557 MDXIIj AGOSTO. 558 Brexa ; qual lecta et ben ¡illesa, a la prima di non voler tuor l’impresa, non disseno altro; e zercha non voler dar salvoconduto a li francesi, erano in Lignago, perchè hanno il modo di farli passar a Verona poi per la Alemagna via mandarli securi, etiam a questo non curò, ma che se li darà con comodità etc., a questo el fulminò, dicendo li capitoli voi siano dati subito. Et perchè rimaseno aver ducati 5000 al mexe con partida di bancho et pareva si contentasse, perchè el si vuol servir di la partida e perder ducati 1000, haria li danari etc., sopra questo usoe gran parole, dicendo non volemo servar li capituli di la trieva, et voi andar a Roma, e scriverà al Curzense. Vene poi il signor Renzo di Zero cnpitanio di le fantarie, vestito damaschili negro e tutto di negro, aeompagnato da sier Gabriel Moro el cavalier, sier Nicolò Pasqualigo, sier Nicolò Venier, sier Hironimo Justinian et sier Andrea Foscolo tutti di Pregadi, etiam vestiti di negro, et zonto in Colegio il Principe li disse voria che a questo tempo soa signoria fosse in campo soto Brexa e non qui, e lui disse non si vedea il modo di starvi ; et fo terminato ozi in Colegio el fusse con li savii a conferir. Di Mantoa, di sier Fiero Landò orator, di 5, da matina. Come il Curzense era li né si parlava di andar a Roma. Domino Petro d’Urea orator yspa-no era pur lì ; il viceré non veniva a Mantoa, ma dava danari a le zente, qual havea auti, e altre par-ticularità, ut in ìitteris. Da poi disnar, fo Colegio di savii ad consulen-dum, et alditeno il capitanio di le fantarie, qual non voi tornar in campo per non star soto il governa -dor per l’liodio si hanno insieme, e fo parlato di mandarlo a campo a Crema etc. Andò a caxa con febre, e fo mandato da lui sier Nicolò Trivixan savio a terra ferma a visitarlo. Di campo, di provedadori generali vene le-tere date a Varuola Gisi, a dì 4, hore 24. Come ozi è venuto de lì uno ambasador dii viceré, qual à fato intender che non se impazino di Cremona e similmente di Crema e Brexa, con molte parole; dove il collega, per sentirsi alquanto indisposto, volse ch’el provedador Capello li rispondesse, e cussi gaiarda-mente li ha risposto che Crema, Bergamo et ogni altra terra, forteza nostra sono per recuperar, poiché la Liga e capitoli lo conciede, et lo voleno, con quelle eficaze parole et raxone li fu possibile a dirlo. Qual dimandò uno di essi provedadori volesseno andar a Mantoa per li consulti che se hanno a far; li rispose non esser possibile andar sì pei1 la indisposilione dii collega, quanto eh’ è necessario che l’uno e l’altro a queste nostre expeditione se ritrovino, fazendoli intender che lì si atrova l’orator Landò nostro, el qual è suflcentissimo a risponder a tutte le oceurentie e satisfar a quanto occoresse. Scrive, ozi si ha concluso di andar a Brexa. Scrive è sta solo quello che habi persuaso il signor gubernator e magnifici con-dutieri a questo, il qual e quali con molte rasone opponevano, pur li ha persuasi ; e cussi con el nome del Spirito Santo da matina, a bona hora, si levera-no, e crede li converano far doi altri alozamenti avanti se arrivi a Brexa. Sono dimorati lì per restaurar li animali et lì conzar li carri di le artellarie, che per el longo camino e sinistro il tutto bisogna ricon-zar, ma sopratutto bisogna danari e danari e poi danari, aziò se possi contentar quel bisognoso e fìdel exercito, et maxime per le future expugnatione. Vederà etiam, si possibel sarà, di tuor la impresa di Peschiera, ma bisogna il tutto con contenteza di di questa zente, però si mandi danari. Voleva lui drizarsi verso Crema, ma la Signoria li scrive passato Po, voglino drizarsi in lirexana etc. Dii dito, a dì 4, ivi, a hore 1 e mesa di nocte. Come, da poi scrita, è seguito uno caso tanto despia-zevole quanto dir si possi, el qual é causa di ritardar el levar dii campo, come scrisse, e Dio sa quando si potrano levar. Perchè l’è sta morto el signor Troylo Ursino da la compagnia dii signor gubernator, pocho avanti parlilo da lui provedador con ordine di venir da matina, a bona hora, a levarlo con la compagnia ; e partido, per una balestrada fu arsaltado et ferido di varie feride per modo che subito morite. Inteso il caso da le zente sue et dal signor Paulo di Santa Croxe, che governa la compagnia dii capitanio di lo fantarie venuto a Venecia, illi co si messero in arme per venir a far vendeta ; il che inteso il signor gu- 284* bernator, dato fu la tromba e messo tutte le zente d’arme sue in arme con le fantarie. Lui provedador era in quello sentato per zenar, dove immediate montoe a cavallo ; et visto queste zente in arme, e considerato quello potea seguir, volse andar a parlar al ditto domino Paulo e a li capi dii qu. signor Troylo, li quali erano molto mal disposti per la morte dii dito, e usatoli parole acomodate li feze aquietar tutti. Scrive non bisogna levarsi s’il non se quieta perfectamente questo caxo, che in vero dal caxo de’ sguizari non potea seguir el pezor etc. Ite/m, scrivono aver dato il governo di dita compagnia, fo dii signor Troylo, al prefato domino Paulo da Santa Croxe etc. Di campo, vene letere di provedadori sene- j,85