517 MDXII, FEBBRAIO. 518 laiar, e (ridavano lodesclii conira i vilani vilenpol-tron di March, e li amazavano usando più crudeltà essi todeschi che francesi ni guasconi, e che francesi defendeva non si amazasse e todeschi li amazavano; sichè feno grandissima crudeltà, e contra il popolo, vergognando le done e ligando il patron di la caxa per aver la taia, e usando con le so (iole e mujer. E tutta la terra fu messa a sacho, e (rovono assà aver e danari, i quali partivano con le barete: francesi fe-vano bona compagnia, ma todeschi c guasconi pessima. Li citadini brexani trovati armati lo amazati, e altri scosi, no. E poi, a bore 23, fo fato una crida, lui Paldì, da parte di monsignor il gran maistro, che in pena di la forcha non si amazase più niuno, e cussi si cessò. Era per tutte le strade corpi morti, acleo non si potea cambiar se non su per i corpi, quali erano cussi armati, e a suo iudicio è stà morti 20000 persone et di francesi 3000 ; le done erano inzeno-chiade dimandando mixericordia li fusse perdonà la vita. Ileni, eh’ cl vete monsignor di Foys gran maistro a la piaza a cavalo, insieme con il castelan, ch’ò un homo basso, testa grande con una scufia d’ oro in tesla, al qual tuli se aiegra va; non fo sona campa-non alcun per tal victoria lì a Brexa, ni fato festa. MissierZuan Iacopo Triulzi non era lì. Diceli par aver visto sier Ferigo Contarmi provedador di stralioli il venere su la piaza ch’era prexon di uno arziero francese che lo menava. Il provedador Oriti con li altri fono menati di piaza in citadela, poi lien in castello; ma lui non sa. II gran maistro è zovene, non à anni 30. Monsignor di la Peliza era lì. Etiam vete menar prexon il conte Àlvixe Avogaro, e il provedador Griti havia il suo solito capello in testa a cavallo su un bon cavallo, et era molto honorato. Item, dice sier Alvise Bembo da San Zulian era etiam lui in Brexa ; ina non sa qual è seguito. Francesco Calison contestabile era lì con 300 fanti fuzite lui e si salvò ; il fiol fu morto combatendo virilmente. Li corpi di morti erano sopra la tera, e cussi steteno senza esser spojati il vepere. Francesi si dice erano da 20000 persone in tulio. Di Salò niun viene in Brexa ; ma ben altri villani erano, et si era 2000 fanti usadi dentro, Brexa si mantellina. Li cittadini haveano bon cuor a San Marco e deteno ducati 25000 per far fanti, come fo ditto, ma non fo compiti di far. Continua-mente lì in Brexa si.feva polvere; erano 20 maistri che lavorava. Nostri haveano 14 pezi di artelaria, 7 boni tra i qual 4 canoni, il resto falconeti. Item, si dicea voleano squartar il conte Alvixe Avogaro perchè era traditor, ma aspettavano risposta dii Roy e diccano a meza quaresima voler aver auto Padoa e Treviso, perché la Signoria non havia più zente da conto d’arme ni cavalli, e preso il provedador Griti gran homo di guerra, prenderano etiam il provedador Capello, e vinìliani non haveano più homeni di guerra, siché erano spazali ; et che haveano fato mal a mover sta cossa di Brexa adesso, non havendo ni Valezo, ni Peschiera, ni Verona, et dicea venitiani non si à sapuo governar, e ch’el nostro campo dii Baion era stà roto. La citadela etiam fo sachizada, e fo fato crida in pena di la forcha tutti reslituissa, e sopra questa restitution il venere fo gran remor lì. Dice francesi alozorno 4 zorni in Bologna 1200 lan-ze, spagnoli si ritirono, e poi veneno a socorer Brexa e far questo effetto. Item, che a li fanti si feva in Brexa per nostri fo dato una paga, et che francesi diceauo vinitiani à perso li cavalli e le fantarle poi non le pagano. Item, erano 4000 fanti italiani con i nimici. Item, quando ch’el si partì di Brexa, che fo il sabato da matina a di. . ., vete si feva fossi in citadela per sepelir essi francesi a 20 per fossa. E1 gran maistro vide a cavalo con uno gran robon de veludo negro listado di cordoni. Item, francesi fa bona compagnia a’ soldadi, si non .sono amazati in quella prima furia. Erano con i nimici da 5000 fanti todeschi, quali erano crudelissimi contra March. Item, dice che sier Ferigo Coniarmi provedador dì stratioti vene di Bergamo in Brexa con li stratioti. Item, che in Limon erano scosi molli, dove eie. E fo fato crida niun tochasse. li monasteri etc. Item, il venere non si disse messa de lì, perchè niun vi era. Ilor dito caporal vene a Desenzan, trovò 200 lanze andava a Salò asachizar; parlò a uno Antonio Bes da Crema homo d’arme di Franza, si volea disperar ; fo a Peschiera e Verona, dove è Ilironimo di Napoli contestabele con 500 fanti e uno governador spagnol per l’Imperador, visto il salvo conduto lo lassò andar; vene poi a Vicenza e qui. A Verona si nior di fame, e lì è stà la peste; non vi è niun a Li-gnago ; per la festa i feno se rupe 4 canoni. Item, dice cavalli pochi è stà morti in Brexa. Dii provedador Capello, date a Albeton, a dì 24, hore 21. Come scrive a la Signoria zercha a le zente d’armi di esserli data la sua provision, come ricordò in Colegio, di 10 per 100, altramente non si poi esser ben serviti, et se mai fu tempo, al presente è necessarissimo, e facendo questo presto si averà zente d’arme et condutieri. Item, ogni zorno ritorna qualche sciagurato da Brexa. E, per uno venuto ozi dì la compagnia di Meleagro partì venere a dì 20, dize aver visto, oltra al provedador Griti esser salvo domino Antonio Zustignan.