265 UDXII, MAGGIO. admetere. E1 re di Pranza ha facto scrivere al parla- j mento al Papa per la paze ; el Papa non la vole bora. E1 ducila di Ferara e bolognesi voriano acordo hora ; ma el Papa è duro. El marchexe di Mantoa fi scrito zercha questo, e bolognesi hanno scrito a tutti li cardinali li siano favorevoli a la paze col Papa. El cardinale Sinigaia non ha voluto tuorla letera. Si ha che a li 20 di questo è partilo il viceré di Napoli con G00 lanze. El Papa ha concessa licentia a l’Impera-dor che metta decime al clero per far zente. Si dice l’Imperatore si accorderà, e voi esser in la liga nostra. Si aspela che sguizari fazino el dovere. El Cardinal de Medici da Milan è stato menato in Novara per invidia de quelli dii conciliabolo, i qual cardinali privati sono andati in Avignone vodando non haver reputatione di qua. Si dice il re di Franza dimanda al ducha di Ferrara lutti li pregioni che lui ha, e lui non li voi dare. Item, post scripta, beri in concistorio fu facto uno monitorio al re di Franza, che debba relaxare el Cardinal de Medici e manchare di dare favore a li rebelli de la Sedia Apostolicha, alias sarà citato e scomunichato et privalo. E si dice il Papa ha volontà di privarlo e dare il regno al re de Ingaltera. El cardinale è conduto in Navara solo con 6 servitori pregioni. Se dice che li cardinali di là sono vestiti tutti di negro, perché vacha hora la Sedia, e che vanno in Avignon. Pandolpho Petruzi da Siena è morto. Si dice a questa Pascha rosala se farà cardinali numero 12. Si dice clic qui é Hermes Ben-livoy per componerse con el Papa, ma el Papa non vole acordo. Lo ambasatore di Franza, quale era in Fiorenza per vegnir qui, el Papa non el volle ad-metter. Data a di 25 mazo 1512. 146 Stimano di una letera di sier Daniel Trivixan qu. sier Andrea, data in el monastero di Santo Agustin apresso Verona, a dì 30 mazo 1512, ricevuta a di 31. Come si levono li oratori nostri domino Leonardo Mozenigo et domino Nicolao Bernardo, et insieme con P oralor pontificio et yspano veneno a di-snar a Soave, dove ebbeno aviso dii reverendissimo Cardinal, eh’ è in Verona, che dovesseno andar di longo verso Verona ; e cussi, subito disnato, con gran caldo veneno a la volta di Verona. E vene uno trom-beta, e a boeha li feze salvoconduto per nome dii signor Zuanne di Gonzaga, eli’ è in Verona lochote-nente e consieri cesarei, e zonti lì a Santo Aguslin, eli’ è uno monasterio di dono monache, lontan di la porta di Verona uno Irato di archo, dove alozono meglio poteno; e zonti lì vene uno dii reverendissimo Cardinal a farli intender come sua signoria ha-via fato tutto el poder suo per aver uno salvoconduto che se intpasse dentro di la terra, e mai lo vol-seno far. Li oratori pontifìcio e yspano andono dentro, e tandem con dificultà ne feze aver vìtuarie al bisogno. Non volse mai alcun di nostri intrasse; pur con faticha uno di la fameglia in Irò. Fu tanto ben visto quanto dir si possa ; tutta la terra, maxime el populo, indicava dovessemo intrar dentro, e dimostrava un grandissimo contento, e a do poveri ho-meni che cridono : Marco, Marco ! li deno 5 trati di corda per uno. Per nostri è sia usalo gran modestia per tutto, e molti li incontrava fazeva gran festa, digando : « Sia ringralià Dio che vi habiamo visto, o signori nostri, siali sempre i ben vegnudi » ; e cussi tuto eri steteno fin questa matina a bona hora. Inteso li atorno, vene lì nel monasterio tante persone de le ville con viluarie di ogni sorte, che pareva lì in corte una fiera, e con tanta dolzeza di parole che aria fato contaminar ciaschaduno. Poi questa matina, sumnio mane, el vene fuora el reverendissimo Cardinal con li oratori tutti doi, e il vescovo di Lodi, fo fio! dii signor Zuan Galeazo Sforza, eh’ è con il Cardinal, dove reduti in chiexia steteno loro insieme forsi hore do; e tornali in la terra poi disnar, el vene P orator’yspano qui e stele bon spatio, e ancora non hanno fato conclusion alcuna. Li sguizari, che sono in numero 20 milia, partono tutti questa matina di Verona e vanno alozar a Villa Francha. Quelli li hanno visti, dicono esser tutti zoveni e ben armati, e quasi doi terzi de loro aver armo da dosso, zoè lo suo petto. È alozati in Verona con lanlo ordine, diesi fosseno stali frati non se ariano portato ^6’ meglio. Tutto quello hanno auto, hanno pagato correntemente. Scrive, imi si leveremo domati a bona hora per Soave, e poi di longo ili campo. El Cardinal à scrito se li faza vegnir cavalli 40 de li nostri per suo onor ad acompagnarlo fin.........., e cussi é slà scrito al provedador zeueral li mandi ; et cussi si anderà di là di P Adexe; forsi che ancor nui faremo quella volta. Di francesi altro non si sente. Questa matina vene fin al restello a compa-gnar il Cardinal Antonio da Tiene, Achiles Boromeo, Hironimo Nogaruole, i qual son cynseieri secreti. Scrive aver dimandato a uno di la terra, dize la fano molto lezieramente, e hanno più pessimo voler che avesseno mai; spero presto i creperano. Dizeno hanno lelere fate a Trevere, che Maximian 11 feva zente; aràno lutto ol suo se ’1 dovesse perder la co-