MDVIII, SETTEMBRE. Presenti fati per et signor turco al ditto orator. Aspri XXV milia per sue spexe, olirà le spexe ordinarie. Do veste de broeato d’oro a la turchescha. 4 mastra pani d’arzcnio. 4 tapsi d’arzente. 8 lase d* arzente. Aspri 30 milia in contadi. A la fameglia soa, a chi 4, 5 et G000 aspri per uno, secondo la conditione di le persone. 299 Sumario de una lettera di sier Andrea Foscolo, bat/lo nostro a Constantinopoli, data ivi, a dì X avosto 1508. Circha uno tartaro da la barela verde, se dice lui esser de la stirpe de quel Tamberlan, el qual alias vene in questi paesi con le arme, et subiugò tutti questi luogi et prese lo avo de sultani Malie-meli), padre de questo signor, quale conduse presom in Soria. Et affìrmase per alcuni, esser costume de tale nation tartaresche, ogni cento, o ver 150 anni, moverse et andar contra chi mancho poi. Questo da la bareta verde, per quello se dice, ha exer-cito molto numeroso, videlicet persone da 250 mi-lia et ultra, tutti cavalli lizieri; et esser gente assue-facta a fatiche, havendo al continuo con se cavalcha-ture per respelo. Corpi de podio cibo; ita che ali-quando con do onze de roba starano do e tre zor-ni. El qual è un cerio composito de lacle de cavallo et farina, insinml compact a et siccata, del qual ai bisogni ne fano vivanda, et vivono con tal cibo; la qual dà grande nutrimento. Le cavalcature sue sono si ben asuefacte a nudar, che in itinere, non trovando, aut essendoli prohibita la via di ponti per passar qualche fiumara, secondo el bisogno, senza alcuno adjuvamento, passano nudando a guazo qualunque fiumara de che grandeza se sia. Se è vulgato a questi zorni, esser stà mandate per el dicto tartaro uno ambasador in campo al signor Sophl, facendoli intender, che ’1 debbi lassar la signoria che ’I tien, per non convenir a lui Sophi haver dominio, perhò che non significha altro Sophi, che catholico el abstraclo da cura de cosse tempo-ral. Dicto signor Sophi non par haver facto al dicto orator troppo honor e acceplo; et in la audientia, per spreciarlò, non li fece poner schagno per seder, justa el loro costume. Per el che esso orator, eon- ceputo sdegno grande, spogliose la sopravesta et fece uno sedile, dicendo esser inconveniente, che uno orator de lauto signor dovesse star im piedi al conspelo de persona mollo inferior al signor suo. El che tanto adirò esso signor Sophi, che ’1 comandò che 'I fusse menato .via dal suo conspelo, el pocho inanellò che ’1 non lo facesse tagliar; tanien non li fece nocumento a la persona, ma vituperose lo mandò via, dicendo che facesse asaper al suo signor, che de curto andana a trovarlo el lo faria pentii- de l’eror suo. Item, se rasona che ’I prefatto Sophi havea mandalo l’antiguarda del suo campo, de persone cercha 7000, per intender li andamenti de esso tartaro; de la qual non se intendeva altro. Item, che tutti do li exerciti a mezo el presente mexc do-veano afrontarse ; et che dicto signor Sophi deside- 299 * rava di alrovarse con le zente do esso tartaro, in luogo che le convengano star saldo a la defesa, sperando la victoria, attento che l’excrcilo suo è do persone più robuste et de armadure meglio in ordine se ritrovi. Una cossa miranda se dice de la obedientia che il diclo Sophi ha dai suo’, et 1’ amor et devotiom li portano, inter reliqua, che quando el cavaleha, el più de le volte se li butano davanti brigate, le qual, oblato capitv, rechiedeno esser amazati et voler sparzer el sangue per amor suo, et se fano tagliar la testa. A dì 19 septembrio. Da poi disnar fo consejo 300 di X simplice, per expedir sier Michiel Memo et sier Hironimo Baffo, fonno rectori a Napoli di Romania, li qual haveano za reludado il rezimento Ihoro, acciò fosseno più presto expediti. Et cognusulo per il dito consejo di X, che quello fenno fo solum per opinion e garra tra lhoro, lutti do li absolseno etc. A dì 20. La .malina vene in colegio, con li soi parenti, il reverendo domino Francesco Marcello, episcopo di Traù, nominato |>er pregadi episcopo vicentino; et falò uno principio latin, ringratiò la Signoria di la nonuinatione facta di la persona sua. El fo mandalo tutti fuora di collegio, el diteli per il principe zercha questa eleclione, et il papa aver eleclo suo nepote etc. El in questo mezo la Signoria mandò a scuoder l’intrade. Da poi disnar fo consejo di X con il colegio et altri. A dì 21. La malina fo in colegio Ire reelori venuti, zoè sier Pollo Capello, el cavalier, fo capetanio a Cremona, sier Marin Moro, fo conte a Sibinico, et sier Alvise Dolphim, fo podestà el capetanio a Givi-