15 MDXXV, OTTOBRE. 16 Sier Alvise Pixani procurator. Sier Hironimo Justinian procuralor. Sier Jacomo Soranzo procurator. Sier Francesco Bragadin el savio dii Consejo. Sier Piero Landò savio dìi Consejo. Sier Luca Trun savio dii Consejo, intrò con-sier. Sier Daniel Renier, fo tfavio dii Consejo. Sier Marco Dandolo dotor, cavalier, fo savio dii Consejo. Sier Andrea Baxadona, fo consier. Non. Sier Alvise Malipiero, fo Cao di X, fo cazado. Non. Sier Valerio Valier, fo cao dii Consejo di X, intrò ordinario. Sier Polo Valaresso, fo cao dii Consejo di X. Sier Nicolò di Prioli, è di Pregadi, qu. sier sier Jacomo. Itern, feno cassier per mexi 4 sier Priamo da Leze, sopra le arlellarie sier Lunardo Emo, sopra la Zeca sier Nicolò Venier, inquisitori sier Polo Nani et sier Nicolò Venier, et non ballotono li Procuratori, di 9 dieno intrar a tre per procuratia. Et vcne-no zoso passa hore 3 di notte. Itcm, feno do sopra le casse: sier Polo Nani et sier Alvise Gradenigo. In questa matina fo principialo a butar zoso la sala di Pregadi qual fu fatta al tempo del Doxe messer Piero Gradenigo, ch’è sta un gran peccato et poteva ancora durar assi tempo remediata alquanto, el si andò minando assai et la chiesiola di San Nicolò e tutto, e non compite. * A dì 3. La malina vene in Collegio don Alfonso Sanzes orator cesareo existente fermo in questa terra, dicendo aver inteso di certa taiala fatta per spagnoli a certi fanti italiani venivano di Franza, e desiderava saper la nova. Et il Serenissimo li disse l’aviso aulo da Milan, et poi per l’allra lettera diceva non esser sta tante cosse. Item, disse che ’I prothonolario Carazolo stava meglio, et che ’1 sperava saria una bona pace con la Cesarea Maestà, et altre parole; ma nulla disse sopra la materia. Da Milan, di l’Orator nostro, di ultimo Septembrio. Come el signor Duca era varilo di la febre, et di le man non si poteva ancora aiutar. El signor duca di Ferrara, qual va a la corle de l’Im-perador, si aspectava lì a Milan, perchè (el voleva visitar el signor Duca. Sua excellentia 1’ ha mandalo a pregar non vengi, per non essere in termine di parlargli. El qual andarà a Vegevene e scur-terà etiam el viazo, poi andarà a trovar il mar- chexe di Pescara et meterassi a camino verso i monti. Dii duca di Barbou nulla se intende. Da Brexa, dii proveditor zeneral P'exaro, di primo. Di quelle occorenlie di danari per pagar le fantarie. Nulla da conto. Da Udene, dii Locotenente fo uno aviso, che scriverò di solo. Da Corfù, di sier Zuan Moro provedador di l’armada, di 14. Scrive il suo ritorno, el è stato a Rodi et apresentato a quel governador è lì per nome del Signor turco, et ha visto tornar l’armada che andò drio il corsaro, et par habbi recuperalo quella galla de Embrain che prexe, qual.. . ............Et queslo ha per relation di sier Domenego Zorzi soracomito, che andò a Rodi. Scrive altre particularità, ut in litteris. Di sier Piero Zen da ... . più lettere, le ultime di 28 Septembrio. Scrive di quelle occor-rentie, et è lettere ai Cai di X in risposta di quelle li fo scritto per il Consejo di X con la Zonta di mandarlo orator a Constantinopoli. Il qual d'eside-reria prima venir de qui. Fo fatto in Collegio uno cassier di savii a terra ferma per tre mexi, et rimase sier Michiel More-xini stato altre volle, tamen ha trovato lutto ob-bligado e la cassa senza danari, però che sier Francesco Contarmi, era cassier, restellò lutto, e non solum de qui, e danari dii lotto di le bollege di naranzeri, qual ancora non è serado, ma etiam di le camere di terra ferma. Da poi disnar fo Collegio di Savii et consullono una materia dii Consejo di X, qual dia venir al Pregadi. Noto. Eri vene di Franza in questa terra uno zentilomo .... chiamato . .. ,‘qual questa matina è stato in Collegio con li Cai di X et ha exposto quanto l’ha, qual potendolo saper ne farò nota, essendo cosa di farne memoria. A dì 4. La mattina fó San Francesco, et fo 9 benissimo conzà la chiesia dei Frari con tapezarie bellissime, tra le qual 11 pezi novi di Piero di Cor-des con certa istoria suso benissimo fatta et di colori fini, voi ducati 300 d’essi. Etiam la chiesia conzà con assa’ stendardi di Doxi e Capitani zeneral et altre bandiere. Di Roma fo lettere di V Orator nostro, di primo. Quelle al Collegio di poco momento, et fo in li Cai di X, qual fo lede con sier Lazaro Mo-cenigo Cao di X, che è papalista, però che più li papalisti non è cazadi. Da Milan, di V Orator, di primo. Come el