475 dador a Bergamo, per esserli morto sier Anzolo so fradello, va temporizundo la sua andata. Di sier Lunardo Emo provedador in bre-xana, date a Uoat, fo letere, di 8. Come brexani hanno oplimo voler: si atende a recuperar li danari per far li fanti e cavali lizieri. Item, se intese in Brexa si moriva assa’ di peste. Da poi disnar, fo Pregadi et leto assa’ letere fin tardi e con grandissimo caldo, adeo non si poi viver, tanto è caldo in questa terra, e a memoria homi-num non fu mai tanto. Fu posto, per li savii d’acordo, una letera in corte a l’orator nostro zercha sguizari, et come saria bono il Sedunense andasse a la volta di Milan a recuperar il castello, eh’è in man di francesi; e scrivesse al Cardinal si tenisse solum 8000 sguizari, il resto licentiase, e altre particularità; el fo disputatici). Parlò sier Antonio Grimani procurator; li rispose sier Zorzi Corner cavalier, procurator, savio dii Consejo. Poi sier Gasparo Malipiero, quali vo-leano aperte si dicesse non bisognava più le zente yspane venisseno di longo etc. E fo leto letere scrite per il Consejo di X a Boma in questa materia secrete. Fu posto, per li savii, et presa, una letera a li provedadori in campo, vedino di non passar Po con 10 cxercito ; ma pasato, tarano sguizari vegnir a recuperar le terre nostre etc., et sia licentià una parte di sguizari, e altre particularità. Presa. 335 • La terra di peste eri 13 et ozi 9; sichò va di longo pezorando. Sono in la terra assa’ caxe sera-de etc. Zonse Francesco Calson conlestabele nostro, vici) di Salò, qual volse certe artellarie, e spera aver Brexa presto mediante il bon voler di quelli citadiui è fuora etc. In questa sera zonse ¡1 reverendo domino Petro Grimani cavalier hierosolimitano, prior di Hongaria e abate di Sexto in Friul e di le Carzere a Este et di......a Bologna, fradelo dii Cardinal. È fiol di sier Antonio procurator; el qual vien di Roma, e andò 11 zorno sequente dal Principe etc. A dì 11, domenega. Da matina in Colegio non fo letere alcuna. Fono sui debitori di dacij etc. Et accidit in piaza che era uno puto vendeva a stampa certe canzon contra Franza, dicendo englesi à roto il campo di Franza, et fo uno che li zafò di man con dir « tu menti per la gola », e corse via ; e il puto vene in palazo a dolersi. Li capitani andò per piar quel tristo fo’ tal atto ; ma non fu trovalo. Di campo, al tardi, vene letere di proveda- 47G dori nostri, date a Adornò, a dì 8, hore 3. Como era seguita un’altra barula di sguizari contra il Cardinal per li danari, ma erano slà placadi, e il Cardinal li havia ditto non meritavano aver danari per aver fato poeha falicha, e che voleva i veniseno tulli di là di Texin e Po; e cussi, a dì D da matina, sguizari infallanter si levavano de Pavia, et li capitani erano stati con li provedadori nostri e posto boi) ordine; e pasali che i sarano sguizari, si farà consullo quid fiendum. Di sier Lunardo Emo provedador in bre-xana, date a Boado, a dì 0. Come quelli citadiui aveano bon voler, el li deputali acumulavano li danari per far zente o cavali lizieri. Item, dii zonzer lì di domino Thadio da Molella, fu condulier nostro, (jual voleva far 50 cavali lizieri; e altre parlieulari-tà. Et per Colegio li fo scrito facesse diti cavali. Di Salò, fo letere di sier Zuan Loredan provedador, e di domino Lodovico di Cocai. Zercha Brexa et quelle occorenze, ut in litteris. Da poi disnar, fo gran Consejo. Fo grandissimo caldo; non fo il Doxe. Fu fato dii Consejo dì X, che è tanti conseglii non à pasato, sier Alvise d’ Armer, fo provedador a Bimano, qu. sier Simon: ave 43G de si, 388 di no. Cazete sier Thomà Lion, fo a le biave, sier Alvise Lion, fo podestà a Chioza, provedador sora la sanità, sier Mafio Mìchiel, fo podestà a Lendenara dì sier Nicolò dolor cavalier procurator, stato pre-xon a Ferara, da sier Zuan Antonio Barbaro fo provedador a Cividal di Friul qu. sier Josafat, zudexe di petizion, sier Nicolò Marzello fo podestà a Castel Franco di sier Francesco, stato ctiam presoti di francesi, et sier Francesco suo padre, ozi etiam ri- 23G mase conte a Pago. Item, di la zonta fo tolto sier Marco Antonio Loredan fo cao dii Consejo di X, qu. sier Zorzi, e non passò. Etiam cazele sier Lunardo Emo sopranominato...., e do altri senza titolo. Fu posto, per li consieri, la gralia di Marco Be-mer, stalo preson a Constanlinopoli con sier Marco Orio, fo preso a la Vajusa, voi do canzelarie a Piove di Sacho. Balolà do volle. Fu presa. Fu posto, per li consieri, la parte presa in Pregadi, che sier Tomà Gradenigo qu. sier Anzolo entri 40 criminal in Iodio di sier Zuane suo fradello defuncto, et fu presa. Ave 2 non sincere, 18G di no, 430 de si, e fu presa. Fu mala stampa. Etiam a sier Bironimo Moro fu fato cussi, et è XL. A dì 12, la matina. In Colegio de more l’ora-tor yspano ; quel dii Papa, Ixernia, è amalato, e Monopoli stasse aspetando letere di Koma, qual di loro debi restar. J1DX11, LUGLIO.