765 MDXXVI, FEBBRAIO. 766 sii capitanei cesarei che francesi et sguizari li dimandavano il passo. Di Roman, di Zuan di Naldo, di 31, a li retori di Bergamo : Magnifici el durissimi signori retori, domini lio-norandissimi. El nostro magnifico Podestà me ha dillo che Vostra Signoria haria a caro de intender quelle cose di Crema come le sta. Sapia Vostra Signoria che ’I signor Malalesla me ha dillo, che li spagnoli sono venuti sul cremasco a cargar feno, el che li villani hanno date campane a martello et si sono messi insieme el li hanno tolti li boy. Li spagnoli sono tornali un altra volta, et han menalo fen et relollo el bestiame. Quelli di Crema sono andati l'uora, sier Alexandro Marcello con la sua compagnia, el conte Alexan lro Donà cum li sui cavalli che l’ha in Crema, el li cavalli leggieri dii signor Malalesla per veder se spagnoli venivano per far più danno in dilla villa ; non è venulo spagnolo nissuno in dilla villa, ma ne hanno acalalo uno o dui che dicon che vernano da Pavia, et li hanno presi et menali in Crema Questo è sialo quanto lì è sialo. Fin’a quesla malina a bora de disnar non è sequìlo altro. Soloscrìla : Johannes de Naldo capitaneus. • 511 Crema, die ultima Januarii 1526. Reporlo de uno mio venulo da Milano heri a hore 18. Che essendo in Milano ha vislo partir da quatro zorni in qua molli lanzichinech, che vanno a la volta de Cremona a 50, 60 a la volta. Item, dice che a li 22 zonse messi del duca di Savoia a Milano, et disseno a quelli signori capitanei cesarei che francesi li havevano domandatoci passo per 20 mila fatili, per homeni d’arme 1000 et de cavalli lizieri, ma non ha potuto intender la quanlilà ; che dovesseno proveder perchè el suo Duca non poteva negar el passo a chi lo domandava. La risposta li è stà facta non se ha potuto intender. Item, dice che la compagnia del capilanio Lan-dara che è capo de colonello, che sono taliani, sono parliti et andò in diversi loci. Item, dice che, essendo neU’oslaria de sanZorzi, el vene uno forier a dir a Ire capitami de taliani che li tocava andar alozar a Riva apresso Pavia. Item, dice che ’1 signor Anlonio da Leva sla in casa el se dice esser amatalo ; et ¡am el marchese dal Guasto sla in casa, se dice per non lasarsi parlar a li soldati et a li incassatori de le comunità che se vanno a doler de li strusiamenti li fanno hyspani, per poter menar le mano anche loro. Item, dice che quelli del castello enseno fora al solilo et sempre amazano et ferisseno de li lanzi-nech, el che hanno ruinalo bona parie de bastioni verso San Jacomo e . .. Item, dice che ’I populo de Milano sla cum desiderio de veder qualche principio conira hispani. De Lodi, reporla uno mio che fano mazor guar-de de quello solevano fare, el vanno fortificandosi, et li hispani hanno levalo voce che domino Lodo-vico Affuylà paga lilera de cambio per nome de Cesare t]^ una gran quanlilà de danari. In Cavenago loco apresso Lodi 5 mia li aloza 511* circa 80 fanti el 60 cavalli. El patron de una casa dove alozano, per non haver dalo da manzarlial modo loro, butono uno fantolino di dilla casa in foclio, in modo che ’I padre ave fatica a Irarlo fora del focho vivo. Copia deuna lettera mandatami perla contessa de la Somaia, habuta da suo marito. Da li 19 dii passalo in qua, non li è venulo nè nova de Spagna né del Re, el la tregua è fenita, nè niuno non può più passare. S’é dillo che, venendo Memoransì in qua è sialo amazalo per il camino, et si dà la colpa a Rarbone per haver Memoransì dillo mollo male de lui ad uno bancheto in Spagna. Se li è mandalo per intender la veritade. Poca speranza de acordo al presente è tra lo Imperatore el Re, come dice la Duchessa, et la mente del Re è che si facia la guerra in llalia. Per tanto se manda il presente latore missier Gregorio Sturione a li Signori Veniliani per farli quanto li sa-perano dimandare. Da loro dipende el lutto, perchè de qua se farà come essi voranno. Se Dio farà che questi Signori Veniliani cognossano il bene de llalia, se libe-raremo una volta. Il signor Maximiliano è in grandissima pratica, et credo anderà in li sguizari per haver abulo il salvo conduto da loro el molte offerte; desorle, se li predilli Signori Veniliani se resolverano, si farà una bella impresa. Date in Lione, a li 21 Zenaro 1526,