221 t65 sier Domenego Trivixam, cavalier, procurator, 120; sier Alvise da Molili, è savio dii consejo, di zonta, 120; sier Lunardo Mocenigo, fo savio dii consejo, quondam serenissimo, 1 l i. Solo, sier Zacaria Dol-(im, fo savio dii consejo, 04, e altri. Poi, tiloladi, sier Nicolò Michicl, procurator, sier Zorzi Corner, procurator; sier Antonio Loredan, el cavalier, sier Zorzi Emo con titolo etc. Euseno di colegio sier Antonio Grimani, sier Thomà Mozenigo, procurator, et sier Piero Capello. Fu poi, d’acordo per i savij, posto li capitoli dii marchexe di Manto», di condurlo per capitanio zeneral nostro da terra, per anni 5 di fermo, con liomeni d’arme..... Et iicentialo il pregadi a liorre una di note, rimase la Signoria, col colegio e li avogadori e cai di X, sentati li im pregadi, et fonno futi vegnir il legalo dii papa et Vigo et Folegino, qualli etiam sentono a presso il principe. El cussi fonno ledi li capitoli. E, zercha li danari, Vigo voleva ducati 55 mi-lia a l’anno; tandem contentò Folegino, poi etiam Vigo, fosseno 54 miiia. E leli tuli li capitoli, li pia-queno et li stipulono, presente il legalo. Sono numero ...; li qualli sarano noladi qui avanti. Et fo in questa sera expedito letere a la corte con questo a viso di la conclusione, et etiam in campo, a li provedadori, ma ditoli la lenisse secreta. Et fo mal facto; e tutta la terra poi lo intese. Et nota, erano preparati parte di danari da mandarli. El cussi fo dito a Vigo el Folegino, si manderà in campo ducati 8000, poi di altri; el il marchexe li mandasse a tuor, el non stesse a indusiar, ma venisse in campo. A dì 29 septembrio. Fo San Michiel. Da malina, avanti il serar dii gran consejo, fonno leclo queste letere, venute di la corte: Di l’orator nostro, date a Bologna, a dì 25, liorre 18. Come il papa mandò per lui, a I’ alba, e li disse havia nove di Parma, che li 700 fanti nitrati in Zenoa erano disciolti. Et ha, per via di Pandolfo Petruzi da Siena, li gaiioni è disarmati, per non esser sta dà la paga a li patroni, li qualli sono andati a le sue inerchadanlie. El bavia esso pipa scrito al [ suo comissario queste nove, ampliando le cosse di la Signoria nostra. E à ordinà, a Roma e Siena, sia provisto a l’armada di biscoli, e stagi per lutto il mexe futuro. Et etiam lui orator à scrito al prove-dador noslro di l’armada, et scrive, di biscoli. Quanto a li quatrini falssi, quel nonlio di dito provedador, fo a Roma, non à colpa. Il papa voria, che la dita armada bulasse le nave uimiehe a fondi. Item, soa I Diarii di M. Sanuto — Tom. XI. 466 santità ha spazato a’ sguizari, et mandalo a lo episcopo senonense molle scomuniche conira Ferara, autentiche, dice valerauo assai ; et ha scrito uno breve, el scomunichati tulli quelli lassa venir i [limici a dar ajulo a Ferara. Poi soa santità li parlò, dicendo, voria il marchexe venisse a consejar di le zenle; et mandar al dueha di Ferara, a dir, et a li pupilli di Ferrara, non aspettino dito marchexe con le zenle, perchè sarà el suo ultimo exterminio. Item, ha ili Maiiloa, che monsignor di Boixi era sialo li. Il marchexe volea uno breve dii papa, che li comandi, si conzi con la Signoria, non conira l’imperador ; e l’orator disse, soa santità non facesse tal brieve. Quella rispose, si poiria far non fusse ubligalo con la persona ; et cussi sopraslerà a mandarli dito brieve. Ma disse, zonlo el sarà qui, è bon far il tutto, che ’1 vengi una volta conira Ferara. Scrive, il papa è inanimato el incagnato, ben al suo zonzer a Bologna sia stà impaurilo; ma el si aliegra, quando el sente qualche ben di la Signoria. Et li comunichò le nostre letere, di 17 et 18. E zercha Masino dal Forno, di Modena, preso, soa santità el voria, per esser conscio e ministro di tradimenti e sassinamenti dii Cardinal di Ferara; e lo voi examinarlo, por poter privarlo dii capelli). Scrive, era al palazo, dove sta il papa, uno San Marcho, incatenato con una grossa eadena,con uno epigramma, fato per il legalo Pavia, el qual fo tolto di Ravena e portalo lì a Bologna ; fi perchè era cossa vergognosa, non essendo lì dito Pavia, disse questa malina al papa, era mal stesse lì. Soa santità ordinò fusse levato et vasto luto e tiralo via; qual era di marmoro. E cussi è stà exequito, e con piacer de lutti, e presto è stà levato; sì che, quello 1’ à levalo cussi presto, merita la gralia di la Signoria nostra. Dii dito orator, date a Bologna, a dì 26, a 221 liorre 4 di note. Come ozi è slato tre volte col papa e rasonato assai. El esso orator li disse, saria bon, soa santità vedesse le sue zenle, le qual non è in ordine, come soa santità crede, el è stà manza li danari mandali per soa santità. Rispose, volea far provision, ¡turando: Al corpo di Dio, provederò! Et era fata una liga, Pavia, el vescovo di Tioli et il signor Alberto da Carpi, in favor di Franza, a persuaderlo si acordi. Si disganerà pian pian ; voi reveder le sue zelile. Poi li disse, il marchexe li à richiesto uno breve, non vaili conira l’imperador. Disse: Una volta vengi lui, e i! sialo, conira Ferara ; poi lare’ come vorete; non vojo altro da lui. Item, è zonto di Manloa qui domino Alexandro Gabioneti. Dice che monsignor di Bexin è stalo a Manloa, a diman- 30 mdx, settembri:.