631 MDXII, AGOSTO. rium sub terreno vacuo Santi Àntonii eis assignato per unum ex procura tores nostros, de supra sua huma-nitate et benignitate, sic favente Domino, qui sem-per solet benemeritis suis prospicere et maxime illis qui bonam et integerrimam degunt vitam. Et cum opus hoc nobis tam pium et laudabile videatur, digne-mur ipsis concedere, attenta carum honesta petitione, quod in dicto loco superius narralo, construatur an-tedictum monasterium prò commodo lam pracsen-tium monialium quam coeterarum ingredientium et ad gloriam Summi Redemptoris et ejus Matris ac dilectissimi sponsi Santi Joseph, qui semper siut pro-tectores et auxiliatores huius alma; civitatis nostra ac totius felicissimi status, pollicentes moniales ante-dictoe et successores contineater Summam Creato-rem orare prò bono et conservatione nostra, ut quaìque optata fceliciter et prospere advola secun-dent, quibus cum nostris ordinariis Consiliis, accedente consultationc procuratorum nostrorum de supra canalis fecimus, quod et fiat ut petitur. EgO JoANNES BAPTISTA. Di Salò, vidi letcre, di 26. Di certi oratori di quella comunità vieneno a la Signoria nostra, vide-licet domino Jacomo Calson et Zuan de Alberto et altri. Scrive li nostri bombardano Brexa, e si bombarda tra la porta di le Pile et el castello, et prima bombardavano uno canton dii castello; de che lì si indichava fusse intelligentia cum el dito castelan. In campo è grande abondantia de vin et carne; ma di pan non tropo. Eri il provedador mandò a dimandar tutti li marangoni di la Riviera di Salò, che fosseno mandati in campo, si dice, per far ponti per passar a le mure, et assai guastadori ; e ozi à manda a dimandar 100 sachi di pan, et che ogni dì se li manda 100 sachi di pan, et per mandarlo si fa ogni provision. Di Peschiera luni ussite fuora quelli erano dentro, et feno vista di andar a scharamuzar, et tene li nostri in baia; et per una altra banda intrò dentro cavali 14 cargi di vituarie. ltem, si dice certo il marchexe di Mantoa aver fato proclamar a Lonà et a Sermion et a Mantoa che tutti li soi soldati, sono fuora dii paexe, debia in termine di zorni 8 vegnir a caxa soto pena di rebelion ; su le qual parole molli dice molte cosse. Et dila lelera è scrita per Candian Bardolin canzelier di sier Daniel Dandolo provedador di Salò. In questi zorni fonno mandati di qui in campo soto Brexa 30 bombardieri, et se li mandò polvere e altre monition. Fu preso nel Conscio di X, elio de ccetero non possi andar alcun secretano con li oratori nostri che non sia ordinario di canzelaria, atento li oratori menavano etiam di secrelarii extraordinarii. Gionse in questa terra sier Vicenzo Zen qu. sier Piero, stato podestà in Antivari anni 3 e mexi 3. La causa è stà tanto fu perchè sier Andrea Capello di sier Domenico, eleto suo succcssor era prexon di francesi, e lui convene star tanto più. In questo tempo li trivixani, che si apresentavano a la bolla, erano ritornali a Trevixo e a le loro pos-session con licenlia auta dai cai di X, unde fo terminato farli lutti ritornar; et cussi fo scrito a Trevixo li facesse comandamento venisseno de qui. Vene uno secretano dii ducila di Urbin a la Signoria in questi giorni, nominato Cesare Miuialello, Fo in Colegio, volse alcune cosse. A dì 29 avosto, domenega. Hessendo lete in 330 Colegio le letere di sier Francesco Capello el cava-lier, orator nostro andava in Ingaltera, date a Olmo a dì 10, sicome ho scrito di sopra, tra le qual si con-teniva che era zonto lì uno corier e uno araldo di l’Imperador, eh’ è a Costanza, lige . . . lontan de lì, con uno processo in lodescho ; qual araldo venuto a la sua presentia di esso orator li protestoe et mostrali in scriptura alcune oppostone li feva l’Impe-rador scritc in todescho, per la qual cossa li comandava non andasse di longo ma in Baviera a Lanzuol over Monaco. Et le oppostone sono zercha 14, ma 4 principal: la prima, che stante la tregua la Signoria ha mandà zentilhomeni et altri per tosegar la Cesarea Maiestà. Item, aver mandà brigate in Alemagna per brusar le terre, e di questo è stà fato certo processo, et è stà apichà uno prete; ter fio, aver mandato a vastar le soe artellarie ; quarto, esso orator esser andà per le terre franche, zoè Menin, Chelt e Olmo, e aver audo audienlia publica, et questo per tirarle da la volta di Soa Maiestà e farse amiche a la Signoria. Item, che stante la treugua il Papa e la Siguoria con li sguizari avea voluto partir la ducea di Milan, qual dia esser tutta reintegrada e unita ; et che volendo andar esser orator in Ingal-tera, li desse la commission in scriptura che li ha dato la Signoria, che lui la manderia per so messo. Et fo mandato per li oratori, zoè el conte di Cha-riati dii re di Spagna et domino Daniel Dal Borgo dii Curzense dolendosi di queste cosse, e che ha-vendo dato salvoconduto al nostro orator di andar in Ingaltera, l’habi fato retenir etc. Etiam dolendosi di quanto ha fato li Frangipani in Istria, come più copiose dirò di soto ; e questo non è il muodo di ac-