521 MDV1U, MAGO IO. 4 sono a la facione. E zonlo a marina, si ritrovò sier Alvise Arimondo, va ducha in Candia, con la 250 galia, soraeomito sier......., e insieme mandono per domino Latantio e il Turelieto, persuadendoli a venir a l’impresa, e non restasse per li danari, perchè li serian» mandali driedo; e che za 3 zorni esso provedador havia mandalo il suo scrivali dal provedador zeneral per lai effetto. E restreti insieme, ritornò domino Latanlio, a dir havia fato contentar le compagnie a venir etc. ; e lo lauda. E cussi in quella note si lieva per andar a ditta impresa di Fiume, insieme con il capetanio di le galie grosse e le altre. E mandò in Quarner sier Francesco Marzello et Zuan Mudazo, sopracomiti, et per llioro scripto a li conti di quelle ixole, fazino eletion di quel mazor numero di zente poti'ano, e la massa si lazi a Castel Muschio su P isola di Yeja; e lari andar li stra-lioli alla traversa, che tutti sarano ad un tempo- Et scrivendo questa, li sopravene lo homo si operò in la pratichi con domino Zuan Hemastainer, signor de Lupoglano, castello a presso Raspo, et disse esso signor voler esser bon servitor di la nostra Signoria, dummodo el non desgradi de intrada e honor; ha intrada cercha ducati 200. Li à scrito si inlerponerà a farli dar altra intrata annual, asecurandollo venisse a lui etc. El suo castello è sul passo di venir in questa provintia; e à scrito a la Signoria. Item, lucra di Pisin à Irato 3 di principulli ciladini, e fonduti con lui, li lasserà a Parenzo, e stagino li fino sarano licentiati; e cussi ha ordinato sia lato per quelli altri castelli, disponendoli per P llistria a le terre di marina, fin si vederà P exito. E iin Pisino era Gasparo Bolderstan, solleva esser vice capetanio li polla cesarea majesUi, homo inimico di la Signoria nostra, il qual confortava ai danni nostri e havia taja sopra la persona per la Signoria nostra, lo trasse di lì e lo mandò a Venecia a la Signoria, consigliato a Zorzi da Budua, suo ballestrier. Letcra dii dito, a presso la terra di Fiume, in galia, a dì 27, hore 18, ricevuta a dì 29. A-visa, in quella borra, P aquislo di Fiume. E il modo fo, che a di 24, lassale lui tute le galie sopra Porto Colona, con hordine a sier Marco Loredan, capetanio di le bastarde, che, durando el syrocho, dovesse far forzo di remurchiar i arsili, e vadino a la Fasana a levar le artillarie, e subito vegnino a Castel Muschio, dove lui provedador a forza di remi si transferiva, per adunar le zente de le insule del Quar-ncr, e venuto il dì sequente a Puola, e conira vento, galia sola, si tirò a le Poliiionlore, e data la velia, ve- l Diarii di M. Sanuto — Tom. VII. no a Chersso, dove fece far la descrilioo di 200 lio-meni in cerchi!, fati venir a Giste! Muschio, dove lui provedador etiam andò, dove era venuto sier Marco .250 ' Cabrici, provedador di Veja, con zereha persone 700 di dita insula, ita che, omnibus collectis, sariano siati ixolani 1500; e posto ordine al pan e tutto. Trovò etiam le do galie Marzolla e Mudaza, qual mandò verso le Polmonlore a incontrar le altre galie, per remurchiar i arsili, acciò venìsseno più presto. Et cussi, solla galia, questa malina deliberò presentarsi lì. El arivaio uno mio largo, mandò el suo secretano Olobon, con la fusla, a intender P animo di quel capetanio e ciladini di Fiume, e saper si se voleano render. Qual acostatossi, chiamato el parlamento con el trombeta, li fono mandali do ciladini, el conlestabele e altri soldati todoschi, e propostoli per il secretano, disseno refereriano al suo capetanio el consiglio et ritorneriano. Et aspetali per spazio de meza borra, venero con bone parole, voleano termine zorni 14, non per altro cha per llioro honor, e poi li fanano cossa grata. Ai qual iterum fo risposto, che non li dariano tempo due borre; et che la terra saria di la Signoria otnnino, zonla P armata e le zente per terni, e poi domanderiano paoli, ohe non li haria, commemorandoli Goritia, Trieste, Treviso et Pisino etc. Et llioro volseno tempo a ritornar a referir questo fato, in codem instanti, al suo consejo. Tornorono a marina, e conduti a llioro provedador, li diinandono a che modo el volea la terra. Li disse, salvo P aver e le persone. E cussi iterum andono in terra e poi tornorono e si rese al modo, ut supra. E fece letere di passo a li soldati erano li, numero 250, e domino Zuan Rauber, era capetanio lì per la cesarea majestà ; i qualli andono a la volta di Alemagna. E mandò la insegna di missier San Marco dentro, con il suo armirajo, compagni e balestrieri, qual fu aceptà con festa. In castello messe sier Hirouimo Querini, di sier Smerio, che è podestà a Ilumago, et era za zorni 3 con lui provedador, venuto per alcuni servitij ; et a dì 2 /ugno dia venir il suo succcssor a Ilumago, e lì Ita lassato suo fratello in suo loco; e provedador in la terra messe sier Andrea da Mulla, di sier Nicolò, che è a Muschio, finito Foficio di camerlengo e caslelan di Veja. E Pà mandalo a chiamar con 100 di mior homeni isolani, qualli starano a custodia dii castello, porle et piaza, fin por la Signoria sarà [»rovisto ; si che bora è serà le porle in questi eolfi dì Trieste e Fiume, e li dacij farano gran augumento. Item, si ritrova uno castello diio Tersili, sopra el monte, in gelo di arlellaria, e domina Fiume, solea esser dii conte Bernardin Frangi- 34