231 MDXII, MAG010. m confederation el liga, et cum quella se è coniuncto et unito per lo effeeto di le cose in epsa concluse et firmate. El qual felicissimo ingresso, coniunctione et unione è sta deliberato che per luti i dominii de cadauno di confederati solennemente publicar se debbi a gaudio universnl de tuli. Et viva San Marco. Publicata fuit die suprascripto in tempio divi Marci per Baptistam de Consortibus prce-conem. A dì 20 mazo, fo il zorno di la Sensa. La matina, per tempo, vene di Alemagna Zuan Gobo corier nostro, qual andò con le letere di la trieva a l’Imperador, et è stalo l'uora zorni... Portò letere, di 12 di l’instante, dove è l’Imperador, da Trevere a 1’ orator yspano, è qui, di domino Petro d’Urea orator yspano residente apresso ditto Imperator, et letere va a Roma. Si dice, l’Imperator è contento sotoscriver a la trieva e ratificharla, e manderà il vescovo curzense domino Mateo Lanch et l’orator predito yspano a Trento, qual, concluso quanto el dimanda, potrà poi venir a Roma. Dito curzense et l’Imperator va in Fiandra ; par vogli li danari lutti contadi et li presoni soi, videlicet monsignor di la Uoxa e domino Andrea Letistener, quali uno fo dato per riscato di sier Andrea Griti, 1’ altro di sier Antonio Zustignan presoni di francesi. Itera, meter certi confini el altre cosse, qual si adaterà; et che in questo mezo l’Imperador ha scrito a li confini, si convicini ben con li subditi di la Signoria nostra. Adeo di tal venuta tuta la terra fo piena, et fo, per Colegio, terminato di savii, dito Zuan Gobo vadi di longoaRomacon le letere di queste dificullà, et scrito a l’orator nostro di questa materia per Colegio. Et il Principe andoe con la Siguoria e cerimonie duca], li oratori do e il signor Fracasso, il cavalier di la Volpe e domino Baldisera di Scipioni e altri palricii di officii invidati a pranzo, nel bucintoro a Lio a sposar il mar; et poi tornati andono a disnar col Principe iusta il solito. Portò la spada sier Alvixe Emo, va capitanio a Padoa; compagno sier Marin Corner, è al sai. Da poi disnar, fo Colegio di savii ad consu-lendum. Di Vicenza, dii provedador Capello, di 19. De occurrentiis, come dirò poi. È da saper, in questi zorni Sebastian dii Malizino contestabile nostro se disfidò a combater con Hironimo da Napoli, è in Verona contestabile di l’Im-perador, fo etiam nostro, e fo terminà darli il campo; tamen poi fo aquielà le loro differentie. Noto. In le letere dii provedador Capelo, notate di sopra, è questo aviso, aver di Mantoa esser in Brexa 200 lanze francese intrate et 400 altrove; il resto andate in Franzn. Item, che in Verona si for-tifichava la citadella. È da saper, el vescovo di Lodi, de caxa Sforzescha, è andato col Cardinal sedunense sguizaro in campo e vuol intrar nel stato de Milan. Questo fo fiol del ducha Galeazo Maria, ma naturai. Item, in le letere di Roma, venute eri, di 12, come il Papa à fato una bolla e asolto tutti li francesi non li sarano contra, et 1’ ha mandata a Milan al Cardinal de Medici, eh’ è li prexon, e datoli libertà, di morti francesi che ’1 possi asolver chi li par, come in dita boia apar; e scrito brevi, sia lasato. In questi zorni il signor Alberto da Carpi, orator cesareo è qui, andoe a Padoa a li bagni di Monte Orione per alcuni zorni. A dì 21, la matina, fo letere di Padoa di 126* domino Andrea Mocenigo prothonotario e abbate di Conivi, qual è andato col Cardinal sguizaro, di eri, hore 3 di note. Come el Cardinal li à dito aver in quella hora auto letere di sguizari, come diti sguizari, numero 30 rnilia, erano zonto propinqui a Trento ; sichè farano facendo, et la Signoria prepari li danari, vituarie eie., et le nostre zenle siano in bordine eie. Da poi disnar, fo Colegio di la Signoria e di savii in materia pecuniaria, et quello dia far il campo nostro, perchè sguizari sono qui vicino, et dove si habi a pasar etc. Dii Cardinal sguizaro legato, da Padoa, fo letere. Come ozi partiva per Vicenza, et aricorda li danari per sguizari, perchè oltra li 6000 pagati per la liga, il resto vorano danari etc. Veneno in Colegio li capitanii di oficiali di San Marco e di Rialto, dicendo, fano le guardie diurne e noturne, e li poveri oficiali non hanno da viver. Da Nadal in qua non hanno auto do page, suplicando la Signoria fazi, li cai di X fazino il mandato al cas-sier dagi li loro danari al camerlengo, acciò possino viver, si non, habi fermento, legno, debitori etc. Fo concluso per la Signoria e mandato a dir a li cai, li fazi il mandalo. Di Roma, vene letere di V orator nostro, di 16. Come il Papa è più constante che mai conira francesi. Manda tre brevi: uno a l’Imperador, dicendo tien habi sotoscrito a la trieva e voghi esser con la liga contra Franza nemicho di Santa Chiesa, e mandar curzenze da lui, clic seguirà l’acordo con la Signoria nostra. Item. uno altro brieve a li can-