579 MDX1I, AGOSTO. 580 glieri fo ben visto et fatoli bona ciera, et datoli le scorte per la malina sequente, che si partì et zonse lì a Olino la sera, fo il zorno di la Madalena, con gran travaio e pericolo per haver convenuto passar per el territorio de duo castelani, i quali lo voleano svalizar ; pur, gratta Bei, si salvò per la via de un boscho et passando una aqua, la qual va poi nel Danubio. La careta eon le sue robe patite assai sinistro, per modo che l’à auto non picol danno. E subilo in-trato in la terra e smontato, questo Conseglio Io mandò a visitar et presentarli alcuni poti di vin, se-gondo el loro consueto; et fo messo ordene per ozi, a bore sci di giorno, che loro lo aldiriano e mande-riano per lui ; e cussi hanno fato. Redulo ne la sua sala, dove era di le persone cento, li primarii di le terra se levorono con la bereta in man, et el borgo maistro li vene incontra et felo sentar in mezo, e li disse cli’el fosse cl ben venuto con la gratia de Dio, e che loro lo vedeano volentiera, e con tanta alegre-sa che pi Re non potria ; et lui facendole quelle acomodale et amorevol parole, et apresentatoli le letere credentiale, li dinotò la sua andata in orator eie., cimi explicarli la bona et afectuosa mente di questo excellentissimo Senato verso la Cesarea Maiestà et le terre franche, et precipue di questa sua per le operation loro, unde che quello amava et traclava bene i soi marchadanti lo facea volentieri per la carità li havea et per conresponderli, et che in futu-rum se faria di ben in meglio. Li rispose il borgo-maistro, persona praticha et savia, ringratiando Idio e quel excellentissimo Senato de la mission sua, et che i speravano che omnino la pace se faria, che cussi la desiderava. Et de la participation et arnore-vel deportamenti a li sui marchadanti etiam ne rendeva infinite grafie, pregando quel excellentissimo Senato a perseverar verso i loro citadini, perchè loro etiam fariano quello è per suo beneficio, quello sempre haveano fato et desiderato. Li rispose copiosamente sicome si conveniva, e introno nel seguir del viazo. Concluseno che, stante le guerre che sono fra li castelani et principi castelani con i episcopi et archi episcopi di questa Germania, fosse necessario mandar, avanti l’andasse a Spira, a tuor uno salvocon-duto da lo episcopo de Spira et dal ducha di Retim-berch et dal signor conte Lodovico Palatili dii Ren, principe elector, per el territorio del qual havea a passar, dove era soldati et mala zente ; et ch’el mandasse etiam da la Maiestà Cesarea aziò la provedese et li mandasse el salvoconduto, chè altramente verso Vermos non potria passar. Scrive à gran dificultà in questa legation con excessiva spexa si in guide, scorte, I Diarii di M. Sanuto. — Tom. XIV. come per la carestia causata per la guerra, et il convenir esser tardo che non fa a proposito ma contra la voluntà dii mondo ; et per el pericolo e la staxon non si po’ andar : bisogna creder et con desterità suportar et governarsi. Da malina expedirá i corieri a la Cesarea Maiestà et li altri, e aspeterà de lì risposta ; e in questo mezo azonzerà il suo secretario c alcuni altri rimasti in via amalati. Non scrive il pe-riculo dii morbo, per averlo per altre scrito. Da novo, di Germania bassa altro de lì non se intende, salvo la Cesarea Maiestà a la dieta a Cologna aspetarsi.. Le strade sono rote fino in Fiandra, sì per queste discordie di principi, come per el ducha di Gcller ; ma verso Isprueh pur se puoi andar, et ne va assai merchanti. Copia de capitolo di letere scrive sicr Lorenzo 297 Fasqualigo da Londra, de 14 lino 1512, drimta a sier Alvise e sier Francesco Fasqualigo so fradeli, ricevuta a dì. . agosto. Assi a la corte letere di Fonte Rabia dal marche-xe capitanio di la maiestà di sto Re, de dì primo di questo, che dize al suo zonzer trovò lì el ducha di Nazara capitanio zeneral di spagnoli con cavali 1000 in biancho, e che ogni zorno zonzeva zente assai ; e del dito capitanio di spagnoli li havia dito che loro saria da 30 milia persone da pe’ e da cavalo. Loro englesi sono 20 milia ; e che per aver inteso ch’el re di Navara, ch’è a quelli confini, titubava de non lenir la fede li havia dado a Spagna de esser neutral tra loro e Pranza, li havea spazato uno a posta a intender se ’1 voleva tenir la fede promessa, e atcndeva risposta ; et che se ’1 la vorà lenir, zonto che sarà le zente spagnole, anderano a Baiona, e s’el non vorà tenir la fede, anderano lutti insieme contra diio re di Navara, che in pochi dì lo spazerano, e poi seguirà contra Franza. Item, che tornando 1’armada de Ingaltera, messe in terra in Bertagna in do lochi e brusò molli castelli e ville di quelli lochi, e prese molte nave e navilii trovono per quelli porli, e me-nole via, sachizando el tutto. E poi intrando ne li chanali si scontrò in urche 26 che havea suso artellaria assai, e andava a la baia in Bertagna per sali ; li preseno e tutli insieme andò a Ledunes, dove la maiestà de sio Re messe zenle assai su dita armata, e armò ditte urche e nave prexe in Bertagna ; e una note se levono, che fo nave 60 et urche 26, e le nave prese ne li porti di Bertagna, che era da 40, et non si sa dove siano andate ; ma si indica habino qualche intelligenlia con qualche locho 34