173 WDX, ACOSTO. 174 di Bianchi, che mai si partile, fono morii 16 et feriti più di 30 da le artelarie de li inimici. E fato segno per essi di voler parlar, vi andò sier Zuan Diedo, • provedador, per parlar al capitanio, domino Andrea Leclrtistener. El qual volse parlar a lui provedador Mocenigo; e cussi l’andò, e li de’ la fede venisse luo-ra in una chiesia. El qual volse questi pacti : salvo lui e il suo liaver, e persone ‘200 di soldati è lì con tutto il suo aver, e a li citadini non si facesse processo di rebellion. Et, atento che il Zilolo e li altri erano indiavolati, per la occisiom haveano fatto di nostri, voleva tutto a preda ; unde esso provedador conzò la cossa : che ’1 dito domino Andrea sia prexon di la Signoria nostra ; che la sua roba, eli’ è ducati 800 tra robe e cavali, siano di soldati ; che li 200 soldati, erano lì, fosseno lassati partir, libere le persone sollámente; e a uno Venedega, gran rebello, perdonatoli la vita, e pagi ducati 1500 di laja; e la terra libera, et li nostri soldati non se impazi di nostri rebelli citadini di Cividal. El cussi, hessendo in ordinanza le compagnie dii Zilolo, Zanim dii Conte, Do- 82 meuego da Modom et Francesco Ilondinello, per darli la balaglia, et haveano etiam fanti 1500 di castelli, ben vestiti, e cavali lizieri, e altri cavali venuti, in tutto 550; e cussi, concluso li pali, esso provedador intrò in la terra, sollo con XXX di la sua guardia el XX valenti homeni di le altre compagnie, aziò non l'usse la terra depreda, e stele a la porla con li bastoni in man. Et liberò 12 citadini marche-schi, erano retenuli in rocha, do di qual erano terminali a dover morir, et uno Bazeto, havia taja ducati 1500, e la conveniva pagar fra termine di uno mexe; i qualli li parve fosse venuto il Redemplor a cavarli di lì. Item scrive, come, prima concludese l’acordo, mostrò tutto il nostro campo al dito capi-tanio alemano. Item, lauda il provedador di Zazil e li podestadi di la Mota, di Uderzo, Porlo Bufóle’, Co-nejan, Canevá et Cadore, i qualli tutti si hanno ben porla; etiam sier Zuan Diedo, provedador, el qual partirà con le zenle per andar in Arse, a tuor il po-sesso di Arsea, ancora che la cità di Feltre sia in cenere ; e questo fanno, per haver el dominio dii conta’ di Feltre recuperalo. Scrive, merita dar a li rebelli conveniente punitione; si scusa, avanti quel’horra non haver potuto scriver. El per colegio li fo scripto, laudandolo di aver aquista Cividal, et, lassato quel pressidio lì li parerà conveniente, debbi vegnir con quelle zente a Treviso, a custodia di quella cità. A dì 23 avosto. In colegio. Veneno li parenti di sier Jacomo Marzello, quondam sier Marin, posto provedador a la Badia per il capitanio di Po; et per la Signoria fo confirmato, licci quelli dii Salamoi), electo per li provedadori in campo, non volesseno, dicendo, tocha a li provedadori zenerali etc. Et da basso, dal principe, avanti messa, reduto parte dii colegio, vene il prete dii vescovo di Treviso, qual andò da l’imperador, per la' liberation dii conte Filippo di Rossi, per aver li nostri zenthilo-meni presoni per contracambio. Et borra, ritornato, dice haver parla con lo imperator, el qual è contento dar li zenlhilomeni presoni, excepto il Collarini e uno altro ; e che lo episcopo curzense è zorni X è partito per Pranza, insieme con uno orator francese, venuto di campo lì a la corte. Item, l’imperador li piace udir, sguizari aver roto al re di Franza; e, inteso la nova, fe’ bocha di rider. Item, clic ’1 signor Constantin è a Brixenon, e domino Paulo Lechtiste-ner li vien a parlar da Yspurch tin lì ; e che ’1 re si ritrovava a Yspurch al suo partir. El qual domino Paulo veniva la note, el spera di bene ; et che ’1 re voi andar a Costanza. Item, dice si fazi bona compagnia a li soi presoni ; che soa majestà à fato far le spese a li nostri presoni, è in Alemagna, e li soi è qui si convien far Ihoro le spexe; e li voleva mandar raynes 300, per una letera di cambio. Et perhò dimorò a tornar esso prete qualche dì di più ; ma poi il re, o non trovò la letera, o non sa perchè, disse che ’1 dovesse vegnir al suo piacer, nè aspetasse più letere di cambio. Item, con questui vene il vicario di lo episcopo di Treviso, nominato domino....... Veneno in colegio li 7 savij sora il dazio di la‘82* spina, videlicet sier Alvise Zustignan, quondam sier Marco, sier Bernardo Soranzo e sier Nicolò Michiel, el dotor, manchava do, che l’altro eri fono, zoè sier Zuan Badoer, dotor et cavalier, et sier Gregorio Barbarigo, et erano li governadori di l'intrade, et leto li capitoli, voleno meter ditti 7 savij, come ho diio di sopra ; el li governadori erano contra tal op-pinion. El parlono sier Alvise Zustignan per 1’ opinion sua, sier Alvise Grimani, governador, contra : è damno, et non è da mover tal cossa al presente ; etiam Jo parlai. Hor essi 7 savij rechieseno l’autorità di poter meter im pregarli. Di campo, di le Brentelle, di proveditori zenerali, date eri, hor re 3 di note. Come hanno expedito il messo, con letere in zifra, a Mantoa, e avisato l’aquisto dii Polesene e l’ussir dii campo di Padoa. Item, li balestrieri, mandono versso Vicenza, numero 50, sono ritornati, dicono esser stati fino a le murre di Vicenza. 11 campo è pur a Olmo e