247 MDXII, MAGGIO. solo, di 13 marzo. Zercha quelle occorentie, e il Soldan aspela la venula dii nostro oralor. Item, tien sarà poche specie, perchè quelli di india non voi darle. Et lete le letere, hessendo prima intrato Consejo di X con il Golegio e la zonla dentro, et intrato in qualche materia longa, fo licentiato il Pregadi, et restò dito Consejo di X. Et fu fato scurtinio di uno in luogo di sier Francesco Capello el cavalier, va oralor in Ingallera, di 4 obstasi dia andar in Aleniagna, e niuno fo tolto. E poi, fato per bottini, perchè hanno pena, fono tolti 5: Sier Alvise Hon el dolor, lodi Pregadi, qu. sier Michiel, che rimase ; sier Alvise Marzelo, fo di Pregadi, qu. sier Jaconio; sier Alvise Malipiero, fo di la zonla, qu. sier Stefano procuratori sier Sebaslian liadocr, è di Pregadi, qu. sier Jacomo. Non si provò sier Velor Morexini, è provedador sora le pompe, qu. sier Jacomo, per non aver titolo di Pregadi etc. Di llaxi di veronese, vidi letere di Hiro-nimo di Pompei condutier nostro, de 23. Come à di Verona che guasconi, erano li per Frauza, erano siati a le man con veronesi e laiati assa’ di loro a pezi, et che veronesi havevano fato SOOOJ'anli di loro per guarda di la cilà venendo dicti sguizari. Nolo. Al presente governadori in Verona e capitani per la Cesarea Maiestà questi: elcapilanio de Steue-ga, uno don Alonso, domino Andrea da Rczo, domino Antimacho, era secretariodil marchexedi Man-toa. V’ è etiam dentro al governo el signor Zuane di Gonzaga fratello dii marchexe di Mantoa. In questo Conseio di X fo leto una lelera di Cicilia di sier Pelegrin Venier qu. sier Domenego, di 4 ; il sumario è qui avanti. In questa matina, in quarantia civil, fo expedita certa causa fo commessa a li savii ai ordeni, tra li qual io era uno, zercha l’ixola de Zia, intervenendo sier Zuan e sier Alexandro Premarin qu. sier Andrea con Francesco Premarin fo tiol naturai dii qu. sier Matio; e fu ballotà tre opinion, et fu fato in favor di sier Francesco Premarin sopradilo. 135 Copia de una letera di Palermo, di sier Pelegrin Venier qu. sier Domenego, data a dì 4 maso 1512, drizata a la Signoria nostra. Serenissime et eccellentissime Princeps, Domine semper colendissime, post debitas commenda tiones etc. De quanto achadete degno de inlelligentia de Vostra Illustrissima Signoria, per altre mie quella fu advisata ; per la presente li fazo intender come el signor viceré zonse in Messina a dì 26 del preterito, e mandò letere a tuli questi signori, conti, baroni e leudatarii che in lermene de zorni 10, soto pena de rebelion, se fusseno presentati in Messina, et mandò un suo secretario fazendose far de ricever de le letere de la soa signoria ; adeo tutti sono iti et in procinto de andar. Et se stima soa signoria passerà in Calavria per esser sta fato capitanio zeneral de tuto el reame; non par voglia passar molti baroni per non esser tenuti. Da poi, el son venuto letere de la catholicha maiestà, per le qual se intende aver con-fermà soa signoria per tre altri anni in questo magistrato, del che ne à auto grandissimo apiazer. Tutto questo regno è restà contentissimo, per forma fin qui sempre è stato opimamente inclinato verso la nation nostra ; spero di ben in meglio procederà, e prego Idio cussi permetti. Questo regno, per i successi del caxo seguilo in Romagna el prosperar de Franza, è rimasto molto adolorato per ogni respeto ; e da poi è venuto letere de corte molto fresche etiam in tulli universalmente, per le qual se ha inteso, la ¡lividissima corona per i 20 dii passato dovea romper contra de Franza da tre parte : in Navara el gran capitanio Consalvo Ferando, da la parte del Salzes el signor conte de Ribagorza, in Fonterabia Sua Alteza, notificandoli, come è scrito. Soa maiestà fece parlamento, e par li signori grandi di Chastiglia non volevano romper, se soa corona non li prometeva de non far paxe con Franza senza la volontà e consentimento suo; e de questo à scrito e afermalo Soa Alteza averne fato sagramelo. 11 che seguito, tulti verilmente intendevano prozieder e proseguir tal iusta e santa impresa, adeo sperano de brevi se abia a sentir li effeli optimi soi ; e zà, per letere del signor viceré, scrive et ordina al capitanio d’Arona come da Malicha dovea partir (Ì000 fanti e *300 lanze a la guisa de Chastiglia sopra diversi pasazi, et che capitando in Trapano de qui li sia dato ogni loro necessario, e non 135' siano lassati descender in terra, ma de continente se debano expedir per Messina, con la qual intendeva passar verso li nemici de Santa Mare Ecclesia. Quel più succederà, Vostra Signoria serà avisata. For-menli la saxon voria aqua, e tutti la desiderano. El nostro Signor Dio mandi la gralia soa in ogni tempo. A la Illustrissima Serenità Vostra me racomando. A dì 25, la matina. Li oratori Papa et Spagna 13G fonno in Colegio con li cai di X molto longaioeiite