239 MDXII, MAGGIO. 240 non dar alcun danno su el suo, zoè Verona. Item, disse che francesi fa ogni cossa con dar danari che sguizari non vengano di longo, e li prometeno assa’ miera, et a li capitani ducati 1000 et 2000 per uno. Item, che i voleno andar di longo a Milan e Tarano valentemente, ma li sia dato i loro stipendii, et che vieneno in Italia con gran cuor. Dito nontio fu care-zato, e ditoli le vituarie e previste arano per quello core e niente più, e cussi l’artellarie, et che vengano di bon animo ; e li fo donato 5 raynes. Di Vicenza, dii provedador Capello, di eri. Da novo nulla, solwn aspcla li danari, et questo è tempo di non perder apropinquandosi sguizari. Item, manda letere di Mantoa. Come francesi fevano uno ponte su Ada a Cassati per passar di qua et di là contra sguizari, e fortifichano Brexa, et altre parti-cularità, ut in litteris. Di Vegia, di sier Sabastian Zustignan el cavalier,provedador zeneral in Dalmatia. Come, essendo morto il scrivan di la camera, un d’ Arbe, havia electo Hironimo da Garzoni veneto; suplicha la Signoria lo voghi confirmar. Et cussi, per Colegio, a bozoli et balote fu confermato et electo; sichè arà la ditta scrivania. Vene il signor Frachasso di San Severino dicendo, la Signoria ha ver mandato per lui et era al comando di quella. Il Principe li disse, non saper chi haveva mandato per lui, e dimandato a li savii, tutti disseno non saper nulla. Poi ditto signor si oferse, et non era da star cussi, e parlato di la venuta de’ sguizari, e che è bon far presto e cazar francesi. Da poi disnar, fo ordinato far Gran Consejo. 130* Et vene il Principe. Fu fato patron a l’arsenal sier Andrea Barbarigoqu. sier Nicolò da San Barnaba, per forza di praticha e pregierie. Vene in ultima tolti numero 33. et 6 passono 100 e più balote in scurlinio, ch’è gran cossa. Fu fato capitanio in Alexandria sier Andrea di Prioli di sier Alvise, qual procurava consolo in Alexandria. Di Chiosa, dii podestà, di ozi. Come per il ritorno di do nostre barche longe ha che si bombardava la rocha di Ravena per le zente dii Papa, e quelli dentro haveano tolto termine a rendersi ; tamen la bombardava. Item, per barella venuta de Sinigaia, à che a li confini di Romagna erano di le persone 10 milia che se uniano col campo, tra spagnoli e dii Papa. Di Vicenza, dii provedador Capello fo letere, una di eri, hore 3 di note. Solieita li danari per poter dar la paga a le nostre zente, e cussi quello dieno aver sguizari. Per l’altra di ozi, hore 11, ve- nuta ne l’ussir di Gran Consejo, scrive in quella sera esser zonti noncii al reverendissimo Cardinal sgui-zaro, è lì, de’ sguizari, come erano zonti beri apresso di Trento et venivano di longo a Soave, dove zonti si fermeriano; de che subito esso provedador mandò a far provvisione de vituarie e far pan per tutto, acciò venendo non si manchi. Solieita li danari per essi sguizari, e altre particularità, ut in litteris. Di sier Piero Landò savio a terra ferma eliam fo letere, di eri, da Montagnana. Zercha liaver compito le mostre, e resterà. Pielatione di alcuni vieneno da Milan, di 16 et 17. Come da Milan si mandava in Pranza 12 milia corsaleti et 500 armadure di homo d’arme, le qual arme zà erano aviate; et che Milan era in paura per la venuta de’ sguizari, et molti francesi maridati in Milan andavano con loro fameglie verso Aste, et cussi done de’ milanesi. Item, che voleno ineter 300 lanze in Brexa et 200 in Bergamo et non star a la campagna; et che li cardinali, erano a Milan al Concilio, haveano in bordine le cavalchadure et chariazi per andar in Aste; et che domino Marco da Marti-nengo da Brexa e alcuni altri erano andati a veder li passi dove potevano vegnir sguizari sul brexan e milanese, e concluso che non si poteva lenirli venendo, et non era altro modo che veder con danari di farli ritornar; concludendo che brexani ne aspeta con gran desiderio, e le valade è in ordine per San Marco, e francesi in gran paura, e fortifichano Brexa, serà tute le porle da una in fuora. Item, se intese haveano tolto le arme a tutti li citadini di Brexa e di Bergamo etc. Noto. Eri in quarantia criminal, per li cinque di 131 la paxe, fo asolto sier Nicolò Contarmi di sier Bernardo, qual amazò uno fante in barcha, e fo chiamato per il signor di note, et è sta trova eli’ el morto era in bando per i cinque, e poi esser amazà impune. È da saper, per Colegio, atento la petizion di bergamaschi, fo electi do, stali rectori a Bergamo, quali vedesseno le loro suplicatione, zoè sier Piero Mar-zello qu. sier Filippo e sier Domenego Contarmi qu. sier Mafio, stati alias rectori a Bergamo, i quali se reducevano al loco di rasonali et udivano li bergamaschi. A dì 24. In Colegio, zoè a la Signoria, vene Ma-tio da Zara, fo nostro contestabele, vien da Rimano, dice è servitor di questa Signoria et venuto a iusti-ficharsi. Item, dice la rocha di Ravena havia tolto termine a rendersi ; sichè la Romagna è dii Papa. Dii provedador Capello, di Vicenza, di 23,