135 MDXI, OTTOBRE. 13C Ingalterra a cavalo, che era bel veder, el qual Re diceva uno breve quesle parole « nolite timere, mul-tìplicàbo semen vestrmi eteivitatem vestram »; poi fo portalo uno soler con una nave suso, la qual bavera uno brieve che diceva « nolite timere, cessava ventus » ; et poi il re di Spagna a cavalo, qual etiam ;1 suo breve diceva « non inveni tantam fìdem quanta fuit et est in vóbis » ; poi il quarto soler con il Papa senlato e do cardinali in piedi, uno per banda de la cariega, et il re di Franza davanti qual era torniato di fìama di focho dorada, el qual Re havia questo brieve « Domine adjuva me quia crucior in liac fiamma » e il Papa rispondeva per uno altro brieve « quare fregisti fdem? » e il primo Cardinal havia uno breve che dicea « bonus erat ei» e il secondo Cardinal havea l’altro breve che dicea « si natus non fuisset » et il ditto Papa era con la mitria e pivial di rcstagno d! oro. Et so-sopra uno di questi soleri era il mondo in forma di balla tonda e una dona vestita de Iusticia, che era bellissimo a veder, et atomo li soleri erano adornati de arzenti varii e di grande valuta ; poi vencno li Batudi tutti con torzi berelini in loco di candele in mano. Poi vene la quinta Scuola di San Marco: prima 40 dopieri doradi con il suo torzo suso, et il pendio novo bellissimo, qual le franze atorno è di arzento a la paresina di gran valuta; poi fo porla una um-brella soto la qual era uno tabernaculo sopra uno solareto portato da 4 con il legno di la f dentro ; poi una altra umbrella soto la qual era in uno altro tabernacolo l’anello di San Marco, eh’è in man di Dolfini da San Salvador, perchè tunc era uno da • cha’ Dollìn procurator di San Marco, et sopra questi solaruoli erano posti atorno assa’ arzenti et candelieri d’ arzento, et a man erano portali 8 torzi bianchi grossi ; poi veneno li anzoleti, uno driedo l’altro, con arzenti cadauno in mano numero 28; poi fono portati penelli e sante vestile con perle et zoie atomo; poi fo portato per Batudi numero 34 arzenti grandi in man, tra li qual era il capello rosso torniato d’arzento a la paresina fo dii Cardinal Zen, in una copa granda dorada con le arme di dito Cardinal, poi il bazil grando e ramin fo dii doxe da cha’ G9* Marzello bellissimo e di gran peso, et quello fo dii Bonzi, e altri arzenti fo dii Cardinal Zen e di. altri, et una bora d’ arzento, do spechii e altre varie cosse pur d’arzento; poi fo portato uno soler, con Roma e la Justicia et il Papa sentato con li do re collegati Spagna et Ingaltera ; poi fo portato sopra uno altro soler il re de Ingaltera sentato, zovene ve- stito di restagno d’oro, con uno breve sopra il capo diceva « rcx Anglie» ; poi fo portato sopra uno altro soler il re di Spagna sentalo vestilo di restagno d’oro a la castigliana con lettere « rex Hispanie » ; poi uno altro soler con il Papa sentato, vestito da pontefice con la mitria in testa et pivial d’oro, e uno in forma di sier Ilironimo Donado dotor orator nostro veneto in zenochioni davanti Sua Santità, et erano etiam lì sentati li do Re collegati con alcuni brevi li quali sarano notadi qui in margine; poi erano portali 6 botazi grandi d’ arzento doradi, ognun in man di Batudo, quali fono dii Cardinal Zen ; poi fo portato uno altro soler con San Marco suso, et havia uno puto nudo davanti e lo batizava, qual fu quando batizò la fede de Cristo....... . . , e atomo diti soleri erano de molli arzenti ; poi veneno do vestili da Mori con vasi grandi d’arzento in mano, poi do Saracini zoveni vestiti a la rabescha con ma-zoche in mano, poi uno vestilo da Soldan con la fessa in cao et la caxacha d’oro, poi do altri Mori driedo con vasi d’arzento in mano ; demum uno homo luto armado da cao a piedi di una bellissima armadura con una azeta in mano; poi veneno li Batudi con le candele driedo zercha numero 200. Et nota, per decreto dii Consejo di X, in tute Scuole Grande non pono esser si non 500 populani per una, et in questa ne poi esser G00, e questo numero fo acresudo (juando la soa Scuola si brusò et fo refata come l’è al presente. Poi comenzono a vegnir li frati: et prima li Jesuali overo Capuzini numero 3G, quali non dicono messa, però non veneno aparati ne portòno arzenti. Poi li frati di San Sebastian, numero 24, di quali erano 16 aparati con piviali e da dir messa, con arzenti, zoè calesi, patene e altre reliquie in mano. Poi li frati di Santa Maria di Gratia, numero 26, tutti aparati, erano 20 quali portavano in mano reliquie e altri calesi e arzenti, tra li qual erano do teste inarzentade una di Santa Anna l’altra di Santa .............et una statua grande d’arzento fo data per vodo a quella Madona, et il pe’ di...... Poi li frati di Crosechieri, numero 20 ; et prima 70 veneno anzoleti 20 con sante in mano vestite e altri arzenti, poi fo portata una spada con la vagina d’arzento dorada mollo bella, poi fo portato uno soler ..............lorniata d’arzento e altre assa’ reliquie e arzenti a tomo, poi imo altro soler con la cossa di San Gregorio Nazanzeno in uno calese portata da essi frati aparati, ét poi uno altro soler con la lesta di Santa Barbara fornita d’arzento, perchè