453 MDXII, LUGLIO. 454 Vene Porator dii Papa c l’orator yspano in Co-legio. Di Roma, gionse letere di V orator nostro e sier Zuan Jìadoer dotor, cavalicr, va orator in Spagna, di 29 et 30. Prima, corno la sera di San Zuanne, hcsscndo il Papa stato il zorno a San Piero in Vincida, volse tornar la sera in palazo, per veder li fochi si leva, con li reverendissimi cardinali, oratori et cortcsani, et per (ulta Roma fu fato fuogi per le strade. Su le finestre erano da torsi 3000, clic pareva tutta Roma ardesse da iubilo. Questa festa fu fata et si fa per la recuperation di Zenoa e la liberation di la sua patria, e voi cussi si fazi in questa terra. Item, voi la Signoria sia contenta mandar le sue 3 galie, è in Puia, a Zenoa ; le so do dii Papa zà è andate, et anderà 8 dii re Calholico ; et prega la Signoria lo voy satisfar di questo, si per custodia di Zenoa, come per aver il castello e la Lanterna che resta in poter di francesi. E à fato doxe di Zenoa missier Jannes di Campo Fregoso, e Soa Santità in concistorio à dito gran ben di la Signoria, qual difende et sempre à difeso la Chiexia, et mediante li suoi condutieri à recupera Zenoa ; sichè il Papa è tutto nostro, licei habi auto sinistra relatione che le zenti nostro non fano. Et è zonto Vigo di Campo San Piero, vien dii campo di Mantoa, qual fa mal oficio insieme al Folegino, e voria aver Peschiera e altri castelli per dillo marehexe. Il Papa voi la Signoria 224 habi tutto il stado suo integro, et non solum à scrito al Cardinal Sedunense legato ne lo dagi, ma e ti am manda uno messo a posta al dito Cardinal, che è uno suo chiamato Manfrè....., et si parte questa sera, e dize, si tutti fusse contrarii a questo, il Papa voi quello à promesso, et è raxon, e voi si metti in stato Maximiano Sforza ; e sopra questo scrive diversi coloqui. È da saper, per le altre, quando el Folegino dimandò licenza eh’ el fìol dii marehexe potesse tornar a Mantoa, el qual va per Roma et è zentil signor, il Papa disse era contento, e voleva presto l’andasse a baxar suo cuxin ducheto de Mi-lan. Item, di le zente spagnole, come è in ordine et vieneno via, et sono......, et il Papa è contento pagar sguizari, et à scrito che in uno bancho a Mi-lan sia pagato la sua parte, eh’ è ducati 8000, et il Papa dize, si la Signoria non à danari impresterà de li soi. Item, scrivono essi oratori esser stali a visitar Porator yspano domino Hironimo Vich : dice aver aviso spagnoli et englesi è inlrati tre zornate in la Franza, e fanno gran progresso; e altro particularilà scrivono, ut in litteris. E come esso sier Zuan Ba-doer solicita ad aver pazaso per passar in Spagna. • Et subito, per Colegio, fo fato sonar campano a San Marco e cussi per tutta la terra, e si farà lumiere iusta la volontà dii Papa, et da matina si farà una processione in segno di lctitia per la liberation di Zenoa di man di francesi. Et tutti si meraveiava quello volea dir questo sonar campano; e poi so intese la causa. Etiam li darano le galie richieste. Di Fiorenza, si ave aviso particular. Como sono in paura, fanno diverse provisione; hanno asoldato novitcrMnmoYo da Forlì con lanze 100, il conte Nicolò da Bagno con 50, et fanno 1000 cavalli lizieri, et voleno aver bon numero di fantarie. Da poi disnar, fo Pregadi et ordinato Consejo di X, et fo leto molte letere, zoè di Roma et di campo, e di sier Marin Zorzi. Di Bernardo Gondola, di Raglisi, fo letere, di 18 augno, e di lacomo di Zulian Raguseo, citadin di liagusi, di 18, drizatc a sier Antonio Grimani procurator. Come li oratori ragusei erano zonti, partino a dì 12 mazo. Dicono il Gran-turebo vecliio partì di Constantinopoli a dì. . . con .....gambeli et mulli et.... charele .... carge di haver, e che il Signor Selim andò acompagnarlo a piedi fuora di Constantinopoli, dove tolse combiato dal padre, e ave la so beneditione. El qual Signor ve-cliio va al Demonicho a finir la sua vita, et li jani-zari non voleano eh’ el portasse tanto haver via. Selin disse averli promesso e jurato lassar portar quello el voi. Si tien P habi mandato a Achilia! bassa, P altro fiol di’è in P Anatolia, la metà dii suo casan-dar, c de l’altra mità fato do parte: una parte con lui, P altra lassa al fiol Selin, el qual tien dominerà poco, perchè Achmat è potente, à amicitia con el 224' Sophì. Ma uno so fiol è facto di Sophì, et Curcut bassà, fratello di questo Signor uterino, è andato a trovar dicto Achmat, et che Achmat à mandalo a dir a Selim ch’el togli qual di do partili li piace, o aspetarlo che lui el verà a trovar, over lui passar su P Anatolia et esser a le man insieme, perchè lui voi il dominio che li aspeta ; sichè sarà gran guerre fra loro. E questo Selim è crudel, et ianizari non lo ama tropo. Item, altre parlicularilà, ut in litteris, qual averò et ponerò qui. El in le lelere di Roma, lete ozi in Pregadi, è questa particularità, come il Papa à auto una letera scriveva il ducila di Ferara al re di Franza, dicendo : « Scrive’, conseieme quello ho a far. 11 Papa vuol tornii Ferara, et mi acorderò come potrò aspelando il tempo )> ; et che il Roy li ha risposto : « Per questo anno non posso aiutarli per aver il mondo contra ; acordate come tu puoi, perchè questo anno non