419 MDXXV, DICEMBRE. 420 per il populo. Poi è ditto che li cesarei voleno fornir Pavia et Lodi de ogni viclualia ; et come habbi-no compilo di serar il castelo di Milan, voleno passar di qua di Ada, dicono, per far una restelada sul cremonese de ogni victualie che potrano, et meterle in Lodi. Da Bergamo, di rectori, di 3, hore 23. Mandano una lettera aula da Milano, qual dice cussi : l’orator Sanzes oratori cesarei, quali intese la morte dii Pescara certa. Disse il Carazolo haveano haulo lettere di la Cesarea Maestà, et non moslrono di saper la cerleza di la morie, ma che ’1 stava malissimo. Ilor disse che per la bona mente à Cesare verso questo IllustrissimoStado, li comeleva doves-seno tornar su la pratica di l’acordo, desiderando pacificarsi con tulti per poter attender a le cose de’ infideli. Unde, se pareva a questo Illustrissimo Dominio di mandar li tre deputati et esser insieme con loro per poter trovar qualche espediente a far questo accordo. Il Serenissimo li usò parole zeneral di la bona mente nostra verso la Cesarea Maestà, et si saria insieme con li Savii,et col Senato se li daria risposta. Da poi disnar, fo Collegio dii Serenissimo et Consieri per alJir una diferentia di sier Lorenzo Bragadia e fradeli qu. sier Francesco, quali voleno far e fanno c< rio bedificio a la Bataia, di imbrunir arme, eh’ è in danno di la Signoria ; et parloe lui, mostrando era antiquitus questo et poterlo far. Li rispose sier Alvise Badoer avocato fìsca), che non poi far et è in danno di la Signoria. Et volendo provar alcune cose, fo rimesso per la Signoria a provarle. Di le poste vene lettere, et prima noterò queste : Di Crema, dii Podestà et capitanio, di 3, hore 20. Manda uno aviso : Ritornato Jacomo di Thodaro da Crema mandalo a Milano, riporta, che Venere a dì primo a hore 20 a Milano si diceva el marchexe da Pescara era morto, et essendo ditto nonlio in Domo con missier Francesco Visconte heri a hore circa 18, vene un servilor dii dillo Marchexe a dir che ’1 Pescara era morto. El qual non-tio andò a caxa dii ditto Pescara, et vele che i soi servitori piunzeva. ltem, dice che la sua guardia alozava in lo borgo di porta Romana e porturono tutte le sue robe dentro ne la terra, e che lutle le fantarie erano armate, et che hanno redopiato le guardie al castello et stanno de malavoglia, et che fanno lavorar curn diligenlia a serar il castello. Item, manda uno riporto à hauto il conte Alexan-dro Donalo, qual di uno vien di Milan dice cussi : Come ha visto in caxa dii Pescara pianzer tutta la corte sua. Iudicasse esser morto. Et che poi per via dii conte Zuan Boromeo suo amicissimo, dal qual saperà molle nove per esser homo di autorità, el qual li ha ditto iudicasse ditto Marchese esser morto, e che li cesarei havia fallo giurar a li gentilho-mini fedeltà a l’imperatore; ma non hanno iuralo Magnifice maior osservandissime. Da poi eh’ io scrissi una mia a vostra signoria senza mia sottoscritione et loco et giorno per buono respello, sono stato a Genova et San Nazaro la magior parte per mie facende. Da nuovo, qui hab-biaino troppo de travaglio. El marchexe di Pescara non è morto, ma laborat in extremis ; alcuni dicono che il ducha di Barbone ha il privilegio dii ducalo de Milano. Venerò ad veder vostra signoria quando potrò. Il signor Duca nostro sta pur meglio per quanto se intende. Molti aferinauo, che il signor Maximiliano viene con monsignor de San Polo et gran gente de lorausciti a questo Stato. Questo è certo, che la ultima expedilione venuta da la corte al prelato Marchexe lo chiama Capitanio generale et gubernator dii stalo de Milano, con privilegio de Carpi, et marchexe del Guasto capitanio generai di la fanlaria, con il privilegio dii ducato di Sora. A v. s. mi ricomando. In Milano, a dì 2 Decembrio, 1525. Item, li ditti rectori mandano un’ altra lettera da Milano dii Taxis di quel zorno, hore 19. Li scrive-no di la morte dii marchexe di Pescara, el il signor 281 * Antonio da Leva et marchexe dii Guasto sono al governo di lo exercito cesareo, et tulli li danno . ubidientia, hanno danari da pagar le zenle, et milanesi stanno conienti, il castello si slrenze e il Ducha è amalato. Et scrive altre cose in favor de Cesare ut in litteris. Et come ha spazato suo nepote a lo Archiduca con lettere di questi signori etc. Di Verona, dii proveditor zeneral Pexaro, di 4, hore 4. Come ha hauto aviso per lettere dii conte Alexandro Donado da Crema, di 3, che milanesi hanno dato il iurainenlo a Cesare di fidelità, et che forniscono Lodi e Pavia di vicluarie; el manda la ditta lettera, la qual ho scripla di sopra. Et che hanno leva il porlo di Vermio, però non vien messi di Milan. Aricorda si provedi di danari per compir la paga, perchè non ha più, et ha levato man et è mal perder li lauti, che non pagandoli si partirano.