633 MDXII, AGOSTO. 634 cordo, e nui li demo danari. I qual oratori si duol-seno, dicendo scriveriano in bona forma, e cussi fo spazato letcre in Alemagna al Curzense, et nui a l’o-rator Landò a Trento. Item, a Roma andò corier via questa sera, et in Ingaltera al Re dolendosi di tal cosse eie. Di Raspo, di sier Framesco Martello capi-tanio, date a Pinguento a dì 26, Jiore una de dì, dove dito capetanio, per parte presa, lmbita. Scrive esser venuto al castel di Raspo alcuni cavali de cor-vati con certi pedoni e preseno 3 homeni de Rozo et 3 da Colmo con 5 cavali, et do cavalli di essi cor-vati andono su el monte al castello e quello diman-doe per nome dii conte Christoforo Frangipanni. Li fo risposto ch’el domandaseno a la llluslrissima Signoria nostra. E inteso questo, esso capitanio subito mandoe quelli pochi soldati si à trova aver con certi pedoni, i quali visti per essi inimici, se ne an-330 * dono via e menono li dicti 6 presoni e cavali ; e questa matina, avanti zorno à auto una letera di dito conte Chrislofero in risposta di quella eri li scrisse responsiva a la sua, la qual manda a la Signoria. Si dubita ogni zorno diti corvati inferirà qualche danno de li, et dimanda esso capitanio a la Signoria quello l’ha a far etc. Di campo, di provedadori venerali, date soto Brexa, a dì 27, liore do di note. Come volevano quella nocte mudar l’artellarie di la posta di domino Baldisera Scipion, qual era amalato, et me-terle più in zò dii monte a la volta di la porta di le Pillo per bater una cortina, qlial è fra il castello e ditta porta. E per far questo efecto fariano prima piantar 0 pczi de artellaria più in zoso, e poi remover quelle dii monte, e tien farano buxe in ditta mu-ragia. Et i nimici erano ussiti a scaramuzar con nostri, di qual è stà preso alcuni guasconi, quali dicono le nostre artellarie fanno bon fructo con occi-sion de molti, tra i qual monsignor de Mongiron e il lochotenente di monsignor di Obigni, ch’è lì dentro in Brexa capo; e che pativano grandemente di vi-tuarie, maxime di pan per non poter masenar; e clic si per lutto questo mexe non àrano socorso, qual ditto monsignor di Obigni li promele vera grosso socorso, che si vorano render salvo l’aver c le persone. Scrive il provedador Moro che mandando la Signoria danari per compir di pagar li fanti 10 milia et contentar le zente d’arme, forsi non li vorano acetar a pali, ma a loro descrition. Item, de le cosse di Crema stanno aspetar la risposta di quel Crivello, et quel altro Crivello volea intrar in Crema mandato per il vescovo di Lodi, eh’ è a Milan, et fo preso dal capitanio di le fantarie di ordine di essi provedadori, lo mandano a la Signoria nostra. El dito capitanio ha richiesto 300 cavali lizieri, et cussi li hanno mandati, et ducali 2200 per far fanti. Item, aspetano li danari e polvere, per le qual hanno mandato domino Zuan Forte con scorta di 200 cavalli lizieri etc. Noto. Fo mandato ducati 2000 raynes per do co-neri in questi dì, et ducati 4000 di moneda, et 4000 erano a Vicenza, et àrano lì, di l’Abazia di Leno dii Vituri, ducati 500. Etiam dii provedador di Bergamo ducati 1000, sichè àrano danari bastanti ; ta-men loro provedadori scriveno ne bisogna di altri. Fo scrito a Buigo a sier Alvixe Bembo provedador executor, è lì con cavali lizieri 200, non si parti; et sier Polo Valaresso, ch’è provedador sora il flisco, starà al governo di Boigo fino altro provedador et capitanio vadi. Et l'eraresi non hanno fatto danno mollo, se no tolto il tormento di feraresi proprii et ben certi animali, e tornati di là de Po. Et sier Lo- 331 renzo Gradenigo podestà intrò in la Badia a dì 27, hore 22, in dito locho; e cussi sier Andrea Falier provedador a Lendenara. Di Mantoa, di VAgustini, di 17, hore 24. Come in quella bora era passato uno corier, qual andava a Trento a trovar il Curzense, vien dal viceré, come Medici erano intrati in Fiorenza ; la qual nova intesa, avisa a la Signoria tal qual l’è. Da poi disnar, fo Gran Consejo. Fo fato podestà et capitanio a Buigo sier Donado da Leze, fo provedador al sai, qu. sier Priamo, qual etiam ozi rimase di Pregadi ; et fu fato altre voxe. Fo stridà la parte presa in Pregadi et posta per sier Vetor Morexini provedador, sora le pompe et excessive spexe; la copia di la qual sarà scrita qui avanti, et doman si publicherà a Bialto. Etiam è stà stridà esser uno ladro di debitori di sora le pompe a palazo; sichè hanno fate molte condanation a quelli hanno transgresso la lege. Di Chiosa, di sier 3Iarco Zantani podestà, di ozi. Come era zonto uno chiozoto lì, vien da Pe-schara, è zorni 8 partì, dice aver visto lì el ducha di Ferara vestito a la sguizara con calze bianche e sa- ion a la.....et eh’ el disnava. Qual lui seinzeno- chiò, pregando li fosse facto restituir una soa barca li è stà presa per Bon Amigo suo capitanio; qual ducha disdegnò, e havia un pan in man minazandolo si levasse dagli ochii, biastemando etc. El qual Duca con do navilii era partito insieme con el signor Fa-bricio. È stalo 4 dì in mar, e poi ritornò lì a Pe-schara.