587 MDXI1, AGOSTO. 588 Per il che hessendo alterata la forma valida de’ sai-viconduti, che soleano far liberi a’ marchadanti et altri, con quello borgomaislro et conseglio tutto consultato, ozi se ha deliberato rimandar el corier, e con sue letere procurar di haverlo in bona forma;e tanto più che da alcuni mantoani pasati de Olmo, che se hanno fato oratori de quel signor marchexe, con salvocondulo di la Cesarea Maiestà, è slà divulgato lui orator nostro portar danari et presenti a la Sua Maiestà ; e questo da molti tristi rebelli è slà confir-mado, per modo che loro potriano aprir li ochii per far butin, credendo cussi esser. E questo da molli merchadanti de lì li è stà referito, suadendolo a voler esser ben riguardoso et circumspecto, iniperochè certissime tulli quelli principi sono in moto, e poco curano la lor superiorità, pur con danari danno sal-viconduti a’ marchadanti per la fiera di Franchfort, ma vano da 40 in 50, con le guide et scorte che passano sicuri. Scrive aspcta di zorno in zorno Martin Bestia corier, andò a la Cesarea Maiestà, che una ora li par mille a proseguir il viazo suo. Aspeta etiam con grandissimo desiderio el suo secretano Antonio Mazaruol lassato a Yspurch amalato. Scrive de lì fa extremo caldo prceter consuetudinem. È stà dito questa matina la Cesarea Maiestà esser zonto a Cotogna per la dieta. Altro non si ha di novo, sohm quelli di Norimberg haver grandissime discordie con li principi et castelani circumvicini, per modo che generali ter si iudicha le loro cosse andar malissimo, sì per il manchar di la merchadantia causata da la guerra e cussi de li mistieri, che pocho i fanno, e per le spexe. Tengono infanterie c qualche soldato per custodir i loro lochi e difenderli, ancor che lì a Olmo siano danati, ch’è pur di le terre franche, con dire che i se voleno ogni giorno far più grandi di quello i sono. Si duol molto esso orator la durcza di questo itinerario, e l’incresse non poter esser cussi presto a prosequir il suo viazo, e prega Idio lo conducili a la Cesarea Maiestà e poi a la illustrissima madama Margarita, che spera ne la Divina Maiestà 302 * non sarà inutel, et sa quello el dize, perchè se ha bisogno de explication e iustifichalion di la bona e optima intention di la Signoria nostra et de le valide e inrefragabile raxon sue, dite però a tempo e con modo che più presto se pari rasonar cha disputar per atraher a sì el Principe benivolo; né mancherà a questo effeto. come sempre à facto, Beo ottimo jnvante. Sumario di una altra letera dii dito orator, data a Olmo a dì 0 avosto, et recevuta a dì 19 dito per via di Fontego. Come ozi in questa terra é zonto lo illustrissimo signor Maximiliano Sforza ducila de Milano con zer-cha cavalli 120 et 8 frisoni menati a mano; el forzo di la compagnia sono milanexi, et zereha 30 tedeschi armati. È stato incontrato dal borgomaistro et citadini de questa terra, et acompagnato fino a l'ho-staria de la Corona, et da quelli è stalo aprexentato de una bota de vin e biava e pesode, onde mandoe uno suo nontio al maistro di caxa di sua signoria ben conosciuto da lui ne la penultima legation a la Cesarea Maiestà, quale si chiama domino Zuan Antonio di Landriano, a farli intender che volentieri visiteria sua signoria, quale udite e vele il suo messo volentieri. Et partitosi, andò dal signor Ducha e fe-celi intender el tutto. Poi tornato rispose che la ex-cellentia dii Ducha se havia pensato venirlo a visitar, ma che da poi che lui voleva andar da lui, che lo ’1 vederia volentieri, e che quando fusse l’ora esso domino Zuan Antonio vegnirà per lui, unde esso orator andoe. El qual Ducha li mandò la sua famiglia incontra, poi vene in capo di la scala vestito de un ro-bon de voluto negro fodrato de zebelini con una ca-dena al colo. È de persona mediocre : brun, ochii negri, nazo Iraze a l’aquilin, magro, c fcze il luto per meter esso orator nostro di sora con riverente et acorlo modo. Intrati in una slua, dove con assa’ accomodate parole li fece intender di quanto bene era causa la Sanclità dii Nostro Signor el la Cesarea Maiestà, e ’1 Catholico Recon el Serenissimo re de In-gallera stante la solicitudine et diligentia e spexa di la Signoria nostra per expulsion de’ francesi de Italia. Sua signoria sempre con la bareta in man li rispose cli’el ringratiava Dio et la sanctissirna Liga, ma sopralutto la Illustrissima Signoria nostra, et che da quella el voleva recognoscer el tutto e esserli bon fiol et obediente ; et lo pregoe quello di’ el diceva dovesse scriver a la Signoria et a quella ricoman-darlo. Preso licentia fu acompagnato da domino An- 303 tonio sopradito et assai zentilhomeni milanesi, quali mi disse el suo Signor seria bon servitor di questo stado, e clic la Cesarea Maiestà lo havia expedito volentieri et fatoli letere al conseglio de Yspurch el a li prescidenti in Verona, che li prestasse ogni favor di zente et presidio sì de artcgliarie come de altro, aziò pi facilmente el poscia intrar in caxa sua. Ul-terins li disse a la corte cesarea esser li tre arzive-