413 J1DXJI, GIUGNO. 414 il mclcr a sacho di Pavia ó slà quieta con sguizari, et arano laia Pavia ducati 40 milia, Cremona 40 milia, Lodi 30 milia, Milan CO milia, Piasenza et Parma ducati 20 milia; sichè sarano da ducali 190 milia. Scrive coloqul auti col Cardinal etc. Item, come atorno Brexa è redute di le persone 10 milia dii bréxan, tutti marchesclii, e hanno taià le strade e non vole-no esca niun fuora di Brexa. Di Bologna, di sìer Marin Zorzi el dotor, orator nostro, dì 19. Come li è il Cardinal di Man-toa e il ducha di Urbin, qual va in el suo campo, è li; e zercha venir avanti, non li par di muoversi etc., cum altre particularità ; il sumario è questo. Vene in Colegio el conte di Chariati orator yspa-no e fe’ un longo discorso con li cai di X zercha il viceré con le zente vicn e quelle dii Papa, e dize saria buono andar a la volta di Fiorenza e far mutar stato lì c mclcr li Medici in caxa, acciò francesi siano privi dii poter disponer di quel stalo, con altre parole ; et voleva scriver a Roma questo suo pensiero etc. Li fo risposto si consulteria col Senato, et si scriverà a Roma. In questa matina, in quarantia criminal fo asolto, per li cinque di la paxe, sier Michiel Trivixan di sier Nicolò qu. sier Thomà procuralo!', qual si presentò, per aver amazato uno fameio di sier Lunardo Justi-nian qu. sier Lorenzo; et par su la raspa el diio Risse in bando di cinque; sichè è andato per la via dii fiol di sier Stefano Contarmi, et è asolto. 199* È da saper, in questi zorni per sto bone nove Monte Novo vene a ducati 34 il cento, che prima non liavia precio; et il Monte Nuovissimo a ducati 50 il 100 et anderà agumentanclo. Da poi disnar, fo Pregadi et leto molte letere et vene, Di Chiosa, dii podestà, di ozi, horc 12. Come, per do venuti da Ferara, il Ducila partì eri a bore 19 de lì per andar a Roma; va con do brigantini fino a Sinigaia. Si dice à lassù il signor Fabricio Colona, qual va a Roma, etimi li nostri zentilho-meni presoni ; et questo è cerio, che si bave questa relation per altri. Fo prova sier Orsato di Prioli, l’altro patron a Baruto, che inanellava. Fu posto, per li savii, una letcra a l’orator nostro in corte zercha Cremona e Geradada, che ancora non è sta consigliata, et Geradada fu nostra. Item, di quanto l’orator yspano à dito in Colegio zercha Fiorenza; però s’il Papa qualcossa li dica, parli saria bono mutar stato et si remelemo a quello voi Soa Santità, et altre parole, ut in litteris. Fu presa. Fu posto, per li diti, che de catcro non si possi ni per la Signoria, Colegio over governndori far su-spension alcuna di debitori di dacii se non per parte presa in questo Consejo; con altre clausule, ut in parte. Fu presa. Fu posto, por li savii ai ordeni, certa parte di uno papa datoli una chicxia al Zante, videlicet mo-zade 25 di terra, videlicet papà Zorzi Colrona da Modon. Presa. Fu posto, per li savii, ch’el sia concesso a livello uno pezo di terre di la nostra caxa di San Marco, è a Napoli, al principe di Bisignano, che à uno palazo apresso la dita, e questo per ducati 60 a l’anno, come el voi pagar, ut in parte. Fu presa. Fu leto una gratia di domino Zuan di Strasoldo dotor, castelan di la Patria di Friul, sta qui con la fameglia, atento li meriti soi li sia dato la capitania-ria di Risimberg, qual si alita, con quello paga quelli hanno, qual sia perpetua soa etc. Non fu balotala. Et licentiato el Pregadi restò Consejo di X con la zonta, et tra le altre cosse fo fato quelli inanellava al numero per tratar l’absolution di sier Zuan Antonio Minio, cl qual voi dar a la Signoria ducati ... El fono elccti 8, videlicet sier Domenego Bendo, sier Batista Morexini, sier Piero Nani, sier Marin Griti, sier Michiel Navaier, sier...... Noto. Fo leto la letera dii Signor lurcho a la Signoria nostra translatada, la copia di la qual sarà posta qui avanti. Copia di la letera dii Signor turcho scrita a la 200 Signoria nostra, portata per cl suo atnbasa-dor Buis (Chiaus) et translatada eli grcelio in latin per Marco Masuro cretense, lese pu-blicc in questa terra ingrecho, disugno 1512. Soltan Solini Dei gratia rcx maximus et imperator utriusque eontinentis Asiae et Eu-ropac etc. ad illustrissimum et colendissimmi et per omnia honorandum ducem Illustrissimi Dominii Vene tortini dominimi Lconardmn Lau-retanum dignam et condecentcm salutationcm, cum convenienti affectione mittimus lllustrìs-simoe Dominationi Vestrce. Sapiate come Dei gratia lo Scgnor mio padre de soa propria voluntà et inclinalione de animo me ha mandato a domandare et ha conferito in imi et assignata la sua sedia et il suo imperio sì de l’Occidente come de 1’ Oriente. Per tanto la maiestà nostra, perché seti amici nostri et di nostri progenitóri gran tempo fa, vi