513 MDXXX, MAGGIO 214 de noslri, ma questo è sora ¡1 cavedal etc. Item zerca le possession di quelle da chà Zorzi, intervenendo li Rasponi, disse che........ Item, Soa Santità li disse esser sta fata un’ altra scaramuza soto Fiorenza, ma picola, e! quelli dentro auto il peso, et intende stanno mal del viver, sichè spera presto haverla. Disse come l’era zonto il fio del signor Renzo a Pisa con 5 cavalli per voler far fanti in socorso di Fiorentini, et il signor Renzo, di Venelia, li ha scritto una lettera scusando l’andata di suo fiol, perchè il padre non poi governar il fiol qual voi farsi grande et haver fama, con altre parole. Da Constantinopoli, di sier Piero Zen ora-tor et vicebaylo, di 14 aprii. Scrive coloquii hauti col magnifico Imbraim bassà, qual ha auto le nostre lettere, come l’imperator si era incoronato a Bologna et voi andar poi in Alemagna eie. con-tra lutherani, et del successo aviserà. Rispose ehe’l non va in Alemagna se non per le cose di Hongaria, et che i farà provision a li sanzachi vicini a l’Hongaria che starano preparadi. Poi li disse : ì Bailo, la Signoria ha dà ducali 300 milia a l’imperator, et dito, percolilo vechio : savemo l’è per conio nuovo, parte, ma non li slimemo ». Et poi disse: « La Signoria è savia, la tien la quinquereme fuora, la fa mal ; si l’é bona cosa li sarà tolto il sesto, elsaria bon non la lenisse fuora ». Esso baylo disse, ha inteso la non restasse eie. Scrive, come questi non farà armada né movesta per questo anno, et starà su le difese se non sarano provocadi. Scrive come era stato a la Porta per certe cose di Damasco, et parlò a Janus bei, che gli disse Imbraim haver hauto ledere di Venelia fresche, il qual li fé dir venisse a caxa a parlarli, et cussi andò, et seguile li coloquii soprascriti. Et dice che’l vele alcuni jani-zari valentissimi che in la corte del bassà fevano experientia di trar il schiopeto che passava una armadura, et il Signor li ha dà gran provision a questi tali. Esso baylo li laudò molto. Imbraim rispose: « El Signor voi premiar tulli chi è valenti in ogni arte » eie. Et licentiata la Zonta, reslò il Conseio simplice, et preseno una gralia di Stefano Barbarigo bolador, qual richiede, atento fusse dalo una expetaliva a la Taola di l’iDirada a Malhio suo fiol, qual noviter è morto, et però richiede quella sia di novo data a Piero suo fiol, et fu presa. Ave tulle le balote. In questa sera ritornoe il Serenissimo di Strà, dove è stato zorni 15 a purgarsi in caxa di sier Fe- rigo Vendramin qu. sier Lunardo el fradeli, et vene assà fiacco, et di le gambe non ha fato molto mio-ramenlo. Li medici hanno consultalo non vadi a bagni ni fangi, ne toi ¡1 fumo eie. Nolo. In le lettere di Constantinopoli è di più che Imbraim li ha ditto, il papa el l’imperator ha investito il duca di Savoia di Cipro, avisandovi che’l pretende ctiam haver Hierusalem. Lui orator rispose non saper nulla di queslo. Sichè questi slima assà questa cosa. Item come voleno far le noze del circoncider di fieli, al che atendeno assai, et Imbraim li ha ditto, il Signor voi invidar la Signoria, zoè .............. A dì 17, la malina. Di pesle, uno, morto, a 1-21* Santa Catarina, procèsso da quelli amorbali da San Felixe. Vene 1* orator di l’imperator in Collegio per cose particular et etiam publice, zerca .... De Ispruch, di sier Nicolò Tiepolo el dolor, orator nostro, di 11. Scrive l’intrada a dì . . . lì di le do raine : il modo sarà scrito qui avanti, per un’altra lettera. Et come era zonto in Augusta, dove era stà convocato a far una dieta, il duca di Saxo-nia, et havia con lui 4 excellentissimi doclori che predicavano a la lulheriana. Item che’l duca di Baviera eleclor el il duca Zorzi di Saxonia, che sono inimici a lulheriaui, erano venuti, et voleno, ne l’andar Cesare passi per Baviera. Item scrive come havia parlato a l’imperator et al re Ferandino zerca haver trala di carne per la Alemagna. Li hanno risposlo che non ne sono et che loro patisseno, el che’l duca di Ferrara et duca di Manlua li hanno mandalo a richieder queslo in-slesso el non ge l'hanno potuto concieder, ma ben concederano il tralo de li animali, venirano di Ilon-garia, per transito. In questa mallina, li Consieri, Cai di XL et Savii andono sul tardi a far reverentia al Serenissimo et (odiarli la mano, però che Soa Santità non voi venir in Collegio, per esser di le gambe non ben sano et non si poi aiutar mollo, el é infiate. Dapoi disnar, fo Conseio di X con la Zonta ; ma prima nel Conseio simplice preseno di relenir 3 zentilhomoni et uno popular, videlicet sier Marco di Garzoni de sier Francesco, sier Zuan Soranzo qu. sier Nicolò, sier Toma Mocenigo qu. sier Alvise et....... el queslo perchè il zorno di sanlo Job in la soa chiesia.......