MDXII, GIUGNO. 320 li nostri, che i nimici voleano far lesta et difender quel locho, se possibel li era, la qual rossa lui pro-vedador non la crede siano per far, e non la potrà lenir, perchè subilo zonti in questo locho di la Grola habinmo piantato l’artellurie, le qual spazano uno gran paese per esser nostri tulli a l’erta in locho eminente. Et li inimici haveano fato principiar uno riparo pensandose di defenderse; tamen l’artella-rie nostre ha comenzato a Irar, et li inimici abando-norno el riparo che haveano principialo, llìico li sguizari bulorno cerio ponte e comenzornoa passar per trovar i nimici e dipredar alguni animali, che erano di là di Ada. Scrive aspeclar il ponte di Cremona, el qual è in via e credea che zà el l'usse facto, come scrisse ; ma li executori non hanno exequido segondo l’ordine dato, perché dubitavano de non poter passar con le burchiele, però che francesi erano sopra le ripe da la banda di Lodi verso Macastorna, Iodio opposilo a la Grotta, castello di lodesana. Scrive, lui provedador procede al possibele e usa ogni diligenti», tamen si dubita questo sarà locho di paia s’el non satisfa queste zenle nostre e li sguizari. Item, nostri si parleno de zorno in zorno, e lui provedador dize penze più olirà. Item, li sguizari lo solicila ad aver li danari, però si solieili a mandarli per I’ uno e l’altro exercito, altramente ne intervenivi qualche disordine; però se li mandi, dicendo da lui non mancherà. Et per le publiche, dito provedador scrive come a Crema è stà mandalo fuori da 5000 homeni per sospelo, et è stà prese per nostri alcune letere veniva di Crema a monsignor di la Peliza, dicendo haver mandato fuora e volersi tenir quelli francesi è denlro. Item, una letera dii Roy drizala a diio monsignor, che vedi tenir 1 ' ripe, et non potendo, se rilrazi; e altre parlicularità, ut in Utteris. Itevi, il Cardinal era stato in Cremona e diio la messa a di.......al domo, e fato zurar fideltà a la Liga, et posto per governador il prothonolario Sforza. Item, à aulo, per parte dii laion di ducati — mi-lia, ducati 10 milia. Item, à aviso da Milan che li cardinali andavano verso Aste, e cussi il Cardinal Medici con li nostri, idest presoni sier Andrea Grili procurator e altri, e che zà 8 giorni in Milan non si feva altro cha mandar via la sua roba per li cita-dini. Et missier Zuan Jacomo Triulzi era partilo, nò si sa dove fusse andato. Item, par che nostri ha-bino mandato il salvocondulo a le 200 lanze fiorentine è in Bergamo, et sperano Bergamo leverà San Marco. Item, dii campo francese, che le fantarie si sminuiva, et erano rimasti pochi fanti. Solicita li da- nari per li sguizari e zente d’arme noslre. Nolo. Dii easlelan dii easlel di Cremona inlisi esser uno aviso che ’I vuol certi danari e tutto quello se ritrova in ditto castello, et si tramava di averlo. Vene 1’ oralor di Spagna in Colegio e disse la nova anta di Burzelona, di 26, dii zonzer li fanti en-glesi eie., sicome ò dito di sopra, e conzonti con 1’ exercito di Spagna. Vene il signor Alberto da Carpi, oralor cesareo, el qual à auto ducati____ milia fin qui, et disse la nova ebe eri di Bologna, come ho scrito di sopra. Item, che lien il Curzense sia zonto a Trento a questo zorno. Da poi disnar, fo Colegio di la Signoria e di sa-vii reduti in Gran Consejo per dar audientia, e aldi-teno alcuni e Marco da Caslelazo e Sachardo da Son-zin, erano condutieri nostri el cassi, et Matio dal Borgo, fo capo di balestrieri, e a’tri. Item, feno tre sopra le diferenlic de quelli di Val di Murili in locho di tre haveano refudado; e fato il scurtinio, rimase sier Bernardo Soranzo, è di Pregadi, qu. sier Marco, sier Antonio da Mula, è di Pregadi, qu. sier Polo e sier Bernardo Marzelo, è di Pregadi, qu. sier Andrea. lo fui nominato et molti altri. Di sier Marin Zorzi el dotor, orator nostro 176 apresso il ducha di Urbin, vene letere, date a Ymola a dì 10, hore 4 di note. Come quel zorno a Bologna, inteso li Bentivoy che il Ducha predito con le zenle pontificie era venuto a Ymola, se erano partili et venuti a Ferara. Item, che bolognesi haveano mandati do oratori per nome di la comunità al Ducha a chieder venia et volersi dar a la Chiexia; el uno di qual erà stà mandato a Roma al Papa insieme con domino Bortolo......., lo nome dii qual orator è domino......de Budrio ; et l’altro orator, chiamato domino........ era ritornalo a Bologna, la qual levava le insegne pontificie. E il Ducha doveva il dì sequente far la intrada a nome dii Pontefice. Scrive altre particularilà, et de li fanti spagnoli. Dii provedador Capello fo letere, di 10, hore 24, apresso Macastorna. Che havendo mandato verso Bergamo quel Bergamo da Bergamo contestatale nostro, fo rilievo di Latanzio, per veder di haver la lerra con aiuto di le vallade, qual erano in arme, par che le 200 lanze fiorentine, er no partite fuora avanti, habino auto il salvocondulo nostro e andate inver Brexa, e nostri intrati hanno auto la tera a nome di la Signoria nostra e la rocha; inanellava la Capella, in la qual erano da fanti 1200, et speravano averla presto. Et scrive la comunità li