281 JlDXll, GIUGNO. ¿82 robe de’ contadini, e altro. Scrive, questa sera pas-serano a guazo Menzo tutte l’artellarie nostre per non poterle passar suso el ponte, e da malina, Domino concedente, seguiteremo li predicti inimici. Sopra le artellarie hanno electo el signor Vitello Vitelli, con hordine, dui contestabili, Thomaxo Fabron e Zuan da Riete, siano questi che habino a solicitar et acompagnarle. Scrive, il suo medico si trovò al principio quando li cavalli nostri lizieri pasorno l’aqua e scaramuzorono con li inimici, et ha visto le zente d’arme l'ranzese, le qual in ordenanza veneno a levar le fantarie, era in la rochetta, che erano 155 da zercha fanti 200. In questa bora è zonto Antonio Rosso fradello dii secretario, stalo prexon di francesi e riscosso, vien di Milan, referisse domino Andrea Griti esser in castello, e olirà che fortissimo, che li portavano dentro legnami e munitione e molle altre cosse, come per le publice se intenderà. Scrive questo reverendissimo cardinal è uno capi-tanio solicilissimo, tanto che più non si poria dir. Item, per uno suo nontio venuto, ha i nimici sono andati a Castegncdolo, di’ è mia cinque lontan di Brexa. Letcra dii medico domino Zuane....... do- tor, data apresso Valezo in campo, a dì 2, hore 22. Come in questa matina siamo conzonti con li sguizari, sono da 25 milia, erano in ordinanza in tre bataglioni; è uno bellissimo exercito, maxime con il nostro ; el qual era in uno altro bataglione di fantarie e doi squadroni di zente d’ arme. Hanno assa’ artellarie; è cossa mirabile a veder tanta zente, mo-nitioni, cariazi e vituarie! E zonti a presso Valezo, li inimici abandonó la terra, forteza e rocheta del ponte e rompeleno el dito ponte. Li cavalli nostri lizieri, capo Piero da Longena, pasorono Menzo a guazo e comenzorono a scaramuzar con li inimici, e lui vide il tutto, perchè era sopra una collina, e vide li inimici che se ne fuzivano; sono andati alozar mia 5 lontan di Brexa. Da matina, Domino concedente, seguiteremo li predicti inimici, che ozi non si ha potuto, per aver roto il ponte maistro, eli’ è sta forzo passar le artellarie a guazo. Li sguizari illico zonti pasorono árente il ponte picólo da zercha 8000, et per do mia seguitorono li inimici ; e si ’1 ponte non era guasto e le zente d’arme havesse possuto passar, haveriano sequilato quelli e fatoli render conio de li loro mali portamenti lati in Italia. Crede non expeterano le zenli nostre, perchè questi sguizari sono tanto volonterosi di trovar francesi che nihil supra. Le cosse di la Signoria nostra vano benissi-simo. Poi questi cani hanno comenzato a fuzer e lemeno il nostro exercito ; che se se alachano, sarano maltralali. Noto. Come in le letere di la Signoria, dito prò-vedador Capello scrive dii zonzer lì sier Zuan Viluri, vien provedador di Friul, et lo ha operato, et li ha dato certi stradioti solo di lui. Item, sguizari sono 16 milia et 2000 altri venturieri pur sguizari e non più. Item, manda letere intercepte per quelli di Salò, vien di Franza, e andava in campo a monsignor di la Peliza, e altro scrive, che non stimano le cosse de Ingaltera, e non si dubita, e che el Roy remerita mal. E di quelli capi è morti, nominando monsignor, eh’ era preosto, il Re a fato pocho stima, et non lo 155* remerita ; sichè è mal servirlo per esser ingrato, e però vadi riguardoso, e altre particularità, ut in litteris. Di Mantoa, fo letere di V Agustini. Come 300 lanze francese, videlicet 200 fiorentine et 100 dii gran scudier andava in parmesana ; et altre zanze non da conto. Di Franza, si vete letere di uno. Scrive, nel suo campo l’Imperador à mandalo a dimandar al re di Franza 300 lanze per andar contra el ducila di Geler, di’ è recomandato suo; e questo ha fato per aver causa di romperli guerra ; e altre particularità; et che la trieva fata con veniliani per questo l’Im-perador non è che non sia fiolo dii Roy. Item, dii Curzense, che vien a Trento, par sia zonlo a Spiera, zornate 3 de Trento, et vien di lon-go. L’Imperador è verso la Fiandra. Di Udene, di sier Andrea Trivixan el cava-lier, luogotenente e provedador zencral di la Patria. Come ha inteso certo la morie di Antonio Savorgnan rebello, qual è stala in questo modo. Che a Vilacho, a dì 27 di mazo, di zuoba, a hore 9, hes-sendo el dito Antonio ussito di chiexia, dove havia aldilo messa, era con fameglii, fo asallalo da uno Zuan Odorigo da Spilimbergo, qual era stà bandito di le terre e luogi di la Signoria e fo causa Antonio Savorgnan. Questo lo perseguitava di amazarlo, e per aver la taia dii Consejo di X, eh’ è ducati 3000, a chi l’amazava; e cussi li dele su la testa sì gran bota che il cervello li cazete zoso, e li laiò la man, adeo morite. Che li fo dà altre ferite, et fo amazà uno so fameio, e ferito uno altro da quelli erano con dito Odorigo pur di la Patria, numero 5 banditi, ut supra. E morto che l’ebeno, subito tolseno cavalli e andono a la volta di Ilongaria, e passò il fiume di la .........e rupe il ponte. Li vene driedo alcuni per prenderli e trovono il ponte, sichè scampò liberamente. E questa è stà la fin di dillo proveditor