527 MDXII, FEBBRAIO. 528 è in Alemagna : come nui semo contenti di far dita trieva, et cussi havemo scrito in consonante a l’ora-295 * tor nostro in corte che debbi dir a la Sanctità Pontificia nui semo ben contenti far dite trieve e in questo inezo si frateria lo acordo, et altre parole. Et ave tuto il Consejo. Fo etiam scrito a l’orator nostro in corte di queste trieve, et che è meglio farle che far altro acordo per adesso, licet avanti li scrivessemo erano contenti metersi nel Papa et Spagna etc. Et li fo , mandalo tulle le inslrulione di tal materia, et ave tutto il Consejo. Fu posto, per li savii tulli di Colegio, una parie che alias Io solo la missi al tempo di la guerra dii turcho, come apar in li libri di la canzelaria et ne li annali nostri, videlicet che le lane di Fiandra potes-seno venir per mar e per terra pagando li drcli e dacii, quali fusseno di Farsenal nostro. Et sier Daniel Barbarigo savio ai ordeni messe a l’incontro che, atento questa materia è di gran importanza, che saria meglio consultar di meter le galie di Fiandra, e però se indusii, e il Colegio debbi venir con le sue opinion al Consejo zercha meter le galie di Fiandra questo anno viene eie. Andò in renga sier Mafio Lion ' savio ai ordeni, e parlò per la opinion di savii. Li rispose sier Daniel Barbarigo che più non è stato in renga ; poi parlò sier Hironimo di Prioli di sier Lorenzo dal Banco, che vien in Pregadi per ducati 1000 dati, e aricordò non potesseno venir per ...*.. Ilor andò le do opinion, 50 dii Barbarigo, 109 di savii. Di Chiosa, di sier Marin Zorzi el dotor. Dii suo montar in galia per andar a Ravena, e lauda la diligenlia di sier Francesco Corner sopracomilo, qual vene a remi lì a Chioza eie. Di sier Marco Zantani podestà di Chioza. Come havia armato 1Q barche de lì, et mandate a Bimano a levar li 500 fanti mandati a far a Perosa per il Baion. Fo leto una parte, meteva sier Marco Donado el consier, zercha dar angario a barche e navighi ussiva di qui ut in parte, 4 soldi per barcha e più secondo il navilio. In conclusion ad altre barche, excepto quelle di Mestre. Li qual danari si scodesse per l’ofi-cio di Levante, e havesse ducati 1 per 100 di quello i scodcrano, li qual danari siano di l’arsenal con al- * Ire clausule; ma non fu balotada perchè li savii vol-seno respeto a consultarla. Et licentiato il Pregadi a bore */j di note, resloe Consejo di X con la zonta, et steteno fino bore 4 di note. È da saper, fo spazato le letere a Roma per il corier venuto di Alemagna, e le letere prime fo scri- te Dio à voluto non andò via sino eri ; sichè questo, sarà à tempo lì etc. Fu posto, per li savii ai ordeni, sia dato a Lazaro Dayza certo teren li fo concesso a Napoli (di Romania ) per sier Alberto Barbarigo provedador. Fu presa. Di sier Matio Sanudo pagador, vidi letere 29G di 17, hore do di note, da Albeton. Come i ni-mici parte è levati di Brexa e andati a Modena, e chi a Cremona. Fono menati via tuli li capi prexoni si atrovavano in Brexa; li cavalli ronzini valeva un ochio per far portar le robe dii sacho verso Milano. Item, in questa sera, è zonto qui il canzelier di el qu. sier Ferigo Contarmi, e dize partisse limi a dì 23 di Brexa da matina et haveva falò sepelir el corpo dii suo patron, e che il provedador Oriti stava ben, e da lui havea tolto combialo. Tutti chi vien di Brexa conferma la morte di 12 in 13000 persone in tuto, alcuni dicono 15 milia, el sfollar di le done, el tra-zer di monestieri le munege et sforzarle, li guasconi fevano prexoni e poi li dava la taia e pagata la taia li amazava. Item, scrive lì nel nostro campo sono lanze 773, fanti 3600, cavali lizieri 800, senza li stra-tioti a piedi. È da saper, il fradello e parenti di sier Ferigo Contarmi defoncto non levono coroto, perchè ancora non credevano la dita morte fusse vera, perchè altri dicea l’avea visto vivo. Non voglio restar di scriver, come ozi il signor I’rachasso in Colegio disse havea aviso che suo fratello signor Galeazo, che è gran scudier di Pranza, saria per pasqua a Milan con 3000 guasconi, et altri 3000 veniva driedo, et che il Re havia dà fama veniva questo estate a Milan con 30000 persone per ruinar li soi inimici : però era ben al presente far conira francesi quello si poi, e non aspetar il tempo. A dì 28 fevrer, sabado, la matina. Vene in Cole- 296 * gio Babon el Zuan di Naldo, et referite di Brexa come tristamente si perse senza esser difesa, e brexani. non feno difesa alcuna, e al primo impeto nostri, zoè li brixigelli li fono a P incontro et si porlono ben. Disse di lui quanto à fato, ma di nostri è stà amazà pochi ; ben fato strazio e crudeltà grande e il sacho, e in quel sacho morto di gran zente etc. Nolo. Eri fono fati 4 patroni di arsilii, per sier Domenego Malipiero provedador executor ch’à autorità di savii ai ordeni a farli, li quali fono questi : Nicolò da Napoli, Antonio Penese, Martin da Zara, et Andrea Catelan, homeni maritimi siati armiragii e comiti di galie grosse, i quali parlirano per andar a tuor 500 cavali di stratioti.