m Mnxn, MAGGIO. 244 chiama suo padre, et con cl nobel homo Leonardo Lorcdano et con el Dominio venetiano, promelendo in verbo regis de observare tal fede et liga el exponere el tutto per recuperare Bologna occupata da tyranno e altre terre de la Chiexia, e per difendere cadauno de li colligati, con questa conditione, che niuno possa fare nè paze, nè tregua, nè altre con-venlioni senza comune concordia de li confederati, et non obligándose lui a dover condure exercito in Italia per esser troppo distante cl per altri impedimenti, ma esser oblígalo a dover muover guerra in ogni altro locho, dove expediente sera. Et era la tetera de 13 de novembrio. Dopo, lo ambasciatore di Spagna usò alcune parole, quale non potè intender per la moltitudine grande; e dopo andò a li pie’ dii Papa et presentò una letera dii re di Spagna, quale fo anche leda publice, de tal tenore : Che habiando inteso Sua Maiestà esser stato convocato in Pisa uno conciliabolo in danno de la Sancta Madre Ecclesia, de la qual lui era 1’ unici tiolo, et contra lo honore del sanctissimo Papa Julio, quale lui confessava esser vero Papa et jurídicamente electo, et non potendo suportare tal cossa, era terminalo'operare et expo-nere el tutto ad destruclione de tal conciliabolo, et che el Concilio, chiamato da Julio Papa habia exe-cutione ; et per esser Sua Maiestà da lonzi et per non poter esser presente a tutto, constituiva suo procuratore, ambasciatore, operatore lo diio suoambasa-dor, eh’ è qui in Roma, et dàli tanta podestà et au-ctorità quanta ha lui et la sua tiola regina di Spagna ; sichè have grandissima auctorità, et comandare a’ * subditi et poter exponere danari eie. Fo una letera grande in carta de pecora et ben composta; sichè questo ambasialore in Italia è, zircha la guerra, uno altro re di Spagna. Da po’ fosseino cazadi fuora, e lutti quelli dii Concilio in pontelìcale andorono a dare obedienlia al Papa. Dopo diete alcune oratione fo cantate le litanie, e po’ fo leda una bolla ex parte Papa et Concilii, per la quale se cassava el annullava el conciliabolo et ogni opra facta in quello se dimanda el conciliabolo de Pisa. Dopo fo prorogato el Concilio infino a li 4 de novembrio, e cussi lino quel tempo non se farà altro circha cl Concilio. Dopo fo cantato Te Deum ìaudamus. El Papa starà questa nolte a San Piero ad Vincula, e doman tornara a Sancto Pietro. Questo è séquito fin ozi, eli’ è a dì 17 de mazo. Di novo. Si aspecta che passa de qui zente di Spagna et zente d’arme et fantarie che vengono a la volta di Romagna; se dice che se anderà a dare el guasto a Bologna. Si dice, 500 lanze francese ha passalo li monti per andare a socorcre la Franza per aver roto el re d’Ingallerra. Si dice vien qui uno ambasciatore de lo Imperatore et il signor da Carpi. Etiam che ’1 vien uno dii re de Franza, qual, si dice, è arivato a Fiorenza, ch’è il primo dii parlamento di Milano. De qui si sta con bono animo clic le cosse passerano bene, e che ’I Papa non farà pace con francesi, benché el Re la voria. Si dice, Prospero Co-lona è andato a Napoli, e che ’I re di Spagna ha scrito al viceré : « Assai me pesa la morte de mio cugnato el gran maistro di Milano, ma molto più mi pesa la tua vita ». El Papa ha privato el vicario generale de’ frali de’ Servi per esser andato al Concilio di là, e privarà quanti sono stati. Luni da sera forono faele gran fesle per la liga con Ingaltera. Poi, si dice, cl vescovo Colona con alquanti altri Colo-nesi sono tornali a la devution dii Papa, et piglierà danari dal Papa a li 4 dii mexe che viene, perchè sin a quel tempo sono soldati de’ francesi. Se spera che lo Imperatore intrarà in la liga; altro non zè di novo. Exemplum. 133 Henricus Dei grafia rex Aligli®, Francia?, do-minus lliberni®, universis et singulis ad quorum notilias prasenles lilter® pervenerint salutem. Cum ad laudem omnipotentis Dei, gloriosissim®-que genilricis semper Virginis Ma rise, el beatorum apostolorum Petri et Pauli totiusque Curi® coelestis exaltationem et inerementum religionis christian®, ac prò defensione persoli® sanclissimi domini nostri Pap® Julii secundi, proque conservatane audorita-tis, dignitatis, et libertatis Sancì® Sedis Aposlolic®, ac unione Sancì® Roman® Ecclesi® occasione sci-smatis tollendi nec non prò recuperatione inelil® civitatis Bononi® aliarumque civitatum, arcium, ter-rarum et locorum ad dicium Sanetum Dominum Nostrum et Sedem Apostolicain spedanlium et perti-ncntium jam indebite detentorum, et per tyrrani-dem occupatomi», quadam intelligenti», liga et con-fcederalio inter eumdem Sanclissimum Dominum Nostrum et Serenissimum principem Ferdinandum Aragonumetutriusque Sicili® regem Catholicum pa-trem nostrum carissimum, ac nobilem virum Leo-nardum Lauredanum Ducem et Dominium Yene-lorum, tractata fnerit, conclusa et publicata fueril de data quarti diei odobris anno 1511, pontificati^ ejusdem Sanclissimi Domini Nostri anno Vili, ad quam nos referrimus, ac cujus tenore hic prò inserto habere volumus; cumqtie nobis aliisque christianis