277 MDXXX, GIUGNO. 278 li presenti si manda al Signor turco per il circum-cider di floli, per ducati 5000, et si manderà con la fusta patron sier Ambruoso Contarmi qual si arma tuttavia, et sopra la expedition di l’orator del turco el qual solicita molto la soa expedition. Et in questa sera a chà Zen ai Crosechieri li fo fato un bellissimo banchetto. Noto. Heri sier Beneto di Prioli, è di Pregadi, qu. sier Francesco, per il gran caldo stalo levò vesta di zambeloto a comedo, qual prima l’havea levala sier Zuan Francesco Mocenigo avocato, sichè, si lien, li altri anderà seguendo a levar di portar veste di zambeloto. Bozi fo compite le 8 caxe di legname fate in pescaria di San Marco da meter li herbaruoli, fatte di danari di Procuratori, per levar quelle è in mezo le coione, et sono incantade tutte, sichè trazerano ducati 383, sichè è sta miorato di fitto, di quello si pagava prima, ducati...... Dapoi disnar fo Conseio di X con la Zonta sopra la materia principiala heri, la qual fo secretissima, et fo, credo, per scriver a Constanlinopoli. Fu preso vender do casali in Cipro in feudo a uno chiamalo Olivier Fiano in feudo a ducati 7 per 100, per ducali 3500. Fu preso far 6 del corpo di Pregadi, per scurii-nio di questo Conseio, sopra le mariegole, con grandissima antorità, come altre fiate fo fato. Da Constantinopoli fo lettere di sier Piero Zen orator et vicebaylo, di 24 mazo. Scrive il Signor ha hauto nova del partir di domino Thomà Mozenigo, vien oralor de lì, et sier Francesco Bernardo baylo, et il zonzer a Ragusi, et loaspetano con desiderio. Scrive coloquii hauti con Imbraim bassà zerca 1’ armada di Andrea Doria, et il suo ussir de Zenoa, di che dubitano. Et si ha doleslo, la Signoria dà pur 400 milia ducati a l’imperator per haver fato la paxe, et che dillo bassà disse verso Janus che i christiani ha poca fede. L’oralor lo intese et disse,la Signoria non manca maidi fede, et lui disse: « È sta pur dà a quel deserto di l’imperator 400 milia ducati 1 » Et come per lettere di 15 da Ragusi haveano il partir per Barbaria de Andrea Doria con grossa armada con 6000 fanti suso, dicendo: « Po-riano venir in Levante, la Signpria non scrive ». L’orator scusò la Signoria haver spazà uno messo per via di Sibinico, qual non è zonlo. Scrive aspela-rano 10 dì 1’ orator nostro, et da poi altri zorni 10 comenzarano le feste. Scrive haver haulo lettere dal consolo nostro .... che uno zudio, era lì, fevagran torti a nostri mercadanli, linde pregò Imbraim lo volesse far levar de 11, et cussi li ha fatto uno co-mandamento subilo sia levalo. In questa matina per la Signoria fu fato un mandamento che Vetor Fausto dagi l’opera a l’ora-tor del signor duca di Ferrara a far do brigantini in questa terra. A dì 19, domenega. La (erra, heri, di peste, 160* uno, loco vechio, el 13 di altro mal. Di Pranza, fo lettere di sier Sebastian Ju-stinian el cavalier, orator, di Angulem, di 26, 27 et 29. In conclusici), ludo è concordato zerca haver li doli et li danari et ogni cossa, et a dì 19 partirà il re per Bordeos, sichè si farà la reslitulìon certissima. Et come era ritornato di Fiandra da madama Margarita... con le scrilure et tulto, il qual era andato a trovar il Gran maistro, sichè non acade più altro, el di 29 dificultà haveano poste li cesarei il tutto era sta adalalo, et 1’ ultima, quella di certo slado in Fiandra ut in litteris, che madama Margarita ha conzà la differenza, et era de inlrada ducati 2000. Scrive esser stalo con madama la regente el alegratosi che si baverà li (ioli, sichè a di 8 over 10 si haveria cerio eie. Scrìve come sono alcuni de lì a la corte che dicono mal al re di la Signoria nostra, dicendo lei è stà prima in acordarsi cum l’imperator el tralar, che il re Christianissìmo, et tra li altri uno Zuan Balista da Ponte nonlio del marchese di Mus; et uno Paulo da Porlo, fiol di domino Luuardo dolor, vicentino, tolse la pugna defendendo la Signoria et dele un schiaffo al prefalo Zuan Baplista. Sì dice, il marchese li darà laia et vorà farlo amazar ; sichè ditto Paulo merita gran comendation. Di Cremona, di sier Gabriel Venier orator, di 16. Come il duca è slà contento far salvocon-ducto a la duchessa di Melfe per andar in Franza. Et di haver inviato li 4 pezi di artellaria a la volta di Brexa. Item, che’l barba del marchese di Monferà, poi la morte del nipote è intrato nel dominio con il voler di la marchesana sua cugnala, et insieme governerà quel slado, la qual fo sorela di monsignor di Lanson. Item, che’l duca slava meglio, cambiava solo et beveva con le sue man. Ilem, havia sin qui dato a li cesarei ducali 150 milia, sichè non sa con che modo li babbi potuto trovar, hessendo quel suo stado ruinato eie. Vene l’oratordel re di Zerbi, moro, scalzo, justa j il suo costume, et sentalo aprcsso il Serenissimo I disse et solicilò sì mandi le galle di Barbaria et