MDXlI, GENNAIO. 420 liano strame e men biave. E questa matina à visitato el governador, qual è molto megliorato; qunl li ha comesso dichi al provedador Griti, che li cavalli si scortichi, e se li convien dar pan da manzar, un de lui monta a hora a cavalo per andar a Albarè, poi a Arcole a pagar li fanti. Dii dito, di 26, hore 4, lì a Cotogna. Coma è stato a Arcole a pagar la compagnia di Zuan di Naldo, e per via, tra Albarè e Arcole, li vene driedo el conte Cesaro Avogaro nepote dii conte Alvixe, vicn di brexana, et subito smontò da cavalo et lo-chò la man al provedador Grili et poi a luti nui, e li presentò letere dii conte Alvixe, e dize aver da persone 12 milia in campagna ; à tolto le aque de le fontane de Brexa. Et con diio conte Cesaro è venuto 234 do ambasatori di le valade, et al continuo ne zonze ambasadori et messi. Scrive si sta aspelar quello reusirà di Bologna. Ozi è stà dito che a’ spagnoli era sta inchioda le artellarie, e che diti spagnoli se sono ritrati. I«iio non el voglii. Tien si starà a veder la fin di Bologna, perchè quella è la tramontana noslra, e se reusirà in ben, paseremo presto. Scrive aver dimandato al provedador Griti di pasar con lui; li à dato bone parole, ma tien che non ci sarà bordine perchè el vuol eh’ el ri magni in locho suo, e ozi li ha dito in sii do zorni l’ha governalo, si à porlato benissimo. El signor governador stà meglio, e si non sarà desordini, fin do zorni potrà cavalchar. Item, scrive che il conte Cesaro à dito in camiti al provedador di’el dovea andar a le porte di Brexa, e il provedador prova, per Sardo di Sardegna e altre lanze spezate che son state fino sopra le porte, e che loro non à mandato li messi secondo l’bordine ; ma è vero, la causa è stata di el conte Alvise, pero-eli’ el se doveva trovar in la terra in uno mone-stier con fanti 1500.e tuli li altri ha in-caxa, scoprirsi e cridar : Marco, e poi andar a la volta di el castello, e sonar campana martello, e le nostre zenle che era a Castenedolo Venirsene di longo, che l’in-trata li saria stata aperta: dove per il podio cuor di dito conte Alvixe, come doveva star dentro ussì fuora e andò a le valade, e manchato el capo mancliò el tulio. Ancora in Brexa francesi non hanno fato re-tenlion alcuna, nè farà fino non sia più grossi. Item, basse di Lombardia francesi far fanti a furia. Noto: zonse in questa terra fomenti stera 10 milia di Cicilia et vini assai. El viti è carissimo; vai L. 4 e s. 10 la quarta, che soleva valer s. 50. Conclusive, in questa terra è carestia di lutto di viver. La carne soldi 2 •/* di manzo, ovi do al soldo, zucharo fin soldi 20 la lira, forinenli di gran grosso soldi. . A dì 28, la matina vene in Colegio el conte Ce- 234 saro Avogaro nepote di el conte Alvise, venuto a stafeta di Brexa e dii conte Alvixe. Era con lui suo cuxin sier Hironimo Avogaro qu. sier Bortolo, ballila in questa terra come zentilhomo nostro, el fo aldito con li cai di X. In eonclusion, dize il campo vadi avanti che Brexa si averà, et che francesi tremano, et è recluti in la Garzeta etc. Et il Principe li disse la deliberation l'ala nel Senato di far cavalchar il provedador con le zenle, et cussi el dito si parli, et ritornò subito via a far lo effeclo sopra ditto. Era vestilo con uno sajo rosso. Vene poi et signor Frachasso, vestito di veludo paonazo fodrà di lovi, longo fino in terra; et insieme con lui erano domino Guielmo Paielo cavalier, domino Simon da Porlo e altri do cavalieri principali citadini di Vicenza, per la bona compagnia li feno quando lui era a Vicenza per l’Imperador, et dicono Frachasso è bon marchesco, e tulli coreva a vederlo. Et sentato apresso il Principe, disse: esser venuto come bon servitor et zenlilhomo nostro a star qui, et si oferiva in ogni cossa come sviserato marchesco, et veniva di Mantoa : à le sue armi et cavali. Il Principe li usò bone parole, e di’ el fosse il il ben venuto ; e poi ritornò zoso per la scala granda e andò per piaza a la bancha, magno spedante popido. Dii provedador Griti, fo lettere di Albarè di 26. Come ancora non liavia ricevuto 1’ bordine di andar in brexana. Item, feva pagar li slratioli e le fantarie. Da poi disnar, fo Consejo di X con la zonta. Et fonno sopra presonieri, et expediteno do bassanesi erano per rebelli, et preso di procieder; et uno nominato Jacomo Tardivello da Bassan, eh’ el sia con-fìnà per anni 10 a la Cania, et uno Zuane da Boman, da Bassan, 10 anni confinà in questa terra. Di Roma, vene letere di 18, 19, 20, 22, di l’oràtor nostro. Dii ritorno dii Papa in Roma, e coloquii auti con Soa Santità, qual solicita l’acordo e non si resti per cossa dii mondo, et darli Verona e Vicenza a l’Imperador, altramente farà etc. Item, a dì 26, in concistorio voi privar il Cardinal San Se-verin: è passalo il termine di la admonitione. Item, voi publichar la liga con il re d’Jngaltera, zoè esser intrato in la liga. Item, par, per particulari, il Papa sii contento di render la possession di Ravena e Zer-via a’ nostri, che mai più l’ha voluto far; e altre parte quale erano in zifra. E di Bologna: che il Papa sperava in do zorni averla. Hor il sumario di dite lei? tere più copiose scriverò, lete le sarano in Pregadi,