431 MDXII, GIUGNO. 422 Et hoc idem mandelur Paduoe quotannis cum omni diligentia die prsedicto solemniter ab illis rectori-bus deservarì. A dì 26 sugno. Vene in Colegio sier Nicolò Michiel dotor et cavalier procurator, et introduxe sier Mafio suo fio], venuto prexon di feraresi, zoè dii Ducha ; el qual è mal andato per la cativa compagnia l’à auto. Etiam era sier Stephano Michiel, fo castelan a Ruigo, sier Francesco Bon, fo camerlengo a Ruigo, qu. sier Scipion, et non era sier Alvise Lombardo, fo castelan a Lendenara, qu. sier Fiero, tutti erano rectori di lochi sopra il Polesene stati in tutta questa guerra presoni, i quali tochò la man al Principe e non poteno referir la mala compagnia fatoli. Ma Io da loro la intisi, e il grande odio l’ha a questa Signoria il Ducha, el qual, do hore avanti el si partisse per andar a Roma dal Papa, li fece cavar di prexon, zoè di castello, licet sier Mafio Michiel andava per la terra, li altri erano serali. Et fo a dì.... di l’instante, et loro veneno per Po. Vene poi domino Petro d’ Urea orator yspano stato a l’Imperador insieme con domino Zuan Balista Spinello orator dii viceré et yspano residente qui, accompagnati d’alcuni zentilhomeni nostri. Questo don Piero referi come 1’ è stato bon amico di questa Signoria apresso l’Imperador mediante il suo Re, qual è amico nostro et desidera ogni bon acordo e pace con dito Imperador, et come l’è venuto col Curzense, qual è a Trento, et lui va contra el viceré per parlarli et farlo venir avanti ; et altre particularità disse. 11 Principe li usò bone parole, e partì poi per Ravena over Pexaro per andar dal dito viceré eh’ è in camino. Di campo apresso Pavia, fo leiere, di 23, hore una dì note, diiprovedador Capello. Come hanno i nimici francesi sono andati in Aste, et se intende quelli passar monti, e zà è aviato 1’ anti-guarda. Scrive li danari non zonli è sta causa di perder ogni occasione, et che non si aliegra di ste viterie si francesi vanno salvi via. Conclude, sguiza-ri stanno li a perder tempo aspetando li danari, li quali non sono zonti. Ttem, li inimici, sono in Brexa, intende sono per levarse e andar a Mantoa per farsi presoni dii marchese più tosto che de li nostri. Item, scrivendo, è nove, di Zenoa, quella cita esser resa a la Liga, e li francesi erano reduti in la forteza etc., e manda la letera. Di domino Jannes di Campo Fregoso con-duticr nostro, data in Zenoa a dì 22, dri- eata al provedador zeneral Capelo in campo. Come era intrato in Zenoa con 4000 partesani et fanti, et à auto quella terra a nome di la Liga, et però avisa acciò si aliegri con il reverendissimo Cardinal eie. Nolo. In le letere di campo è, il Cardinal aspe-tava aver ducati 30 milia da Milan per conto di la taia, e darà a’ sguizari prestandoli a la Liga etc. Fo in Colegio con li cai di X certo frale venuto 201 ‘ di Brexa, mena praticha con la Signoria nostra di darsi quel castelan etc. Di Poma, dì V orator nostro, di 21 et 22. Come il Papa era tornato di Hostia e havia inteso li successi de’ sguizari contra francesi, et che le nostre zente mal si operavano, et francesi erano fortificati in Pavia, unde subito scrisse al ducha di Urbin, è a Bologna, che con le zente 1’ ha el vengi di longo a passar Po e conzonzersi con li nostri et sguizari. Item al viceré di Spagna vengi di longo. Item, per letere di 22, scrive aver auto da Mantoa, nostri fanti fonno li primi col capitanio di le fantarie passò di là di Tcxin, et dii partir francesi di Pavia, e avc-r lassà l’artellarie etc. ; per la qual nova il Papa fu molto aliegro. Item, che Pavia havia auto taia ducali 50 milia. Scrive come in concistorio erano slà lete letere dii re de Ingalterra al Cardinal Anglico, et manda la copia, et di una l’Imperador li scrive persuadendolo a far pace universal e andar contra infideli, et esso Re li risponde saviamente, e non poi far pace, nè voi senza volontà di la Liga, et manda etiam di questa la copia. Le qual letere sarano qui avanti scripte. Item, altre particularità, et letere drizate a li capi dii Conseio di X, di coloquiì abuti col Papa, e altre pratiche, ut in eis. Di Bologna, di sier Mar in Zorzi el dotor, orator nostro, di 21. Come è lì col Cardinal di Mantoa ; si aspeta il reverendissimo Medici, qual zonto resterà legato in Bologna, come era, et questo di Mantoa anderà a la sua legatione di la Marcila. Item, aver richiesto il ducha di Urbin a cavalchar contra francesi, iuxla le letere di la Signoria nostra scritoli ; risponde faria, aspcta danari dii Papa e hor-dine et voi far etc. Item, altre cosse, ut in litteris. El concluso, fin do zorni volersi levar con l’exer-cito et anderà esso ducha di Urbin verso Piascnza e Parma per venir sora Po e coadiuvare l’impresa contra francesi. Da poi disnar, fo Conseio di X con la zonta pei cosse di stato, ut dicitur, di Brexa, et fono se-cretissime. Fo diio di aver risposto a la praticha dii castelan, et si spera aver il caslello.