MDXn, FEBBRAIO. ,,ìv sejo di X con la zonta dextro modo fu fato venir qui; è tiomo valente e amato da soldati. Quel di lui sarà 525 *7tem, dicono hanno trovato grandissima ricchezza in ditta terra. Vene in Colegio etiam Francesco Calison conte-stabele nostro era in Brexa con fanti 300, e fato prexon si riscalò con promission fata di renderli scudi......da alcuni a Castion di le Stiviere ; qual disse che i nostri non feno difesa alcuna, solum al primo impeto, e la crudeltà fata. Item, che sier Alvise Bembo da San Zulian è vivo fato preson, el sier Simon Valier qu. sier Piero homo d’arme si tien sia morto. Item, se intese sier Carlo Miani qu. sier An-zolo, hessendo fuzito a le montagne, fu fato prexon. Dii provedador Capello, fo letere di 26, hore ove 4 di note, date ad Albeton. Come in questa sera, per uno suo explorator zonto, stato di là di Brexa, (à) come luni a dì 231’incontrò non mollo lon-tan di Brexa assa’ gente d’arme e fanti francesi, con una infinità di cariagi de robe sachizade in Brexa, et haveva veduti a cavalo el provedador Griti e sier Antonio Zustinian, e dice baver inteso eli’ el Manfron e altri capi nostri simili ter veniva conduti a Milan e dicevasi che parte di quelle genti andava a Milan e parte a passar Po. Item, per uno venuto di Melara, scrive haver che a Hostìa il marchexe di Mantoa havea fato saper a quel paese che dovesseno fuzer, perchè 500 lanze francese e fantarie doveano gionger di breve lì per passar Po in bocha di Sa-cheta. Scrive aver mandato a quella volta explora-tori per saper il certo e poter proveder al bisogno. Conclude, si la Signoria non provede a mandarli danari, si vederà qualche gran confusione, perchè quelle compagnie nove e vechie non sono pagate : queste sono cosse da far rebelli i più fedel amici dii mondo. Item, Francesco Calison e Babon di Naldo sono giunti a la Bastia. Di Chiosa si ave aviso. Come eri sera, a hore 23 di note, si levò la galia di sier Francesco Corner con sier Marin Zorzi oralor e con li ducati 20000, e andò verso Ravena. Vene in Colegio el signor Frachasso di Sari Severino, per il qual fu mandato ch’el venisse qui, era a Montagnana, fu mandato per veder l’impresa di Lignago si era facile. Hor disse molte cosse, e li bastava l’animo far presto 400 homeni d’arme di terre aliene, e voria luor Lignago et altri discorsi fe’. Fo laudato dal Principe e dito si conseieria. È da saper, ch’el par ch’el Papa habi scrito per letere di 20, zoè l’orator nostro da so parte, al Consejo di X, che è mal la Signoria legni Frachasso, atento suo fradello Cardinal San Severino havia mandalo a susitar li baroni di Roma contra di lui, ergo etc. linde per il Con- scriverò. Da poi disnar, fo Pregadi et lelo lelere che fono 295 assai. Di Roma, vene letere di 22, le ultime di I o-rator nostro. Come il Papa havea inteso che francesi erano stati a le man con Baion a Villafrancha e preso il conte Guido Rangon condutier nostro, e che spagnoli non erano venuti driedo Irancesi di qua di Po : linde il Papa si doleva molto di loro e vedeva i non volevano far nulla, et che era sassinato da loro e spendeva li soi danari, et zà ne havia ex-borsato a diti spagnoli ducati 60000 per la soa parte, et quando francesi parlino di Bologna, almeno spagnoli doveano slrenzer la terra; si che si duol assai, ma non poi far altro et è in man di loro. Però parlò a l’orator nostro persuadendo la Signoria a l’acordo con l’Imperador, el qual seguindo, ilice l’oralor ispano è lì, li spagnoli farano il dover, e il Re romperà in Perpignan a Franza e cussi Ingaltera, dicendo con il tempo poi si reaverà le terre si dà a l’Imperador. Item, à letere di 20 dii viceré : come il signor Fa-bricìo Colona con 600 lanze e fanti 6000 e zanetieri si voleva meler solo Bologna et strenzerla etc. con altre parlicularità, sicome in dite letere si contien. Concludendo, si fazi l’acordo ali ter spagnoli ne sarà contra. Fo leto le lelere di Costantinopoli dii bajlo c sier Nicolò Zustignan, il sumario fo scrito di sopra. Fo leto una letera scrito P?r domino Petro d'Urea oratoy yspano, è in Alemagna, data a dì 20 a Yspurch, dri'zata a l’orator yspano è qui, portata per uno corier alemano, qual dia andar a Roma e voi risposta di la Signoria nostra. Come l’imperador eri andato di sopra, e loro, zoo il Curzenze e lui, havendo inteso eh el gran maestro di Franza, con le zente erano partite di Bologna e andati a soccorer Brexa et erano stati a le mano con nostri scrisse a l’Imperador che havia dà rota a le zente de’ venitiani, et oferiva a Soa Maie-stà 800 lanze et 6000 fanti a tuor le terre li vien per la liga di Cambrai, dummodo sieno unili insieme. linde, inteso questo, andono a trovar 1 Iniperador tutti do dicendo che si doreria acordar con la Si- ^ gnoria, e questo era il tempo, e li pareva fusse il meglio far trieve, in questo me'zo si trateria poi l’acordo.* pertanto dito ofalor yspano persuade si conclu-dino le trieve. L nde, lu posto per li savii d acordo, di risponder a questo nontio venuto dii dito oralor yspano