185 MDXI, OTTOBRE. 1-8G di Rovigo et restar in Ruigo podestà et capitano et provedador sopra il dito Polesene. Item, ozi zonse sier Ferigo Contarini provedador di stratioti, qui amalato. Da poi disnar, fo Consejo di X con zonta, e poi feno li cai. In questo zorno, zonse in questa terra venuto per via di Maran domino Ilironimo Savorgnan con soa moglie et uno corier di l’Imperator, et con 12 cavali è sta accompagnato fino li a Maran: la causa di la sua venuta parse di novo a tuta la tera ; unum est è venuto, e in questa sera subito sciolto el Consejo di X andò a parlar al Principe etc. Da Ilagusa, fo lettere di 25, con lettere di Constantinopoli di 23 septenibre, di ser Nicolò Zustìgnan qu. sier Marco. Avisa come, havendo el Signor turco consultato con li bassà di mandar alcuni navilii per il fiol signor de Amasia qual venisse in Constantinopoli a basarli la mano et li voleva far grande hortOfr, e il Signor havia preparato scar-lati per vestir quelli soi, e cavato di la casandar ducati 100 milia per dar a li gianizari, e lo baria falò sentar Signor, e deno fama non dovea star si non tre zorni in Constantinopoli, unde janizari feno tra loro consejo di non soportar questo, nè voler costui per Signor per esser homo pacifico. E sublevati, a dì 20 andono a la caxa di Mustafà bassa, qual non era in caxa, e la messe a sacho per valuta più di ducati 30 milia e vergognò la mojer e le altre sue done, e poi andono a caxa dì Achmat bassà et feno etiam danno ; poi andati da Charzego bassà, eh’ è il zenero dii Signor, quello vene su la porta dicendo : « Fioli che furia è questa ? ve dolevu de mi ? son qua ». Loro ri-sposeno non si doleva di lui, ma che non voleva quel fiol dii Signor Achmat di Amasia per loro Signor, e Charzego disse : « Vui ave gran raxon,' vegnì dal 95 Signor che vi ajuterò. » E cussi cessò quella furia e li janizari si aquietono, et el dito Charzego tolse 100 aspri et donoe a essi janizari, i quali andono facendo poi altri danni, maxime a fiorentini, in questo modo che diti fiorentini haveano queste sue robe in caxa de li do bassà sachizati et fono tolte. Ni altro remor fu fato in la terra. Et andati poi dal Signor, quello li promisse non far sentar alcun suo fiol in vita soa, et li deva certo numero di aspri per uno, e fono diti janizari aquietati; ma si tien che essi janizari omnino si acorderano con Selin signor di Trabezonda, el qual con l’ajuto di tartari vegnirà a la volta di Con-stantinopoli, e lo farano Signor etc. E nota: dii baylo nostro non fo lettere; nè etiam lui per via di terra scriverà tal cosse, pel dubito de la vita etc. Noto : in questa matina, sier Cabrici Moro el cava-lier zenero dii qu. sier Ilironimo Donado dotor, con soi parenti sier Piero Contarini da San Patrinian, sier Zuan da Canal qu. sier Nicolò dolor e sier Ilironimo Querini, fono in Colegio e dimandono la Signoria provedesse a la fameia dii dito suocero morto a li servicii di la Signoria nostra, la qual ò ’ numerosa etc. E per la Signoria fo comessa la dita cossa a li savii di Colegio. Dii provedador Gradenigo, da Treviso, di 30, hore 5 di note. Come ha scrito lettere al capitano di Cadore inanimandolo ala expedition di Buli-stagno per mezo di queli di Ampezo, et ne ha bona speranza. Qui è doi oratori di Cadore di primari, quali etiam hanno bona speranza; à scritto al signor Vitello vadi a parlar a dito capitano di Cadore ; et hano scrito una lettera in Cadore laudando quelli citadini, popolo et contado, con avisarli sguizari si preparavano a la volta del Milanese, e il levar di qui del campo slraco, e l’exercito pontificio tuoi l’impresa di Bologna. Ozi è zonto Thodaro dal Borgo e Francesco Sbroiavaca con loro compagnie. Item, aspeta li danari ; qual zonti e pagate le zente si leve-rano. Item, a la bocha di Livenza si mandi stera 500 orzo e stera 300 frumento, etiam fato in farine. Sumario di alcune nove venute per via di Ila- 96 gusi di le cosse turchesclie. Et prima, data a dì 10 octubrio 1511, in llagusi. Da novo altro non abiamo, salvo eh’ el Selin fiol del Gran Turcho è tornato al suo locho zoè a Tra-bexonda, et Achmat sullan à mandato a dir che anche lui se ritorna al suo locho, e che in vita sua non pensa meler nessuno in la Signoria ; ma questo io non tegno de certo ; ma questi signori hanno mandato uno corier lo qual si aspeta di zorno in zorno, e quanto reporterà darovi aviso. Poi sapjale come lo signor Ferisbei sanzacho di Verbosana ha mandato da 8 in 10 milia cavalli verso Alemagna, li ' quali sono partiti a dì 4 dii presente. Credo farano riinover li todeschi dii Friul, e si altro si arà darovi avixo. Lettera di 15 dito. Da novo, avemo di corte per uno corier venuto in zorni 20, lo qual vene ozi e portò nova zerta come Mustafà bassa, che è dii consejo dii gran Turcho, è sta desmesso dii suo ofi-zio, al qual janizari hanno messo a sacho la sua caxa, 1) La carta 95* è bianca.