559 MDXII, AGOSTO. 560 rali, date a Varuóla, a dì 4, hore . .. Come ozi è venuto lì uno zentilhomo yspano mandato da lo illustrissimo viceré per dirli che esso illustrissimo viceré doveva esser a la dieta a Mantoa, et che lì doveva esser il reverendissimo Curzense et altri per nome di la sanctissima Liga, dicendoli saria mollo a proposito andasse ctiain uno di loro provedadori, esaminandoli qual era la intention loro, o de andar a Brexa, o che altro far, cum dirli poi che l’haveria havuto sua excellenlia grandeconsolation et contento che l’exercito nostro fusse venuto a queste parte il-lexo, facendoli intender in ogni tempo quel illustrissimo viceré esser prompto con lo exercito et forze sue venir a coniungersi con il nostro e far il tutto, con molte offerte large et parole molto grate. Li fu risposto convenientemente per il provedador Moro con parole generai et ringratiatorie, facendoli intender la bona confederation et Liga, et esser per per-servarla atc. Et a le altre parte, che non bisogna risposta, né potevano risponder, fu tazute, siché el se partì satisfato. Et partitosi mandò a dir voler andar diman, da matina, a Modena dove era il viceré. Se ha inteso da poi, per el conte Guido Rangon, ch’el prefato zentilhomo interloquendo se ha lassato intender che se anderano a la impresa de Brexa senza loro, ne manderà a protestar che non dobiamo far tal impresa senza licentia di la Liga. Scrive esser stati in consulto dii camino hanno a far, et deliberato di levarsi de lì et andar a alozar a Bagniolo, Iodio più verso Brexa. Et scrivendo, è venuto nova a li provedadori di mala qualità et de non pocho disturbo de le cosse nostre, che andando a caxa dii consulto el signor Troylo Ursino condutier nostro era stà asaltato da tre che solevano star con 4ui et erano soi ho-meni d’arme, quali erano conzati cum uno nepote de lo illustrissimo signor gubernator, quali mo terzo giorno, essendo in cavalchata prefato signor Troylo, i feriteno, e questi tre havendolo trovato disarmato et mal acompagnato li furono atorno cum il favor de altri, et lo amazò. Bave 3 ferite, una in la sclie-na de uno lanzon ch’el passò da uno canto a l’altro, una sopra la spala de una ronclia, et l’altra sopra uno brazo ; per le qual immediate miserabelmente se ne morite. E venuta la nova a la compagnia sua dii pa-285 * tron morto, chadauno dette a l’arme, et insieme se messe la compagnia dii signor capitanio di le fantarie, qual è venuto a Venecia, con animo deliberato di venir a tagliar a pezi quelli dii signor gubernator; li quali, inteso tal cossa, se messeno a l’hordine, et el resto di l’exercito se messeno in arme. Et venendo sì le gente dii signor Troylo come quelle dii signor capitanio per esser a le mano, el signor gubernator armato cum cadauno se li faceva a l’incontro, dove li provedadori montali a cavallo andando da uno canto et da l’altro e il provedador Moro se gitò in mezo di le fantarie et con bone parole et promissione cum farli intender che erano stati la gloria de la Italia, fuziti da le man dei barbari et hora qui reduti per haver perpetua gloria et fama, et che amore Dei i non volesse ruinar la Illustrissima Signoria et questo exercito, in modo che con parole di cadauno di lor provedadori fece tanto che chadauno se quietò, non però de sorte che accadendo una occasion non fa-cesseno qualche inconveniente, per esser romani : che Idio le metti le mano sue ! Et per questo scandolo non se leverano de lì questa noctc, e s’il capitanio di le fantarie se ritrovava lì, forsi andava altramente, dove è stà deliberato, per obviar a li scandoli potria occorrer, mandar tutte gente di esso signor capitanio et signor Troylo, eh’è suo nepote, a la impresa de Cremona, che non è pocho disconzo a le cosse nostre la separation di queste gente, volendo andar a la impresa di Brexa. Et scriveno, se mai fu bisogno de ingrossar questo exercito, per ogni respeto hora è il tempo. Di sier Lunardo lEmo provedador in brexa-na, fo letere, qual scrive molto longo zercha il caso dii signor Troylo Ursino. Item, l’opinion sua quello saria zercha luor Brexa, utpatet in litteris. Noto. Vene letere di provedadori zenerali di campo, di 27, che fo intereepte, et una letera di uno Fregoso, qual li mandono a dir quando erano in pericolo con l’exercito, non dubitasse li salvaria si a caso havesse contra il teritorio di là di Po che non poteseno ritornar, con altri avisi, ut in litteris. Di sier Sigismondo di Cavali provedador exeeutor, date al Dezanzan, letere drizate in campo a li provedadori, qual loro le mandano a la Signoria. Zercha avisi, spagnoli vieneno per il mantoan in brexana. Di Hongaria, da Buda, fono letere di sier Piero Pasqualigo dotor eteavalier, et sier Antonio Surian dotor, oratori nostri, di 1G luio Vultime. Prima, avisa l’intrar dii prelato Surian lì honorifice etc., e à auto audienlia dal Re, qual li fe’ grata ciera. Item, come lui Pasqualigo parte per ri-patriar, et verà con il Conte Palatino, qual vien in Corvatia. Item, come il Re manda a la Signoria uno orator chiamato domino Filippo More per aver danari etc., e altre particularità scriveno di quelle parti, ut in litteris. Etiam se intese 1’ orator Pasqualigo