu letto una supplication, poi lelo le lettere, di uno qual dice ha trovato uno novo modo di trazer la seda e filarla insieme. Fu poi chiamato il Conseio di X con la Zonta, Collegio e Procuratori in sala di Paudienlia, per tuor licenlia di aprir una lettera dii proveditor ¡cenerai Pexaro, di Verona, di 5, hore 4, venuta eri, qual fo leta con grandissima credenza, et è colloqui aulì col Capitanio zeneral nostro in le presente occorrentie. Qual con tempo forsi ne farò nota. Da poi il Serenissimo si levò suso et fece la re-laliane di quanto l’allro eri li do oratori cesarei ha-veano esposto in Collegio, come ho scripto di sopra, dicendo li Savii hanno fitto notar quanto si habbi a far et risponder in questa materia. Da poi, per sier Domenego Trivixan cavalier procuralor, sier Luca Trun, sier Francesco Bragadin, sier Marin Zorzi dolor, sier Piero Landò e sier Francesco Donado el cavalier savii dii Conseio, ab-sentl sier Lnnardo Mocenigo et sier Hironimo da Pexaro et sier Zacaria Bembo, sier Zuan Nadal Sala -mon, sier Michiel Morexini, sier Jacomo Corner e sier Gasparo Contarmi savii etc., messeno che, essendo venuti li oratori cesarei in Collegio per ritornar su la pratica di lo acordo, sicome si ha inleso per la relation dii Serenissimo, che sia preso, che li tre auditori depntadl debino andar a casa dii prolonotario Carazolo, dove sia Porator Sanzes, e dirli verba ge-neralia di la observantia nostra verso la Cesarea Maestà, desiderosi sempre di la pace con quella, ha-vendo soe magnificenlie ditto tornar su la pratica, havemo mandali a trattar, et che desiderassemo saper come li fo ditto, essendo seguilo queste molion 294 nel Stado de Mllan, come si poteva far. Et leta per il Caroldo secretano tal parte, et mandata 4 volte, vedendo niun parlava, io Marin Sanudo che era d la Zonta pergralia de chi mi ha fatto, andai in ren-ga et parlai tanto a proposito e ben con altenlion de tulli, e voleva fosseno mandati dilli auditori de lì, ma che adesso che'l Carazolo è sano, venisseno in Collegio, el per ¡1 Serenissimo li fosse exposto qu;mto era notalo. E qui feci una degna renga, adeo lui lo il Conscio sentiva la mia opinion.Venuto zoso, niun di Savii dii Consejo li bastò l’animo difender tal opinion. Sier Michiel Morexini mi rispose : non fo aldilo e non disse raxon alcuna a tante contrarie a la parte che dissi, solum si scusò non esser sta in Collegio a lai consulto et esser slà a li Camerlenghi di comun per mandar danari In campo, adeo ¡1 Consejo noi volea aldir. TJnde tulli d’acordo mudono la parte. E noto. Quanto era la mia opinion che per il Serenissimo siano mandati a chiamar in Collegio, e ditoli ut in parte. Ave 5 non sincere, 9 di no, 179 di la parie. E fo grandissimo mio lionor, che feci far cosa al Colleglo'che raro vel numquam suol far di conzar le parte al voler di chi li conlradise. E lutto sia a honor de Dio. Fu poi letto una supplication di Poralor di Crema, nominalo domino Paulo Guidon dotor, qual su-plica : cum sìt al tempo di l’assedio fusse dii 1513 deliberà, aleuto P assedio durò mesi 34, dove era proveditor sier Borlolomio Contarmi et la peste ne la qual ne morite da 22 milia anime de 11, et la grandissima careslia di tulio, el per non esser modo di mandar danari fu trovato imprestalo da ducali 54 milia in ditto tempo di mesi 34, et fu termina dar 5 per 100 de utele a chi li conduceva, e alenlo la comunità par debitrice de ducati 2700 in zerca, dimanda di gratia sia saldà dilla parlila etc. Et letto la supli-calion predilla et la risposta di sier Borlolomio Contarmi, qual dice, quando el referì, lutto il Collegio fu di volontà di far questo a quella magnifica comunità per li tanti danni patidi eie. di un milion e mezo di ducati. Fu poslo per tutto il Collegio di depenar (da) li libri di la camera di Crema ditta purtida di ducali 1700 in zerca di 5 per 100, el quella saldar in la Signoria. Ave 170, 7, 4. Fu poi posto per il Serenissimo, Consieri, Cai di XL e Savii loro una parte zerca li debitori di la tansa a restituir ; la qual per esser longa non scriverò qui altro, la qual se dia niellerà Gran Conseio. Et la copia sarà posta qui avanti, et a l’incontro sier Zacaria Bembo savio a terra ferma, qual non fu in la 294 * parte, messe che la dilla tansa sia taiala a raxon di 40 per 100, videlicet che passado li 20 dii mese che