195 Valse ozi lire 4, soldi 10 il ster; et si non fusse la trala de le parte de fuora valeria soldi 50 il staro. Fo dito, ozi li savii hanno auto nel Consejo di X bone nove zercha le trieve per via de’ merchadanti di fontego; tamen Zuan Gobo corrier ne do altri di Alemagna non tornano. La terra comenzó a pezorar : 8, 9, 10 al zorno. Questi 3 zorni si fa ogni provisione. Idio aiuti, perchè saria il morbo grandissimo mal. A dì 6, la matina. In Colegio non fu il Principe, qual fin hora, poi si risentì, non è stato, et mancho sier Bortolo Minio el consier, si fa dir amalato per non far Poficio di vicedoxe. Fo aldito li mercha-danti di Alexandria con li patroni, intervenendo li avogadori, zercha la storia, chi dia pagar. Fo parlato assai etc. Fu fato balotation di gobernador di le fautarie in Cypro, et electo Zanon da Colorgno in loco di Jacometto da Novello, qual è qui, e fu prexon di francesi in Lignago. Non lo voleno mandar per non esser la sua cossa senza sospeto. Item, fo balota 17 contestaceli, et rimasti do per Cypro: Marco Coppo el Sebastian da Veniexia con.... fanti l’uno. Item, do a Corfù : Alvixe di Nave, Brexan et Agustín di Parma con 50 fanti l’uno. Item, in el castello de Corfù rimase Vetor Saracin, homo marítimo. Fo ballota molti marineri etc. Di Vicensa, dii provedador Capello, di 5, hore 2 di note. Come à, di Mantoa, di Paulo Agusli-ni, di ozi, hore 18, che Zenoa è in arme, e questo perchè 1’ arma’ di Spagna, si dicea, era zonta a Piombino. 105 Di Soave, eli sier Piero Donado, provedador. Come erano venuti fuora di Verona alcuni ci-tadini, si dice, per meter i confini. Item, ch’el gover-nador alemano voi far render quello è sta tolto a’ nostri poi le trieve, e fato reteñir alcuni fe’ i danni, et prese uno prete subdito nostro a Caldiera. Da poi disnar, fo Colegio di savii ad consulen-dum et la Signoria. Fi è da saper, in questa malina sier Andrea Arimondo savio ai ordeni dimandò el Pregadi, perché el voi solo meter le galie di Barbaria numero 3, ma è solo di opinion. Il Colegio li sente contra; e insieme con li compagni voi meter le galie di viazi, tamen non potè aver il Pregadi, eh’ è cossa contra la leze. Fo in Colegio, ozi, Iratato la materia di biave con li provedadori sier Michiei Salamoi) e sier Marco Contarmi ; il 3.°, sier Alvixe Barbaro, è a Padoa. Era etiam sier Andrea Foscarini, electo per il Consejo di X sora le biave; et venuti zoso tutti di Cole- 190 gio vene letere dii Polesene et non fu aperte, licci fusse con forche suso, per non si trovar do di Co-legio. Di Chiosa, dii podestà, di osi. Come era zon-to lì una barcha, partì eri di Ancona, dize, ivi era sier Marin Zorzi orator nostro, e la sera venula a Pexaro, dove trovò el dito sier Marin, qual era col signor, e lì intese che si feva la massa dii campo a le Grote; altri dicea apresso Urbino. Et intese da certi fanti di Ravena che la rocha di Ravena si era data a’ francesi, e che quel castelan havia scrilo pjù letere al Papa et a la Signoria, di le qual non havia auto risposta, però si avia reso. Dize che hessendo questa note, a hore 4, sopra Ravena velezando, vete gran fuogi in la Pignea e sentì una grandissima puza da terra, adeo quello stava al timon de puza non po-deva star, e sentì romori de cavalli, et in mar trovoe certi corpi morti ; tien siano di quelli di Ravena. Item, dice di non aver veduto le nostre galie, zoè la Trutia, ni altre fuste, ni barche. E da saper, per uno amico di sier Alvixe Venier qu. sier Domenego, qual feva lo sue facende in Ravena, venuto ozi, partì di Ravena a dì____, disse la rocha esser resa certissimo a’ francesi. Adì 7. La matina partì sier Piero Landò savio 105* a terra ferma per Vicenza con Francesco Duodo rasonato nostro, et portò con lui ducati 4000 ; il resto se li manderà driedo. Veneno in Colegioli oratori more solito di la liga. Di Vicensa, dii provedador Capello, di eri, hore 3. Come ha letere di Mantoa, di eri, francesi aver mandato a dimandar salvoeonduto al signor marchexe, et passò per eondur le artelarie loro in Romagna a la volta di Lombardia. Di Chiosa, dii podestà. Come, per una barcha zonla in quella bora, 24, patron Marco dito Maxin da Loredo, la qual partì a dì 5, a hore 17, di Rimano, conferma il render di la rocha di Ravena, e che quel castellali Viteli passò marti, a dì 4, a hore 24, di Rimano con 3 barche, nè volse dismontar. Item, che in Rimano erano zonti zercha 25 cavalli di stra-tioti albanesi di quelli di Franza, et si aparechiava alozamenti per 2000 vasconi, linde il populo di Rimano era fuzito ; e che il governador di Rimano era andato a Pexaro con 12 cavalli, e ritornato marti di sera. Item, dice il campo francese esser andato a Forlì e bombardava quella rocha, la qual si leniva per il Papa ; et che in Rimano Matio di Zara se ritrovava et era il toius. Scrive esso podestà, à li 3 cavali di dito Matio da Zara, ch’el ritene, et voria saper quello ha di far. MDXII, MAGGIO.