209 MDXI, NOVEMBRE. 210 erano l’anno passato sopra li presoni di cabioni : etiam acetono questo cargo. Di le cosse di Alexandria, a bocha si ave per via di Magasi, a dì 8. Di Candia. Come le nostre galie di Bichieri erano partite per manchar lì vi-luarie e andavano a la volta di Cypro, e che li era sta mandi drio un gripo a far le tornaseno di volontà dii Soldan, perchè le cosse erano conze. Item, come era sta contratà ogii a baralo di specie, ut paté t; sichè li ogii è in vii predo, e chi ha di qui fato deposito de ogii con incieta che i dovesseno valer, sarano inganali. Itcm, si ave in Istria esser molli navilii di vi-tuarie, e una nave vien di qui etc. Noto. Fu l'alo per il Colegio, e confirmà nel Con-sejo di X con la zonta, do merchà di formenti : uno li Pixani dal Bancho, con alcuni di Sicilia dar stera somma.....fermento a L. 5 soldi 15 il staro, in 3 ter- meni, marzo, aprii e mazo, dandoli le ubligation e Irata etc. Item, l’altro con il Prioli dal Bancho e compagni forestieri, di stera 25 milia a L. 5 soldi 10 il staro, dando a li termeni ut supra, e fo ben fato e voleno comprar ancora. Tamen, li tormenti eresse a furia: vai il padoan L. 6 soldi 10 il staro, e quelli altri L... soldi.. Si lien questo anno sarà gran carestia. Da poi disnar, fo Colegio di savii ad consulen-dum le lettere di Roma. A dì 9 domenega. Vene in Col egio il legato dii Papa, qual con li cai di X stete in materia credo di le galere dimanda il Papa etc. Fo mandati tutti fuora, chi non intrava nel Consejo di X. Di Padoa, di provedadori generali, di eri sera. Come doman, o poi doman, si leverano col campo verso Vicenza, e si dà luta via danari ad alcune zente non haveano auto le page. Item, ancora le aque è grandissime. Scriveno aver di Mantoa esser passa del mantoan via 500 lanze francese con monsignor di la Peliza, vano a Bologna, et hanno brusato tre ville ut in litteris dii mantoan, et il resto di le zente francese esser andate a le guarnison di bre-xana e bergamascha. Etiam parte di todeschi è andati in Alemagna, maxime quelli fanti dii conta’ di Tiruol e cavali, adeo non è restà in Verona, per quanto hanno, si non 1000 fanti alemani. Item, a bore 16, eri, fo apichato al palazo di la raxon, al fero, Alvise Rizolin citadin di Padoa, con uno sajon bianco, come fu preso. Dii provedador Gradenigo, di 7, da Saeil, a liore 6 di note. Come eri sera, zercha a meza hora di note, zonseno le fantarie, cavali lizieri, homeni d’ar- / Viarii di M. Sanuto. — Tom. XIII. me e la artelaria a li alozamenti a loro designati, più in qua si à potuto, non ostante pioza e fangi e inondation de strade, et era compassion a vederli come tutti erano bagnati; pur qualcheunoè rimasto per strada, per non esser stati gaiardi a potersi spen-zersi avanti dove sono alozati li altri. Et ozi, avanti dì monloe a cavalo e andoe a reveder per tutti li alozamenti, facendo comandamento che tutti si avesseno a ritrovar soto la sua bandiera, solo la pena conveniente; et tulo ozi ànno auto assai che far in adunar questo exercito con questi tempi calivi, e da matina 3 hore avanti zorno lutti se meterano a camino a bandiera per bandiera e si farà la massa su la campagna dii merchà di Rovere, et si ordinarà do squadroni de cavali lizieri, 3 colonelli de fanti et do squadroni de zente d’arme, con le artelarie, e anderano ad alozar con lo ajulo de Dio a Cordenons. E1 Taia-mento è grossissimo ita che è impossibile a passar, et lì sarà forzo lemporizar tre over 4 zorni fino el cali un podio. In questo interim, manderà li trom-beti in ogni locho con li soi mandati su la forma et modo consueti, a dimandar ritornino solo la Signoria nostra, aliter, etc. Item, molti de questi caste-laui come Porzia, Brugnera, la Tore e altri caslelani, erano venuti a darli ubedienlia per nome di la Illustrissima Signoria nostra etc. Item, scrive, li fanti voi danari, e manda una nota quelli non hanno auto. Item, à ricevuto lettere, nostri essere intrati in Vicenza e nel Polesene : li piace. Di Maran, di sier Alexandro Don podestà e sier Francesco Mar zelo provedador, di 8, hore 12. Come in questa note, a hore 9, zonse de lì uno nominalo Ruzier da Udene, con fanti 10, qual li ha referito che il commissario di la Cesarea Maestà era in Udene, feva ogni cossa possibele de far danari, e haveva messo el sai, che era a soldi 7 el peso, a soldi 5 per farne mazor spazamento, et haveva fato da ducali 1500, et si voleva levar in questa note per andar a Gorizia. E che il dito Ruzier si levò con alguni suoi amici, prese el dito comis-sario ne li magazeni del sai, e tolseli li danari e felo prexon, e lo menava a la volta di Maran ; ma zonli che i fono fuora dii borgo di Udene ditto Pezirol, cercha uno miglio, li vene drio il degan dii dito borgo facendoli intender el dovesse ritornar in drio perchè i volevano far consejo, et hessendo lui ritornado e zonto in piaza, comenzà a cridar : Marco, Marco, e tolse una bandiera di San Marco e dete una volta per la terra cridando: Marco, Marco; et che li degani si risolseno in questo modo, eh’ el ditto Ruzier lasasse lì in Udene li prexoni in- 14