313 UDXII, OJüli.NO. 314 110 per aver Crema, nulla feno; tien, perchè crerna-schi non habino voluto scoprirsi, hessendo il campo j francese saldo e lì vicino, e che andando col campo, si acosterano più verso Crema per veder si la terra farà movesta, come mandono a dir voler far, et taiar quelli francesi sono lì a pezi. Ita», che il Cardinal andò in Cremona dove ancora el si trova, e voi levar le insegne di la Liga, et par che quel vescovo di Lodi sforzesclio intrò habi fato mal officio, el cremonesi voleno uno ducha ; et hessendo Francesco Calson dentro con alcuni fanti andato, quelli di la terra el voleva amazar per esser per nome di San Marco, e li fo fato a saper dove l’alozava, adeo pro-vete, e li fo morto doi so fanti d’alcuni veneno per amazarlo, desiderosi aver uno ducha e non la Signoria nostra. Solicita si mandi li danari per li sgui-zari, aliter le cosse procederà male. Fu posto, per li savii, una letera in corte a l’o-rator nostro con questi sumarii, e che il Cardinal voi levar le insegne a Cremona di la Liga, et vi è uno sforzesco qual fa mal oficio, e pertanto nui, fidi su el brieve di Soa Santità, qual havemo mandato la copia al Cardinal, et Soa Beatitudine voghi proveder e atender, con altre causule, ut in litteris; et fu presa. È tolto licenlia di scriver per Colegio in campo al provedador Capello, e a li capitani di sgui-zari si manda danari etc. Et cussi in questa sera fo posti a camino ducati 26 milia in questo modo: 10 milia dii Papa, che porta il suo orator Monopoli, qual etiam parte questa note; 5000 dete l’orator yspano, et 10 milia la Signoria, nel qual numero è ducali 4000 per il provedador per dar a le zente nostre; il resto lutti si darano a li sguizari, e fo scrito in campo li mandi scoria fino a Valezo a condur dili danari in campo. È da saper, in questa mafina, benché fusse il zorno dii Corpo di Christo, sier Nicolò Donado e sier Nicolò da cha’ da Pexaro governadori sentono a scuoder la meza tansa posta a restituir, et scoseno, fino a vesporo, zercha ducati 10 milia. Tulli coreno a pagar, perchè chi è primi a pagar è primi aver la restilutione loro. Etiam questa si paga volen-tiera perchè si vede prosperar ; e cussi fin sera scoseno ducali..... A dì 11, la matina. In Colegio veneno li Ire provedadori execulori elecli et aceptono libentis-sime. Parte di loro partirano da matina e parie il dì sequenle. Vene sier Francesco Capello el cavalier, va orator in Ingaltera, insieme con uno nontio dii re di Ingallera, va a Roma, quaièzorui 50 partì. Eri vene in questa (erra alozato a l’hostaria, e per dito sier Francesco levalo e menalo alozar in casa sua. Questo è spagnol, fo fio di uno orator yspano slato assa’ in Ingaltera, et per quel Re li fo dato certi beneficii a questo, adeo è fato englese, e il Re l’opera al presente al Papa. Sento apresso il Principe et fo aca-rezato ; è con persone.... Fo mandato per domino Antonio di Pii condu-tier nostro et ordinato vadi in campo questa note, et che sarà satisfa lo, e si scriverà al provedador dagi 25 homeni d’arme di primi a domino Costanzo suo fiol ; e cussi fu contento andar via, et si partì questa note. Etiam fo mandalo per il conte Bernardin Forte-brazo e pregato vadi in campo, et anderà con la scorta verà per li danari ; e cussi contenió, dicendo è per melcr la vita per questo sialo. A Vicenza sono ancora el cavalier di la Volpe et domino Baldisera di Scipion; sieliè uniti tulli anderano in campo. Vene 1’ orator di Napoli de more, e con uno messo dii signor Fabricio Colona, ch’è a Ferara, qual voi comprar panni di seta, e li fo fato lelere di passo e li porti senza pagar dacii. Questo orator fa optimo oficio verso la Signoria nostra ; è gran nimicho di Pranza. Vene il signor Alberto da Carpi orator cesareo, e dimandò certi altri presoni retenuti di qui subdili de P Imperador eie. Di campo, non fu lelere questa malina; erano molto desiderale. Di Chiosa, dii podestà Zantani, di eri. Come alcune noslre barche di Chioza con zercha 40 homeni, andate verso Lignago, haveano preso certe barche con viluarie andavano de lì, et preso 7 francesi et uno vicentino rebello; et nel ritorno a la Badia, el provedador dii Polesene, sier Valerio Marcello tolse dito vicentin, et si dice lo hanno fato apichar. Dii dito podestà, date eri a hore 22. Come, per uno vien di Ferara, dize il Ducha haver fato proclama che tulli li banditi possine tornar, e si ’I fosse niuno che fusse a soldo di altri potentati, de-bano ritornar a Ferara soto pena de esser confiscalo tulio el suo ; et che se dizeva voleva far 7000 fanti, et zà havia principia a dar danari; ma lui podestà 173 non la crede tal nova. Questo medemo li ha dito do fanti fuziti dìi bastión di Cologna : alcuni altri dize eh’el Ducha saria d’acordo con il Papa, questo se divulgava in Ferara, e che dite zente faceva a nome dii Papa etc. Item, si ave leterc come quelli di Lignago ha-