319 MDXI, DICEMBRE. 320 nulla voleno far, dicendo le zenle è mal contente; sichè non sa che farsi. Il capitano è homo ostinatissimo, et non voi consiglio nè ricordo, però è meglio relrarsl e lassar pressidio a quella Patria, che non periscila : di la qual cossa ha grandissimo dolor. Li disse volesse meter in scritura talsoa opinion; mai volse farlo ; sichè prega si mandi le fuste per levar le fantarie, etc. 174 Sumario di do lettere di Roma dii conte Iliro-nimo di Porzia, drizate a sier Zuan Ba-doer dotor et eavalier, la prima de 28 no-vembrio 1511, ricevuta a dì 15 dezembrio. Sono lettere de uno Piero de Rizo de Ingal-terra, qui Mie curat multa negoeia Pontificis, che in summa de quel re de Ingaltera non pole trar altro se non eli’ el dice cli’è sempre per Sua Santità, a far il potere di concordarlo con questi signori principi cristiani etc. Et me ha dito un gran religioso, che ha inzegno et praticha, ch’el ge ha ditto a lui il Cardinal de Anglia : lo temo più Spagna che Pranza,propter dubitatevi observandee fidei come se ha visto in prceteritis benché agitur res sua. Etiam è stato di gran sinistro li dì passati il prender di più corrieri del suo Re che andava e tornava etc. Ma asentandosi l’imperator, sicome peritio-res afìrmant, che concoreria etiam Anglia, il quale pende più al nepote de l’Imperador che di Spagna e lo ama più. 11 Papa dice che l’Imperador à licen-tiato el Cardinal de San Severino et postea admisit il Campezo auditore de Rota nontio apostolico ad intiniandum Concilimi lateranense. Quid inde sit sequtum ignoro. 11 reverendissimo legato de Medici scrisse a dì 22 da Faenza a una persona privata, ch’el c’è bona speranza de concordia tra l’Iin-perador et la Signoria. Questi corieri de l’orator di Spagna, di Germania mandati qui per Venexia, à dato sta fama di acordo ; ma dubita voglia assa’ cosse etc. Al presente, sono andati a Parma Io ducha di Ferara et Annibaie Bentivoy da missier Jacomo Triulzi per conferir insieme quid agendum in his rebus bellicis. Di Bologna et Ferara, intendo da alcuni che questi agenti di Spagna dicono che non li vien observato li rapitoli novi feederis. Sono lettere dii re di Hongaria molto onorate al Papa, che non voi discender da la divutione di Sua Santità, e ch’el manderà qui lo Cardinal de Strigonia. Sono lettere di Genoa, eh’ el re di Pranza questi dì passali havea ordinato le galie 20. .. da poi che ’1 ha fatto restare a sua posta 10 nave grosse, che sariano una bella armata. Dicono etiam eh’ el caval.eharà in tuto de francesi lànze 1800 verso la Romagna ; eli’ è una gran materia, et non lo crede. Disse tamen el Cardinal Flisco, si ha di Veneeia, in persone private di 12, che l’è zonto il signor Alberto da Carpi venuto da l’Imperador, e subito zonto la Signoria si risolse zercha il concordio con l’Imperador, e ch’el Cur-zense venia a Veneeia datis obsidibus, e altre cosse bone, che se fussewfo’iicmla nostra Signoria illustrissima statini restitueretur in pristinum. Scrive aver lui di 15, et nulla di questo. Et il secretario di dito signor Alberto à lettere di 17 da lui, che a dì 22 di questo il saria omnino a Veneeia, et multa alia de adventu Curcensìs Venetias, e poi a Roma in su le galee venete con la insegna dii Papa, lì Papa ha vea diliberato mandar uno Baldisera, che atendea a li brevi, incontro al Curzense; ma poià deliberato mandar uno episcopo. Poi scrito, è zonto lettere di Germania di 1’ auditor Campezo, per le qual si ha l’Imperator adhcerat Pontifici, e eh’ el Curzense vien a Roma; sichè omnia cito bene procedant. Se apareelria qui la casa in Campodefior che stava il Cardinal Regino, per Strigonia. Se dice esser zonli cavali 12 de li soi. Il Papa dice ch’el venirà con cavali 150, e disse eri sera in cena che presto faria concordia e pace universale ac belimi contra turcos. Sono lettere di 18 octubrio di Levante, al Papa, di cosse di turchi e di l’armata dii Soldan di legni 22 che aveano voluto pigliare le galie venete di Alexandria eie. Si parla assai de far cardinali novi in bono numero, et uno veneto. Et per brevi scrili de lì a instantia dii qu. domino llironimo Donato et..... ... va per lo tavolier mollo, e s’il fusse alcuno per il borgognon, credo torsi se prevalerla. Dio faza quello sia per lo meio de’veneti; e forsi bisogna ucelli zoè danari. Le fantarie spagnuole per fino a dì 23 di presente erano a Norsa e parte erano gionte a Camerino e cussi andavano de mano in mano. Fabri-cio Colona è con loro, e lo signor Prospero si aspetta a Genzano 40 mia lonzi di qui a piazeri. L‘o duca di Termini è migliorato e presto se ne anderà a la impresa, ut dicitur. Scrive aver inteso da questi Colo-nesi, ch’el viceré è amalato e che l’é ritornato Verso-Napoli. 11 duca di Termini ha deliberato partirsi da matina. Per le ultime, si ha che gran parte di le fantarie spagnole erano a Fermo. Questa note passata morse }o episcopo di Ossero. Dito episcopà è stà promesso a lo reverendissimo Cornaro. La brigala desiderava che quello domino Anzolo Michiel, fu parenle dii qu. reverendissimo Santo Anzolo, eli’è cabiculario dii Papa, lo havesse, o il bolo dii qu. do-