181 MDXH, MAGGIO. 182 ]ioco (la poi domino Zuan Balista Spinelli conte di Chariati oralor dii viceré di Napoli, ritornato con la galia dal predito viceré per star in questa terra. E1 qual sapientissime narù la sua navigatone per trovar dito viceré ; e zonto in Ancona trovò esser partido con do barze per Napoli ; de che li mandò per terra a notificar lo aspetasse. Et per mar con la dita galia Liona lo seguitoe, ita che lo trovoe in uno locho chiamato Civita .... in......, e ivi fono insieme e ragionato di la zornata ; qual si scusa dii partirsi etc. E come lo rimandava in questa terra a noli-fichar la Signoria nostra, come é di animo fermo di cazar francesi de Italia, et che in 20 zorni, dal partir del ditto viceré de lì, prometeva aver campo novo et harà fanti 8000. Et di questo numero dito oralor ne trovò 3000 verso Julia Nova, quali feno restar insieme, e li dele certi danari di sovenzion fin tochasseno la paga ; et harà 300 lanze almeno, quale si verano a conzonzer con quelle dii ducha di Urbin, et poi le aspetano altre lanze di Sicilia; e venendo il signor Prospero Colona, sarà grosso campo. Per il qual efleto, esso viceré andava a Napoli per meter sesto et dar arme a le zente et aver li danari di la doana di le pecore, che in questi tempi li tocha, che sono bona summa, dicendo non voi alcun danar di la Signoria nostra fino il campo di Spagna non sia in campagna, con altre parole, scusando la cossa. Et sier Marco da Molili consier, vice doxe li fe’ le parole, et sier Antonio Grimani procurator savio dii Consejo, che era in setimana ; et partiti, molti di Colegio erano di opinion che Vincenzo;.Guidoto secretano nostro, è in Ancona, andar dovesse di longo a Napoli, et altri non voleano; tandem fo terminato mandarlo di longo, et vadi prima a Roma. 95* De Ingaltera, di sier Andrea Badoer ora-tor nostro, di primo aprii, tenute fin 7, fo loto le letere trate di sifra, date a Londra. Come, fato il dì de Pasqua, il Re partiva per andar in Antona a far montar le zente soe su l’armada c passar a’ danni di Pranza; e altre particularità, come dirò di soto. È da saper, é pochi zorni li fo mandato letere di cambio per darli danari e scritoli vadi driedo il Re solicitándolo a l’impresa contra Pranza, qual va contra la Chiesia. Di Chiosa, di sier Marco Zantani, di 30, Irne 1 e mesa. Come era zonto uno, parli ozi zorni 8 da Modena, dize aversi ritrovato lì quando passò da Modena il corpo dii gran maistro con le bandiere dii Papa e di Spagna, e che quelli di Modena volevano saltar fuori e tuorli di mano quelle, etiam Piero Navara, che con sì Io conduseano a Milano. Dize che di continuo, fino stele in Modena, passavano francesi a la volta de Milano, e che Bologna stava di pezor voglia che mai sia stata, per haver inteso spagnoli ritornar; e che il Papa si fazeva il suo campo, e per tal causa stevano molto mesti. E dize, al partir suo ne era rimasto pocho numero di francesi in Ra-vena. Dize si partì eri di Ferara e aver veduto il Ducha c il signor Fabricio Colona, e che se dicea il Re haver mandalo per il Ducha, el qual se havea fato da amalato. E di preparalione di zenle non dize saper altro, salvo clic il Ducha voleva dar danari a certa zente per Romagna, ma che non trovava ; et questo medemo volseno etiam far bolognesi. E di armata per il Ducha, dize non esser cossa alcuna, e aver visto le galie e berganlini senza apparalo alcuno. Dize etiam havea veduto il marchexe di Pescara in Ferara, el qual era prexon di 4 arzicri francesi e lo volevano condur in Franza. Scrive, esser zonlo in quella bora lì la galia Liona con il conte di Chariati orator yspano, vien a Venetia, partì cri malina di Ancona. Dize che spagnoli erano a Julia Nova e il Tronto da fanti 7000, quali haveano tochato danari per la paga dal legalo di la Marcha, eli’ è il Cardinal fratello dii marchexe di Mantoa, e che il viceré era andato a Napoli per expedir le zente d’arme e il resto di le fantarie. El come era zonlo a Civita Vechia l’armata yspana con fanti 4000 c lanze 300 e cavali lizieri 500, qual zenle vegnirà con dito viceré e il signor Prospero Colona et altri capitani in campo. Item à, cri e questa matina aver sentilo bombardar la rocha di Ravena da’ francesi. In questa malina li capi di X sleleno molto soli in Colegio, et etiam alditeno la relalione di l’orator vspano. Da poi disnar, fo Gran Conscjo e fato do avoga- 9G dori di comun; tolli in scurlinio numero 44, che mai più fo tolli tanto numero. A questo officio rimaseno sier Bernardo Bembo dotor e cavalier e sier Marin Morexini, siali altre fiate; et in Gran Consejo fu solo sier Bortolo da Mosto, è di Pregadi, qu. sier Jaco-mo, che fo a la custodia di Trevixo con 40 homeni a so’ spexe. Fu fato 40 zivil di nuovi, et podestà a Citadella niun non passoe. 11 Principe non fu a Consejo, et vidi domino Cesare Avogaro da Brexa, qu. sier Bortolo, fratello di sier Ilironiino Avogaro, che stava qui, e si partì e fu preso in Brexa. Questo Cesare fu preso et scapolò; é zentilomo nostro, però é venuto ozi a Gran Consejo. È da saper, etiam é in questa terra il conte ... ...........da Lodron zentilhomo nostro, qual era nel trulalo e dovea venir con zenle, c vene in