633 MDV II, SETTEMBRE. falò, perché havia promesso non far cardinali ; e che li cardinali, vedendo il caso, fonno contenti etc. Item, che domino Constanl in Amiti, qual do-vca partir per Eiemagna, par sia sferdita la sua an-. data. Item, à fato capetanio di la Cliiesia, in concistorio, il prefetini, o ver duca di Urbim, suo nepote; et li sarà dato il baston e stendardo a Bologna, il dì de San Michiel, per il Cardinal legalo, dove el si trova ... ; e questo perchè cussi come San Michiel scaza li diavoli di le anime, cussi esso ducha si à portato ben contra bolognesi, volevano far novità etc. Di Napoli, dii consolo. Come la raina vechia à la febre, etiam la raina di Hongaria. Scrìve, la valuta di tormenti è boli mercato ; e di le galie di Fiandra, zonte a Messina a dì 27 avosto, e quelle vanno in là a dì.2i) dillo, e di Barbaria etc. El nomina avi-si, auti dì Palermo, di Ulises Salvador. Di Udene, di sier Andrea Loredam, luogotenente. Di una relation auta ili le cosse di Eiemagna. Come il re è in la Fiandra contra il ducha di Geler; e à ordinà a li soi, vicina ben con nostri. E il marchese (sic) di Brexvich, è in Lubiana, va torni-zando ; et non è adunation di zente, sì che le cosse passano quiete. Item, il signor Bortolo d’ Alviano è andato verso Cadore a veder. Fu posto, per li consieri, che lo acordo fato per li Tiepoli con li soi creditori, per ducati 23 milia in zercha, a pagar in 3 anni, e li lìoli, fo di sier Pollo Tiepolo et sier Benelo Tiepolo, prometeno pagar, ubligando lutti li viazi etc., sia fermo ; e fo leto li creditori. Et ave tutto il consejo. Fu posto, per li consieri e savij, atento la morte dii reverendissimo Cardinal San Piero in Vincuta, era episcopo di Vicenza, che ozi sia fato scurtinio e nomination di uno episcopo di Vicenza. Ave 110, 24 di no. Et fo tolto il scurtinio, tolti numero 18, ma per le pregierie fo licenlià il prcgadi e non balotati; si farà domani novo scurtinio e baloterassi. 297 * Nota, che in questa terra si ritrovava do oratori vicentini, domino Jacomo di Trento, cavalier, et domino ...............1 qualli, inteso la morte dìi vescovo suo, andono in colegio, a pregar la Signoria non fusse messo in commenda ; et ricomandò domino Leonardo Contarmi, qual fo vicario dii Cardinal Zen lì assa’ tempo. A dì 17. Fo gran consejo. Fato 3 consieri di Veniexia. A dì 18. Fo pregadi. Et leto le infrascripte le-tere: Di Franza, di V orator, date a Bles. Come il re voi sotoscriver a li capitoli el esser di un voler I Diarii di M. Sanuto. — Tom. VII. con la Signoria nostra ; scrive coloquij etc. Et à mandalo 400 liomeni d’arme, et 3000 fanti, in ajuto dii ducha di Geler, capetanio monsignor di la Marcila, contili il re di romani et quelli di Borgogna etc., el ne prepara 3000 altri fanti; e non volendo il re di romàni pace o qualche aponlamenlo di lì, li farà bona guerra. Di Milam, dìi secretano. 0 da conto. Quelle zente, dovea andar in ajuto di pisani, par non vallino, perchè fiorentini non fa altro. Di Crema, di sier Nicolò da eha’ da Pe-xaro, podestà et capetanio. Alcuni casi innormi sequiti de lì per alcuni subditi al re di Franza, ut patet in litteris. El li (o dato taja per pregadi, e scrito in Franza. Di Spalato, di sier Piero Malipiero, conte. Come quelli di Poliza è sublevati e non voleno esser più sotto la Signoria, immo darsi al turco, »istigali di uno suo, qual siete ini castel a Verona, el è venuto lì et fa queste novità ; et scrive provision fate. Di Cataro, di sier Al inorò Pixani, vice capetanio al eolfo. Zercha la fabricha fanno turchi a Castelnovo, lentamente, ut in litteris. Di Constantinopoli, dii baylo, di primo avosto, più vechie, perhò che l’ultime fo di X ditto. Scrive il presente fece l’orator di Sopii! al signor turco : alcune peze di panno d’oro; et altre cosse, ut in litteris. Et che ’1 turco li à donato altri presenti, e a lui orator in danari zercha ducati 1500, e a li soi a chi 100, a chi 80 e chi 70 ducali; sì che lutti è stà apresentati dal signor; et è partilo. Si lien Sophi e il turcho sarano in bona amicitia. Fu posto, per li consieri, molte taje in diversi lochi, ut patet. Fu posto, per li savij, certa expedition a li oratori, numero 8, di Rimano, venuti qui, a li capitoli richiesti, e conlirmation di certi ordeni fatti per li synici etc., ut in eis. E quanto a la exention domandavano, 0 fo risposto per ¡1 presente. Fu fato il scurtinio dii vescovo di Vicenza, da esser nominato. Et fonno tolti numeri 26, come sarà qui solo scrito; et per alcuni, numero 5, fo parlato, per quelli di pregadi, per soa ricomandation. Primo, fo, per il Marcello, rimaso, sier Alvise Gradenigo, è di pregadi, quondam sier Domenego, cavalier ; per il Lipomano, sier Piero Contarmi, è di pregadi ; per il Moceuigo, sier Alvise Mocenigo, el cavalier, savio a terra ferma; per il Pexaro, sier Hironimo Capello, savio a terra ferma ; per il Marcello, pro-Ihonotario, sier Zorzi Emo, so barba ; per il Fosca-rini, sier Alvise Foscarinì, el 40, so fradclo. 41