459 MDXII, LUGLIO. 460 biar bozi et li dete moneda, poi negò averli auti. Item, disse che a dì... . podio manchò 11011 frisse proso : era a Gedi venuto per tornar con sier Sigismondo di Cavalli provedador executor, qual veniva provedador a Salò, mandato per il provedador Capello, et francesi 600 cavali corseno fin a li restelli; sì feno forti et fo amazà 3 homeni, et francesi tor-ìiono in Brcxa. Dice in Brexa esser 200 lanze, 1000 cavali lizieri et 2000 fanti francesi, et che si voria mandar a tiior le terre e mandar homeni capi di rc-putatione e non Piero di Longena. Concluse, staria qui fino ara risposta dal Papa. Etiam Zuan Jacomo Caroldo secretano nostro è tornato con lui, stato in campo a portar li danari. -6 * Di cam/po, dii provedador Capello, date a A-domo a dì 2, liore 3 di note,. Come le lanze 160 fiorentine et 100 balestrieri a cavallo fono svalizate, come scrisse eri, et è zonte lì in campo, et esser venuto uno suo explorator. Dice francesi mercore, a dì 30 dii passato, da Susa aver dato principio a passar li monti e andar in Franza, e vanno per la via di Mongenevre in do parte per caxon di alozamenti, et lui aver visto sopra el monte di Genevre diti francesi ; siche si poi reputar siano fuora de Italia. Et per le publice, scrive missier Zuan Jacomo Triulzi andar in Franza e va per do cause, l’una per iustitì-carsi col Roy di la fede sua, l’altra per non se fidar de’ sguizari. Item, come dito provedador veniva a Pavia a trovar il Cardinal per far un consulto quello si havesse a far; e altre particularità etc. Di sier Cri-stofal Moro, va provedador in campo, nulla si ha dove ch’el sia. Dii prothonotario Mocenigo, da Pavia, fo Ictere a li cai dì X etc. E par ch’el scrivi il Cardinal voria se li mandasse uno orator de qui. Vene l’orator yspano insta il solito et stete poco. Note. La terra eri fo 15 di peste e in lochi novi la più parte. Et nota. Morite l’altro eri, in 8 zorni, sier Anzolo Sanudo, fo provedador al sai, qu. sier Francesco. Eri honorifice fu sepulto a San Zacharia ; et questa malina è morta sua moier etiam amalata, in 8 zorni, adeo si dubitava di morbo. Fo mandato a vardar il corpo per quelli di la sanità et nulla Iro-VOllO. Morite a Padoa domino Lorenzo Cabriel episcopo di Bergamo, el qual stava lì. Comproe una caxa et havia assà danari; la nova se intese la sera. Da poi disnar, fo Consejo di X con la zonta per danari, et etiam expediteno lelere a Roma. Di sier Mariti Zorzi el dotar, orator nostro, vene letere di 3, date a Eeso. Come il ducila rii Urbin era lì e tornava con le zelile a Bologna, et che Rezo era stà tolto per il Papa per el vescovo Santa Severina comissario pontificio; la qual terra si teniva per l’Imperador; e altri coloqui auti etc. Fu preso, che sier Francesco Foseari qu. sier Nicolò, e sier Beneto Valier qu. sier Antonio, quali venivano con ducati 1000 per uno in Pregadi, et non voleno più venir, i quali si oferiscono prestar a la Signoria ducati 400 per uno et esser certi aver tutta la snmma fin mexi 18, et voleno al presente ussir di Pregadi, e cussi fu preso e fatoli certa ubligation di ducati 3000; sichè al tempo arano i danari. Et licentiata la zonta, restoe Consejo di X simplice. Et fo expedito sier Francesco Michiel di sier Nicolò absentc, e chiamato per aver biasimato Dio e la Vergene Maria, ch’el dito sia confinà in Famago-sta e ch’cl vengi a presentarsi in termine de zorni 30, sotto pena di esser bandito di torre e luogi nostri e navilii armadi e disarmadi, con taiadeducali 1000; di so beili siano di la Signoria nostra; c chi el prenderà e condurà ne le forze habi la taia, e li sia taià la...... et remandà al bando. El la seconda volta rompando il confin, siali taià la testa dii busto sì ch’el muora, e dita condanation sia publicà da malina su le scale di Rialto. Exemplum. Puevcrcndissimo domino cardinali Sedùncnsi. Minus frequenter bisce diebus scripsimus ad reverendissimam dominationein vestram ralionem scilicet habentcs quotidianarum ejus et gravissima-rum occupationum, sed cum illa signa communican-da acciderunt, egimus potius per provisorem nostrum generalem, vel per reverendum dominimi prolouo-tarium Mocenicum, quos ambos vostra; reverendissima; dominationis diligenlissimos cultores (sunt). In presenti vero, cum videamus, ductu ipsius felicissimo, gallicum cxercilum jam tandem Italia; possrs-sioncdepulsum, alpes turpi fuga transcendisse prestito abea, quod magisarduum fuit, non aliquid ad eam scribere noluimus super hane ipsam rem ad tanti ac tam predari operis consumalionem perlincntem, tam egi volumus prò comperto habere hunc eutndem esse reverendissima; dominationis veslra sensum, el hoc ipsum velie siquidem post ejus tam memorabilia gesta, qua;, summa virtule, universum pene divi Pelri patrimonium Romana; Ecclesia; restituii, qua; de rebus italicis tam oplime merita est, etiam atque etiam videndum est ne qua elecli islius ignis scintilla intra