217 MDXI, NOVEMBRE. 218 tarie, che sono sul fato. Et fo disputation. Parlò di Colegio sier Piero Balbi savio del Consejo, e sier Andrea Trivixan el cavalier, et fuora sier Zorzi Emo qual non voleva si andasse ni a Cremons ni a Gra-discha locbi de l’Imperador. Pur fu presa la lettera, con questa zonta cbe, auto Cremons, lo dovesse brasar et rumarlo potendo. Fu posto, per li savii lutti e savii ai ordéni, elezer de presenti uno orator al Soldan con ducati 200 al mexe per spexe ; possi esser elecli etiam quelli è sta electi oratori e capitani, e altri, con altre clausole ut in parte. Et sier Antonio Trun procurator, andò in renga dicendo: è di gran importanza, e si voria mejo consultar di mandar orator, overo non etc. Sier Piero Balbi voiea andar a risponderli per esser di settimana ; ma sier Pietro Bernardo qu. sier Bironimo, qual vien in Pregadi per li ducati 1000 112* e à il titolo, andò lui in renga, che più non è stato, e le una renga ridicolosa ma bona, zoè, che tratandose questa cossa l’interesse di merchadanti oltra il pu-blico, e dovendosi pagar di danari di colimo, è bon prima li merchadanti si redugino a uno, e vedi di dar ducati 500 al mexe a l’orator sarà electo, e sia tolto di oficio continuo; etiam si armi una gaiia. Ilor fo consona a la Signoria e al Colegio questo, e dito si aldi diti merchadanti prima. E cussi non fu fato. A dì 11, fo san Martin, si ave di Padoa, di provedadori generali, di cri sera. Come il campo si leveria zuoba. Item, era morta la moier di domino Antonio di Pii da peste, in caxa di sier Daniel Ven-dramin, et il conle Lodovico di San Bonifacio suo zenero, venuto lì dal Polesene dove è la sua compagnia e quella di Pii, havia 3 janduse prese da la moier. Qual è alozato in cha’ di Prioli a San Lunardo. Sì che ne muor assai di peste lì in Padoa. Item, de i nimici nulla hanno. Et per lellere di sier Valerio Marzelo podestà e capitano di Buigo di eri, hanno ferraresi aver fato far certa tajata di qua di Po a Figaruol ; si dice perchè il Po era grosso, acciò non inondasse di là su el suo ; altri dice l’ha fata per altro rispeto, per dubito di etc. Item, mandano altri avisi e cosse occorenti, ut in litteris. Di Maran, di sier Alexandro Bon podestà e sier Francesco Marzello provedador, di 10, da matina. Come eri non scriseno stando in aspetation dii successo di Udene, e cussi hano come, essendo sta fata la richiesta di la terra a quelli degani per il trombeta mandoe, hanno eri sera mandato 10 ambasciatori con le chiave a dar la terra a la Signoria nostra, et un stendardo con un San Marco grandis- simo, et presentono do capitoli : el primo che tutti quelli di la terra, robe et le done siano salvi ; l’altro che la terra e luogi subiecti, sì del capitanià come de vile e comune, sia servato e mantenuto in quel stato e privilegii che per avanti erano. De i qual è stà acetà il primo capitolo che tutto sia salvo, eceto quello di Antonio Savorgnan, dii qual non se ne parla per hora. E cussi se hano contenta, et ozi, con el nome del protetor nostro, domino Baldissera di Scipioni con le zente andoe e intrarà dentro a tuor el dominio. El campo nostro eri bona parte passò el Taia-mento ; ozi paserà il resto, e sperano fin pochi zorni se .finirà questa impresa di reaquistar la Patria etc. Item, fo lettere di sier Zuan Antonio Barbaro, va provedador a Cividal di Friul, come ancora non era intrato in la terra, nè acetato da quelli come veri subditi et fìdelissimi di la Signoria nostra, e se ritrova in itinere, e va dal provedador zeneral Gradenigo. Dii provedador Gradenigo, da Cordenons, a 1 dì 9, hore 24. Come ozi havea auto obedienlia dii forzo di tutta li Patria per nome di la Signoria nostra, e di Udene erano zonti lì ozi alcuni a darli ubidientia dicendo'esser stati do zorni su le rive dii Taiamento, per non haver potuto passar per le grande inondation l’ha fate, et ancora nel passar quasi non si hanno anegati. Tamen, scrive quella terra non era dubio -non si havesse subito zonti aquistata, per esser la più debole di la Patria. De Cividal, aspeta de hora in hora la sua ubedienza. Et da matina, con ogni prestezza, se avierà il campo a la volta di Gradiscila, e farà aviar le artellarie a la volta de Cervignan insieme con le inunizion e farine, per esser Iodio abile a tal effecto. Scrive, aver per bon aviso, che in Gradiscila sono da zercha 350 fanti e zercha 300 cavalli corvati. In Gorizia ne sono bon numero di fanti. E però, con ogni solicitudine, se sforzerà passare il Tajamento con burchi e ponti e carri e seguir la impresa ; ma queste inondazion di aque li danno gran molestia et desturba assai ; ma spera far che presto passeranno il Tajamento. Scrive, si mandi danari, altramente se disolverà l’e-xercilo. Item, scrive zercha domino Ilironimo Savorgnan e altri castellani zonti etc. Da poi disnar, fo gran Consejo. Fato consier de Osso Duro sier Alvise Dolfin, fo provedador al sai, qu. sier Marco, qual è amalato, e altri rezimenli. Podestà e capitano a Sazil sier Zacaria Gradenigo qu. sier Zuanne, che servì con 5 homeni a sue spexe a Padoa et ave questo titolo, podestà a Lendenara sier Nicolò Trun qu. sier Priamo ; podestà a Coneian sier Marco Dandolo qu. sier Paolo; podestà a Citadelu