553 MDXII, AGOSTO. 554 so per el consolo et ambasador francese, respose el gran maistro non esser per far cossa alcuna di quello liaveva dicto el prefato ambasador francese, dicendo non esser vero ambasador ma falso et uno maraño, dimostrando portarli grande odio. Referisse etiam cl dito sopracomito, che partì di Candia con le tre galie armale in dicto locho a dì 10 di zugno, per venir a la volta de Cerigo ad incontrarse in quelle fuste, se diceva esser a la volta de Cao Malio, da le qual nostri havevano habuto danno ; quale, sicome so diceva in Candia et Cerigo, dicte fuste erano divise in più luogi, el numero di le qual se diceva esser 15. Le prefale tre galie de Candia, esequendo li mandati dii clarissimo rezimento de Candia, ando-rono a la volta de Napoli. Poi dicto magnifico sora-comito trovándose a dì 26 zugno apresso l’insula de Cerni, hebeno vista de una fusta de la Natòlia armata de valenti homeni et in tutto deliberali, contra a la qual cussi come dieta vigorosamente andorono, perchè vete esser per investir, cussi etiam quelli di la fusta per prova vene con impeto de grande numero do freze : tandem da poi combatudo insieme cinque boro, quelli de la galia tagliò a pezi la mila de quelli e frachassò el resto. El restante de la qual fusta, cusí mal conditionati, si tirarono a la volta di la terra, che erano apresso uno miglio, e scamporno. La fusta fu per dieta galia Tiepola qui a Corfù conduta; dal qual altro degno de relation non se intende. 282 A dì 5, fo la Madona e San Domenego. E li officii in palazo non sento, ma ben le quarantie. In questa mafina, hessendo la chiexia aperta, alcuni presoni per la vita, numero 28, erano in li cameroti, conzandosi una prexon chiamata ...., e portandosi uno trave dentro, loro lo intresò a la porta e con furia roto lo seraure fuziteno fuora, parte al ponte di la Paia via, parte in chiexia nudi ; et Io li vidi con gran paura di tutti, et si liberono. Era de quelli sen-tenliali a taiarli la testa, altri la man e uno ochio. Vene in Colegio il signor Alberto da Carpi e il conte di Chariati orator yspano, el qual signor Alberto fe’ un longo discorso e in conclusion protestò a la Signoria, da parte di 1’ Imperador e dii serenissimo Re Calholico, qual l’orator suo confirmò, che la Signoria non andasse a tuor Brexa ni alcun altro locho, ma si andasse col campo unito con spagnoli a tuor il castello de Milan, et successive i altri castelli e terre tieneno francesi, aliter che la Liga e trieva era rota, con parole molto cative etc. E disse che poi aquístalo queste terre non si anderia poi a recuperar il caslelo de Milan por la Cesarea Maiestà, con altre parole. Era etiam l’orator yspano: parloe sopra questo, e il Principe li usò gaiarde parole, che vole* vamo recuperar il nostro come voi li capitoli di la Liga, et queste non era le promesse ne à fato esso orator yspano, dicendo : « Signor Alberto, qual volò vii’avanti, che li casteli che tien francesi sia in le nostre man o di Franza, come i sono ? » con altre parole assa’ hinc inde diete ; tamen il Principe disse si saria col Senato e se li risponderia consulte. Da campo, di provedadori, di 3, hore 12, da Varuola. Come sono lì et aspetano danari ; e dii partir dii capilanio di le fantarie per questa terra, qual vien per stafeta, e lo laudano assai, el qual non voi star soto el governador ; e altre partieularità. Item, dii zonzer li uno orator di lo episcopo di Lodi Sforzesco, ch’è in Milan, nominato domino Ilironimo Morone, qual expose a loro provedadori scusar quel- lo à fato sguizari, e voleno ben convicinar con i lochi di la Signoria nostra etc., et ch’el va a Roma orator 10 episcopo di Bari da Castion milanese. In questa matina, fono alditi li oratori vicentini, qual sono 4 citadini stanno qui za molti mexi, vide-licet domino Nicolao Chieregato dotor e cavalier, domino Bortolo Paiello cavalier, domino Leonardo da Porto dotor e domino Batista di Valmaran, et di-mandono alcune cosse per la sua comunità. Da poi disnar, fo Pregadi et leto le letere. Poi il 282 ' Principe fe’ la relatione di quanto havia protestalo questa matina el signor Alberto da Carpi e l’oralor yspano etc. Fu posto, per li savii, una risposta da esser fata da matina a li sopraditi oratori in bona forma, che volemo recuperar le terre nostre come voi li capi-tuli di la Liga, et che non sapemo ancora che la Cesarea Maiestà sia intrata in la Liga, et quando l’intrasse, convegneria slar conlento a li dili capituli, qual si remele al Papa; con molle altre parole di questa substantia ; et che di andar poi a recuperar 11 castello di Milan, ancora che non siamo ubligati, dirli semo contenti far dii nostro exercito quello vorà la Beatitudine Pontificia etc., ut in responsione, qual sarà notada qui avanti auta che l’averò. Et have tutto il Conseio. Fu posto, per li savii, una letera a Roma a l’ora-tor nostro in risposta di sue, et avisarli il protesto fatone con la risposta dii Senato, et ringratiemo la Beatitudine Pontificia de l’oficio paterno fa contra la republica nostra, e altre parole. Fu presa. Fu posto, per li savii, che de ceetero li soldati soto pena, ut in parte, non possi tenir nè condur con sì alcun caro over carota, ma haver li cavali da